E' di una settimana fa la notizia del pignoramento di alcuni apparati radio a Nettare, l'azienda fornitrice del servizio di connettività a banda larga impegnata in un progetto di copertura del territorio delle province di Pisa e Livorno tramite la realizzazione di reti per la connessione in modalità wireless. La vicenda del pignoramento arriva a mesi di distanza dal primo sciopero effettuato dai dipendenti dell'azienda che per alcuni mesi non hanno visto riconoscersi lo stipendio, vicenda che ha portato a diverse controversie legali tra l'azienda stessa e alcuni ex dipendenti.
Il nuovo amministratore delegato di Nettare, il Dott. Fausto Della Corte, così come il suo predecessore Dott. Francesco Porri, avevano motivato le cause dei mancati pagamenti con il ritardo della Regione Toscana nell'erogazione dei finanziamenti per il progetto "Tutti i Toscani in Rete". Nettare, infatti, ha preso parte al progetto della Regione Toscana di copertura totale del territorio con i collegamenti internet veloci, la cosiddetta "banda larga", per accorciare le distanze, tecnologiche e fisiche, che penalizzano le aree periferiche e le loro comunità. Un 'iniziativa realizzata grazie al sostegno finanziario del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR CreO FESR 2007-2013) che ha portato alla realizzazione di un bando che ha visto Nettare vincitrice di due lotti provinciali, quello di Livorno e Pisa.
Per capire come stanno effettivamente le cose e se vi sono stati ritardi nell'erogazione dei finanziamenti, abbiamo contattato i responsabili del "Servizio per il superamento del digital divide", il settore della Regione Toscana che si occupa di infrastrutture e tecnologie per lo sviluppo dell'amministrazione elettronica.
Abbiamo chiesto a quanto ammonta il finanziamento previsto da bando per i territori provinciali di Pisa e Livorno a cui Nettare può accedere: si tratta di 1.068.000 euro per la provincia di Livorno e 1.612.000 per quella di Pisa (le cifre indicano la sovvenzione massima che la Regione riconosce alle aziende e che viene erogata a seguito di rendicontazione).
Il funzionamento del bando prevede che gli operatori realizzino i lavori nelle aree individuate e presentino rendicontazione. Sulla base di questa rendicontazione la Regione riconosce inizialmente un acconto pari all'80% della cifra complessiva. A lavoro concluso si effettua un collaudo e se tutto risulta in regola si salda la somma complessiva. Se, invece, a seguito del collaudo vengono riscontrate delle problematicità, il saldo non viene effettuato, fino a quando tutto non rientra nei tempi e nelle modalità previste dalla convenzione prevista dal bando.
Chiediamo ai responsabili del Servizio regionale qual è al momento la situazione di Nettare: "Ciò che possiamo dire è che Nettare per ben due volte ha avuto una diffida da parte della Regione. Non possiamo erogare finanziamenti, sia statali che comunitari, se un servizio non è stato regolarmente eseguito. Nettare ha vinto questo bando e fino a quando ha rispettato i termini per l'attivazione e la continuità del servizio attivato, la Regione ha sempre pagato. Sia nel caso di Nettare che di altre aziende vincitrici in altri territori, sono stati versati anche degli acconti, così come previsto dagli aiuti di stato. Questo viene fatto proprio per agevolare l'intrapresa di una iniziativa infrastrutturale di questa portata. Quando a un certo punto non sono state più rispettate le scadenze previste dai piani di attività, la Regione è dovuta intervenire, intimando le imprese ad adeguarsi al contratto attraverso l'unico strumento in mano alla Regione, ovvero la diffida".
Dunque, la Regione blocca i pagamenti non solo se un servizio non è stato concluso entro i termini stabiliti, ma anche se i servizi già terminati non risultano più correttamente funzionanti: "A mano a mano che la banda larga veniva portata in alcuni territori e avveniva il collaudo - spiegano i responsabili della Regione Toscana - venivano erogati gli anticipi. A un certo punto dovevamo dare il saldo, ma prima dobbiamo verificare che quanto avviato in passato sia ancora correttamente funzionante. A seguito di queste verifiche abbiamo costatato che non sempre era così e di conseguenza non abbiamo potuto erogare il finanziamento. Siamo effettivamente in un momento abbastanza difficile, indipendentemente dalla nostra volontà che sicuramente è quella di arrivare a conclusione di questo progetto, sia per andare incontro alle necessità dei territori e della cittadinanza, sia nell'interesse dell'azienda in questione e dei suoi dipendenti".
Non è la prima volta che l'azienda fa riferimento ai mancati pagamenti della Regione Toscana, anche il precedente amministratore delegato, il Dott. Francesco Porri in occasione dello sciopero dei dipendenti che protestavano per ottenere diverse mensilità non pagate, parlando delle cause dei mancati pagamenti fece esplicitamente riferimento ai ritardi nell'erogazione dei contributi regionali.
Il nuovo amministratore delegato, Dott. Fausto Della Corte, aveva dichiarato che Nettare al momento ha coperto il 93% dei territori previsti dal bando e che ciò che doveva ancora essere terminato era la zona dell'isola d'Elba. "A noi risulta che oltre alla copertura dell'isola d'Elba - rispondono i tecnici della Regione - manchino ancora due comuni della provincia di Pisa e altri due in provincia di Livorno. Fra l'altro gli interventi sull'isola d'Elba dovevano essere terminati diversi mesi fa. La Regione ha fatto di tutto per non mettere in difficoltà l'azienda, concedendo una proroga dei termini previsti".
Fino a oggi la cifra che la Regione ha già erogato a Nettare si aggira intorno al milione di euro: "Nei limiti di ciò che era previsto dal bando, abbiamo cercato di anticipare i pagamenti, ovviamente a fronte di fatture pagate. Via via che facevano i lavori noi non ci siamo mai fermati con i pagamenti, anzi, abbiamo cercato di accelerare i tempi: se la Regione normalmente paga entro 60 giorni, noi in questo caso abbiamo accorciato i tempi fino a 15 giorni, proprio per venire incontro alle ditte che avevano già effettuato le spese. E' stato effettuato un collaudo i primi di dicembre, proprio a seguito di una diffida da adempiere, un altro collaudo è stato effettuato ad agosto (sempre a seguito di una diffida), in questo caso il collaudo era andato a buon fine, ma poi nel frattempo erano scaduti i termini di altri interventi".
Dunque un problema nel rispetto dei tempi delle commesse, che nonostante le proroghe concesse, l'azienda non è riuscita a rispettare. Esiste un piano di attività, e là dove non viene rispettato la Regione blocca i pagamenti, così come previsto dalla convenzione, e invia una diffida. Non appena l'azienda si riallinea con la tempistica ripartono anche i pagamenti. Quindi ad oggi non c'è nessun pagamento che sarebbe dovuto a Nettare e che la Regione non ha effettuato.
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