12/01/10 14:47 | autore: foto video Stampa

Rossi: “La Toscana deve riprendere a crescere” 1

E' partita ieri da Pisa la campagna elettorale del candidato del centro-sinistra alla presidenza della Regione Toscana. Una fitta giornata di incontri conclusa al Palazzo dei Congressi: "Dobbiamo accettare la sfida di una Toscana che sappia correre e che dunque scongiuri il pericolo di un lento declino". Ricerca, innovazione, infrastrutture e merito le linee guida sulle quali si fonderà il suo programma

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"Dobbiamo accettare la sfida di una Toscana che sappia correre e che dunque scongiuri il pericolo di un lento declino". E' questo il messaggio fondamentale che Enrico Rossi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Toscana alle prossime elezioni regionali, ha lanciato in occasione della apertura della sua campagna elettorale che è partita ieri proprio da Pisa.

Una giornata molto intensa caratterizzata da numerosi incontri, tra cui uno al Polo Tecnologico di Navacchio con le imprese dell'high-tech, che si è conclusa in serata con un incontro al Palazzo dei Congressi.

"Il problema principale - ha ripetuto più volte Rossi - che la nostra Regione ha oggi di fronte è quello della crescita, sulla quale registriamo un deficit negli ultimi anni, come dimostrano i dati dell'Irpet - e che potrebbe trasformarsi da una situazione di stallo in un declino nel prossimo futuro: in pericolo ci sono il benessere diffuso nei nostri territori e la coesione sociale".

"Occorre accettare la sfida - ha proseguito il candidato - di sviluppare di un nuovo modo di pensare, capace di rispondere all'esigenza di una Toscana che deve riprendere a crescere. Non si può pensare solo a uno sviluppo immobiliare. Serve, invece, puntare su uno sviluppo che sia capace di produrre valore aggiunto, che abbia il suo centro nell'innovazione e nell'industria, un'industria che deve essere sostenibile, di qualità, non inquinante e che è un nostro patrimonio".

Al riguardo Rossi delinea un grande rischio per la regione: "Se non si riuscirà a dare corso a questo tipo di sviluppo, allora il rischio concreto è quello di "mangiarci" e distruggere il nostro patrimonio paesaggistico e ambientale, conferitoci dal passato, poiché quando si rischia di perdere il proprio benessere si è disposti a vendere anche i propri gioielli di famiglia".

Il candidato alla presidenza della Regione riassume questi concetti con frase semplici e lapidarie: "Non voglio una regione che fondi la ricchezza sulla rendita: meno villette a schiera, più ricerca".

La Ricerca e l'Università

E su questo tema Rossi si sofferma a lungo: "Per centrare il nostro obiettivo della crescita occorre affrontare alcuni nodi cruciali, come quelli della ricerca e dell'innovazione, garantendo al sistema universitario toscano lo stesso livello di eccellenza che ha oggi, nonostante la scarsità dei finanziamenti. Per conservare questa forza occorre però una razionalizzazione e una migliore gestione del sistema. Nel 2011 ci sarà un nuovo buco nei bilanci degli atenei toscani e la Regione non potrà ripianarli all'infinito acquistando immobili dalle Università: la Regione non è una agenzia immobiliare".

"Il rischio - prosegue il candidato del Pd - è che, se il mondo accademico non cambia rompendo alcuni meccanismi interni di autoriproduzione, gli atenei diventeranno solo luoghi di trasmissione del sapere e non di ricerca. La regione deve investire in questo settore strategico per poter reggere la competizione internazionale".

Premiare il merito e sostenerlo economicamente è in questo quadro uno dei punti imprescindibili su cui Rossi torna più e più volte: "Successo e merito devono indirizzare le nostre scelte anche nell'allocazione delle risorse e su questo occorre procedere a un forte cambiamento".

Le Infrastrutture

Altro tema cruciale su cui Rossi poggia le fondamenta della sua proposta politica è quello della mobilità e delle infrastrutture. "Penso a collegamenti più diretti tra i due aeroporti di Firenze e Pisa - ha spiegato - ma anche al completamento del corridoio tirrenico e a una mobilità sempre migliore tra il centro della Toscana e la costa, ma anche tra porto, aeroporto e interporto. La rete ferroviaria deve essere potenziata: occorre investire sulla Pontremolese. In generale nel paese c'è una carenza infrastrutturale che non si risolve solo con l'Alta Velocità. Si tratta certamente di un tema nazionale ma anche la Regione deve fare la sua parte".

"Penso - prosegue il candidato - alla Toscana come se fosse una città europea di medie dimensioni. Abbiamo tre milioni e mezzo di abitanti e metterli in condizioni di avere una mobilità moderna è una sfida decisiva per i prossimi decenni, anche perché senza questa condizione non vi può essere crescita.

Un rinnovamento nella continuità

Serve, quindi, secondo Rossi, "cambiare passo", evitando il rischio che di fronte a una società e ad un'economia in mutamento la Regione rimanga ferma. "La Toscana non può essere il territorio dell'olio e del vino buono, cosa vera, ma non basta: la nostra regione non può condannarsi ad essere una sorta di Disneyland, ma deve essere alla pari con le maggiori regioni d'Europa che competono tra di loro".

Per compiere questo secondo passo, l'assessore alla salute sostiene che occorra sì, confrontarsi con tutti gli attori sociali ed economici del territorio, ma poi arrivare a prendere delle decisioni: "La concertazione va mantenuta ma gestita con oculatezza: non si può sempre arrivare alla mediazione della mediazione. I tempi nel prendere le decisioni sono un fattore decisivo se questi diventano troppo lunghi non vi può essere quel cambiamento di cui parlo". Allo stesso tempo il candidato alla presidenza della Regione mette in evidenza come dal punto di vista dei diversi sistemi di gestione occorra superare la frammentarietà, dato che la divisione non permette di reggere la concorrenza.

Le alleanze e la squadra di governo

Queste le linee guida sulle quali Rossi intende definire il proprio programma elettorale. L'assessore alla sanità ha ribadito anche a Pisa la sua decisione, in caso di vittoria, di avere 5 assessori uomini e 5 assessori donne: "Le donne nel campo dell'innovazione possono dare un contributo. Allo stesso tempo credo che nella scelta degli assessori debba valere anche il principio delle competenze, in quanto per poter fare delle scelte e realizzare un cambiamento occorre un certo livello di conoscenza dei problemi".

Sul tema delle alleanze Rossi ribadisce come esse vadano verificate sulla base del programma: "Siamo aperti al confronto con tutte le forze che compongono l'attuale maggioranza senza nessuna pregiudiziale, occorre però da parte di tutti i partiti politiche che mi sosterranno una forte condivisione sul programma e sulla necessità, di cui ho parlato, di determinare anche un'accelerazione nelle decisioni".

"E' possibile - ha proseguito Rossi - realizzare un'alleanza che va dalla sinistra radicale, all'Italia dei valori. Al contempo penso sia importante sviluppare un rapporto istituzionale con l'Udc, ma non un suo ingresso in una eventuale maggioranza, a partire da un confronto sulla difesa della costituzione. Valuto positivamente, infatti, la scelta del partito di Casini in Toscana di candidarsi da solo e non allearsi con il centro-destra".

La causa

Nel suo intervento al Palacongressi l'assessore alla sanità oltre a delineare queste linee programmatiche e politiche cerca anche di dare un'anima alla sua candidatura e ai principi a cui si deve ispirare il Pd. La molla da cui parte il discorso è un commento sui fatti di Rosarno: " Quanto avvenuto in Calabria è una pesante frattura nel nostro paese che dobbiamo ricucire. In Toscana ogni anno nascono 33.000 bambini di cui 8.600 stranieri. Dobbiamo rispedirli a casa o occorre lavorare per integrarli e farli sentire toscani ed italiani? Se tutti questi bambini andassero via dai nostri territori, tutti i nostri ragionamenti sulla crescita non avrebbero nessun senso, al contrario credo che sia doverosa la cittadinanza italiana per chi nasce nel nostro territorio".

Rossi difende così a spada tratta la legge regionale sull'immigrazione contro cui si è scagliato il Partito Democratico: "Noi siamo una forza di sinistra con una causa precisa, che è quella di costruire una società in cui ci sia più giustizia, più uguaglianza, più libertà. Per questo abbiamo fatto bene ad approvare la legge sull'immigrazione perché si può perdere oggi qualche voto che poi si potrà recuperare: ci sono alcuni principi come quello della solidarietà che vengono prima di tutti".

Rossi raccoglie così un grande applauso dal pubblico presente, mentre qualcuno dietro di noi commenta così questo discorso: "Spiegateglielo a Filippeschi".

 

 

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2010/01/13 10:01:51 luigi giannetti Rieccoci, Rossi parla di sviluppo, come dice lui sostenibile e poi afferma sia necessario completare il Corridoio tirrenico...C'è qualcosa che non torna, il Corridoio tirrenico non è certo un'opera sostenibile, anzi danneggia, la maremma e non solo, sia dal punto economico, sia dal punto di vista ambientale (e di conseguenza ancora economico). Siamo nel 2010 ed ancora si favorisce il trasporto su gomma e si vuole creare, al posto di una superstrada pubblica, un'autostrada privata...Mah, a me sembra una cosa oggettivamente negativa, poi se Rossi è masochista non lo sò...

Intervista a Enrico Rossi - di Luca Motta

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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