A due giorni dalla decisione della Regione Toscana di rescindere il contratto per la fornitura di banda larga con Nettare a seguito di numerose inadempienze, sono molti gli interrogativi che rimangono ancora aperti. Tutta da capire, infatti, è la sorte dei circa 2500 utenti che hanno stipulato contratti con l'operatore sparsi su tutto il territorio regionale.
In una nota la Regione aveva fatto sapere che gli uffici competenti stavano già vagliando soluzioni alternative per garantire in tempi brevissimi un adeguato servizio, che con tutta probabilità verrà affidato all'operatore che nel bando realizzato nel 2008 occupava la seconda posizione. Nettare, infatti, era risultata vincitrice per le provincie di Pisa e Livorno nell'ambito del progetto 'Banda larga nelle aree rurali della Toscana' con cui il governo regionale si è posto l'obiettivo di abbattere il digital divide su tutto il territorio, portando la banda larga ad almeno 200 mila cittadini e 15 mila imprese che ne sarebbero esclusi in base alle dinamiche di mercato.
Ma una volta che sarà subentrato il nuovo operatore, che ne sarà degli utenti che hanno un contratto con Nettare? Al momento nessuno sembra in grado di dare una risposta a questo interrogativo, e sicuramente molto dipenderà dalle sorti societarie di Nettare. L'azienda di Navacchio, da mesi in gravi difficoltà finanziarie, sembra essere avviata verso un probabile fallimento.
Tantissime in questi mesi le segnalazioni giunte da diverse zone del territorio provinciale, per le carenze del servizio offerto da Nettare, che ormai da prima di Natale sembra essere completamente sospeso. Al danno dell'assenza di connessione, per molti utenti si aggiunge la beffa di aver stipulato contratti pluriennali con pagamento framite finanziaria, situazione che rende complesssa la sospensione del pagamento a seguito del mancato servizio.
Pochi giorni fa su questa delicata situazione era intervenuto anche il sindaco di Cascina, Moreno Franceschini, che aveva inviato una lettera alla Regione affinchè intervenisse. Alla luce della rescissione della convenzione abbiamo chiesto al sindaco Franceschini un commento: "Con la rescissione del contratto la Regione ha aperto un contenzioso con Nettare, adesso bisognerà capire come risponderà l'azienda. La Regione dovrà poi concordare con l'operatore arrivato secondo al bando le modalità di subentro. Per quanto riguarda Nettare al momento è difficile immaginare cosa potrà accadere poiché l'azienda si trova in una fase pre fallimentare. Se la proprietà sarà nelle condizioni di chiedere un concordato preventivo, si potrà scongiurare il fallimento, in caso contrario la situazione diventa un po' più complessa. Si tratta di trovare una società che in parte si faccia carico dei debiti. In questo momento il nostro obiettivo prioritario è quello di garantire il servizio ai cittadini e alle aziende che hanno stipulato contratti".
Il timore di molti utenti è, infatti, quello di trovarsi a pagare due operatori: "Noi faremo di tutto - continua Franceschini - perché questo non avvenga. Come Comune non abbiamo i mezzi giuridici per intervenire poiché si tratta di un bando regionale. Abbiamo comunque chiesto un incontro all'assessore regionale proprio per affrontare queste problematiche.
Abbiamo chiesto un commento anche all'Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori: "C'è qualcuno che da questa vicenda ne esce penalizzato tre volte, cioè il cittadino utente e contribuente: primo perché i soldi della Regione spesi male (20 milioni di euro che sono previsti per l'avanzamento della banda larga nelle zone rurali) sono soldi di tutti i contribuenti. In secondo luogo perchè Nettare faceva sottoscrivere contratti a lungo termine, con pagamento anticipato e rateizzato con l'intervento di una finanziaria, verso la quale le rate vanno onorate anche in assenza del servizio. Ovviamente gli utenti potranno pretendere i soldi indietro da Nettare... ma chi farà causa per qualche centinaio di euro ad una società che non ha più soldi? Per finire, la banda larga, su cui tutte le imprese basano il loro business, non solo continua ad essere un miraggio ma, per chi ha dato fiducia a Nettare investendo sulla sua presenza, e' diventata un danno economico presente e futuro".
La Regione - continua ancora l'Aduc - nel redigere il bando di finanziamento aveva inteso 'favorire' le aziende toscane (in molte province e' risultata vincitrice Eutelia, azienda aretina tristemente nota a livello nazionale per le vicende dei call center). Il risultato e' quello che abbiamo visto.
Comunque - conclude il comunicato - visto lo stato di degrado e di pessima diffusione della banda larga sul territorio toscano, e non solo, al danno finora provocato, la Regione ha ancora qualche possibilità per rimediarvi: faccia tesoro di quanto accaduto e metta al primo posto dei propri investimenti il cittadino/utente piuttosto che aziende che, per il fatto di essere toscane, non diventano automaticamente in grado di soddisfare le domande del settore.
Leggi anche:
-Nettare, la Regione rescinde la convenzione per la banda larga
- Disservizi Nettare: interviene il sindaco di Cascina
- Nettare: un blog per protestare contro i disservizi
- Nettare: pignorati alcuni apparecchi radio
- Da settimane disservizi per i clienti di Nettare
- Nettare: lavoratori senza stipendio e azienda in vendita
- Continua la protesta a Nettare: lavoratori si dimettono
- Primo sciopero al Polo Tecnologico: si fermano i lavoratori di "Nettare"
Questo articolo contiene 1 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.
2010/01/14 00:01:27 Domenico Barranca Non molto tempo fa, ho casualmente scoperto, che in casa mia ci sono onde elettromagnetiche di diverse reti a cui si poteva accedere tramite un computer. Io non ho mai abilitato il mio pc per l'accesso tramite wi-fi per il semplice motivo che non mi ispira molta fiducia questa tecnologia. COme mai una casa farmaceutica se vuole mettere in commercio un farmaco deve superare dei tests mentre il wi-fi, ma anche la tecnologia dei cellualri, non devono superare un bel niente? sono stati messi in commercio pensando solo ed esclusivamente al profitto. Basterebbe leggere alcuni articoli come questi: http://www.aamterranuova.it/article3992.htm, http://www.aamterranuova.it/article2168.htm, http://www.aamterranuova.it/article1982.htm
per rabbrividire ed avere dubbi sull'utilità di queste tecnologie. Inoltre, perchè ai cittadini è permesso di evitare di essere sottoposti al fumo passivo delle sigarette, mentre per le reti wireless no?
grazie per l'attenzione
saluti
Domenico Barranca (Pisa)