12/01/10 08:24 | autore: Chiara Martina Stampa

Nettare, la Regione rescinde la convenzione per la banda larga 0

Gelli: "In questi mesi abbiamo provato a risolvere i problemi con Nettare, ma di fatto non abbiamo potuto che constatare il peggioramento della situazione. Adesso la principale preoccupazione è che i cittadini e le imprese non debbano sopportare a lungo disagi e disservizi. Per questo ci siamo già attivati per mettere in piedi soluzioni alternative per garantire in tempi brevissimi un adeguato servizio".

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La Regione Toscana ha deciso di avviare le procedure di rescissione della convenzione con Nettare, l'operatore che si era aggiudicato i lotti delle province di Livorno e Pisa, nell'ambito del progetto per l'estensione della banda larga a tutto il territorio regionale finora escluso. La convenzione con Nettare si inseriva, infatti, nel progetto 'Banda larga nelle aree rurali della Toscana' con cui il governo regionale si è posto l'obiettivo di abbattere il digital divide su tutto il territorio, portando la banda larga ad almeno 200 mila cittadini e 15 mila imprese che ne sarebbero esclusi in base alle dinamiche di mercato.

La decisione di rescindere la convenzione firmata nel maggio 2008, è maturata, si spiega in una nota della Regione, "dopo aver monitorato continuamente la situazione e aver verificato inadempienze sia in termini di copertura che di livello del servizio". Una decisione presa dopo ripetute sollecitazioni e dopo che nel settembre 2009 è stata inviata anche una specifica diffida, poi prorogata il mese successivo.

"In questi mesi abbiamo provato a risolvere i problemi con Nettare, con un'attenzione particolare anche alla localizzazione toscana di questo operatore - ha detto il vicepresidente della Toscana Federico Gelli - ma di fatto non abbiamo potuto che constatare il peggioramento della situazione. Adesso la principale preoccupazione è che i cittadini e le imprese non debbano sopportare a lungo disagi e disservizi. Per questo ci siamo già attivate per mettere in piedi soluzioni alternative per garantire in tempi brevissimi un adeguato servizio".

La decisione della Regione giunge dopo mesi di grosse difficoltà finanziarie per Nettare e prolungati disservizi per l'utenza. Una situazione precipitata a metà dicembre anche in conseguenza ad alcuni pignoramenti subiti dall'azienda a seguito di azioni legali intraprese da ex dipendenti creditori nei confronti di Nettare per il mancato pagamento dello stipendio di alcuni mesi. Nel tempo molti lavoratori, vedendo che nonostante sollecitazioni, scioperi e vertenze la situazione non migliorava, hanno lasciato il loro posto di lavoro e l'organico dell'azienda si è così ridotto drasticamente.

Nei giorni scorsi era intervenuto anche il sindaco di Cascina Moreno Franceschini, proprio per chiedere un intervento della Regione. Numerose, infatti, le segnalazioni dei cittadini su tutto il territorio comunale che da mesi lamentavano un servizio intermittente e poi, prima delle festività natalizie, una completa assenza di qualsiasi segnale. E da voci provenienti dall'azienda sembra che proprio da prima di Natale i dirigenti di Nettare non si siano più visti negli uffici situati all'interno del Polo Tecnologico di Navacchio, lasciando la gestione di questa difficile fase nelle mani dei pochi dipendenti rimasti. Un segnale inequivocabile che la situazione dell'azienda sembra ormai precipitare verso il fallimento.

Rimane da capire cosa accadrà adesso agli utenti che hanno stipulato contratti anche triennali con Nettare: in molti in questi giorni si sono recati presso la sede per chiedere spiegazioni, ma al momento hanno ricevuto solo risposte vaghe. Se per alcuni la situazioni difficile di Nettare non rappresenta una novità, poiché da mesi subiscono continui disservizi, per altri è stata una vera e propria doccia fredda: è il caso di una ragazza di Latignano che ha stipulato un contratto con Nettare soltanto un mese fa, dunque quando le difficoltà finanziarie erano già molto gravi.

Adesso qualcuno dovrà spiegare a tutti gli utenti che cosa accadrà dei loro contratti e se, quando subentrerà il nuovo operatore - con tutta probabilità si tratterà di Telecom - saranno chiamati a stipularne uno nuovo e dunque dovranno pagare due volte per un servizio su cui sono stati investiti anche molti finanziamenti pubblici.

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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