14/12/09 08:07 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

"L’Università senza futuro" 0

Un intervento del Circolo Università e Ricerca del Partito Democratico sul disegno di legge Gelmini

879b77a89472c3f34046d04747bc3a32

Prosegue il dibattito su Pisanotizie sul nuovo disegno di legge in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario, di personale accademico e di diritto allo studio approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 ottobre. Pubblichiamo così un intervento del Circolo Università e Ricerca del Pd su questi temi.

L'impianto complessivo del DDL Gelmini di riforma dell'università risponde a un disegno di ridimensionamento punitivo del sistema universitario, in linea con il drammatico consolidamento e la previsione di nuovi tagli ai finanziamenti.

L'autonomia statutaria delle università viene praticamente azzerata; quella didattica e quella amministrativo-contabile fortemente limitate. Sarà pur vero che le autonomie nel sistema universitario sono state spesso malamente esercitate, ma vale la pena di ricordare che anche le patologie dei sistemi democratici non rendono affatto desiderabile una "buona dittatura" ma richiedono piuttosto un intervento serio sui difetti di funzionamento.

In più, viene sancito l'obbligo dell'ingresso di soggetti esterni negli organi direzionali degli atenei, a pieno titolo e con rilevanti capacità decisionali, quasi che quello status sia di per sé garanzia di buon governo. Il pericolo di autoreferenzialità delle scelte didattiche si combatte invece attraverso serie ed efficienti forme di consultazione e di concertazione con tutte le parti interessate, pubbliche e private. Inoltre, la proposta di governance già a una prima analisi risulta essere priva di bilanciamenti tra i poteri interni e totalmente proiettata su un sistema di ispirazione centralistica ed economicistica.

Le deleghe al Governo consentono di adottare decreti legislativi su un'enorme congerie di materie col solo vaglio delle commissioni parlamentari competenti, presidio assai debole se si considera che la maggioranza agisce secondo ordini di scuderia. I criteri direttivi per l'esercizio delle deleghe sono eccessivamente vaghi e allo stesso tempo preoccupanti. Un esempio sono le deleghe sul diritto allo studio le cui direttive, seppur con poche indicazioni, lasciano intravedere insieme ai tagli per questa voce nella Finanziaria 2009 e 2010 un preoccupante stravolgimento dell'attuale sistema delle borse di studio.

Quanto alla nuova disciplina del reclutamento, accanto a qualche proposta condivisibile (alcune delle quali, peraltro, già in parte avanzate dal centrosinistra - ad esempio la separazione dei meccanismi concorsuali da quelli di promozione), nessun vero passo viene compiuto per combattere la "precarizzazione" della prima fase dell'attività universitaria. Al contrario, insieme all'abolizione del ruolo di ingresso viene aumentata la durata degli assegni di ricerca (fino a sei anni), permangono svariati rapporti contrattuali temporanei di ricerca e vi è una nuova disciplina che di fatto estende e consolida i contratti temporanei per attività di insegnamento, quale qualità?

E' facile prevedere che queste misure porteranno ad aumentare il ritardo nell'accesso al ruolo (associati a 40-45 anni? ordinari alle soglie della pensione?), anziché ridurlo come certa propaganda vorrebbe far credere. Il governo Berlusconi cancellerà dalle Università intere generazioni, amplificherà la gerontocrazia nella gestione delle università e nell'indirizzo delle scelte scientifiche e didattiche.

La precarietà genera subalternità. Ritardare l'ingresso a pieno titolo dei giovani nell'università, dopo un lungo "addestramento" alla subalternità, equivale a consegnare definitivamente l'università italiana alla più desolante piattezza e alla prepotenza delle consorterie più spregiudicate.

L'ultimo atto di tale grottesco procedere è rappresentato dalla misteriosa incertezza sulla garanzia delle ingenti risorse (ottanta milioni di euro) stanziate dal Governo Prodi per il reclutamento dei ricercatori. E' davvero stupefacente che le risorse già stanziate rischiano di volatilizzarsi, è imperdonabile anche solo avere ipotizzato di "coprire" con la nuova legge finanziaria un provvedimento già emesso dal precedente Governo, ed è sconcertante che la soluzione del problema sia stata annunciata dal Ministro Gelmini con la ormai consueta formula secondo cui sui "giornali" i soldi ci sono, ma nelle Istituzioni non vi è traccia di atti normativi e regolamentari. Su questo versante si esige la massima trasparenza, come da Costituzione.

Alla luce di quanto detto il circolo Università e Ricerca del PD di Pisa condivide la mobilitazione che in questi giorni vede protagonisti la Cgil, migliaia di studenti, precari e operatori dell'Università e della Ricerca, condanna gli episodi di violenza e di repressione, chiede agli organi dell'Ateneo pisano di esprimersi e di utilizzare tutte le risorse previste per il cofinanziamento del piano straordinario di reclutamento dei ricercatori previsti dal Governo Prodi anche nel caso in cui il Ministro Gelmini cancelli questi impegni, chiede alla neo responsabile nazionale Università e Ricerca del PD Maria Chiara Carrozza di farsi tempestivamente carico delle posizioni esposte.

Circolo Università e Ricerca PD Pisa

Leggi anche:

- Università: affollata Assemblea di Ateneo contro il ddl Gelmini

- Guarda le foto dell'Assemblea di ateneo

- Guarda il video dell'Assemblea di atene

- Università: oggi assemblea di ateneo contro il ddl Gelmini

- Università: il Senato Accademico "autoriformato" contro il ddl Gelmini

- Guarda il video Senato Accademico "autoriformato"

- Università: prove di mobilitazione contro il ddl Gelmini

- Centinaia di docenti a difesa dell'Università pubblica

- Facoltà di Scienze: studenti sui tetti contro la riforma

- Guarda le foto della protesta degli studenti di Scienze

- Riforma Gelmini: "Il Genocidio all'Università"

- Università, i Ricercatori precari: "Rispondete alle nostre domande sul futuro dell'università"

- Chi paga la riforma dell'Università?

- Università: esterni in CdA e ricercatori a tempo determinato. La riforma a costo zero

 

1/09/2010 La protesta delle famiglie del campo rom di Coltano - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

258d3c1cb56844e69f6ea0fd5de55ebb
Blocco_lettori