foto tratta da "Cosmonauta", ott-nov 2009 La tesi, dimostrata dagli atti, è che
il Comune di Pisa ha subito un danno patrimoniale per oltre 1 milione
di euro.
L'ipotesi è che siano verificate una
serie di anomalie - prima politiche, poi tecniche e amministrative
- che abbiano dato luogo ad una svendita patrimoniale di un
importante bene di proprietà del Comune di Pisa.
Il quando ha origine qualche anno fa,
nel 2001, quando una leggerezza 'tecnica' che potrebbe essere
successa anche in altre occasioni, dette il via ad un
"saldo fuori stagione".
Il luogo, è l'ex Tennis Club "Il
Caminetto", a Tirrenia, un "pezzo storico" del litorale che in
origine era destinato ad attività sociali e ricreative, al più un
bar ristorante, e che oggi è diventato il residence "Miramare",
composto da 20 lussuosi appartamenti per le vacanze.
Questo è lo
scenario prospettato dalla Commissione Controllo del Comune di Pisa;
composta dal presidente Paolo Cognetti, e dai consiglieri Maurizio
Bini, Sandro Modafferi, Giuliano Bani, Michele Passarelli, Luisa
Chincarini e Giuseppe Ventura.
Dopo quasi due anni di ricerche
cavillose fra delibere, verbali e prospetti, la Commissione ha deciso
di rendere pubblico il risultato di questa indagine, che è stata
svolta principalmente da Maurizio Bini.
Andiamo con ordine nel ripercorrere i passaggi di questa storia; sembreranno lunghi, in realtà, la logica interna di questi fatti è meno complessa, più immediata.
La nuova destinazione d'uso e la sottovalutazione dell'area
Nel 2001,
all'interno del Regolamento Urbanistico, vengono apportate delle
modifiche nelle NTA - Norme Tecniche di Attuazione -; la
classificazione SQ1 viene arricchita da una nuova destinazione d'uso:
residenza turistico-alberghiere (RTA). Questo rappresenta già una
situazione "particolare", perché fino a quel momento la
classificazione SQ1 permetteva solo la demolizione e la ricostruzione
dell'esistente.
All'interno di
quella classificazione viene inserita anche l'area dell'ex T.C.
Caminetto.
"La cosa passa
abbastanza sotto silenzio o comunque senza osservazione da parte di
alcuno" spiega Bini.
Il 28/02/02, con
delibera del Consiglio Comunale, viene approvato il Bilancio di
Previsione 2002, con la quale si prevede la vendita dell'area
suddetta. Passa meno di un mese, e il Dipartimento Risorse e
Organizzazione, che gestisce il patrimonio, provvede alla valutazione
del complesso.
"Qui si
registra la seconda anomalia - prosegue Bini - Stranamente il
Dipartimento, facendo leva su un'interpretazione errata della
classificazione SQ1, ed escludendo destinazioni particolarmente
remunerative, come appunto le residenze turistico-alberghiere, riduce
il valore al mq da 2000 euro a 900 euro. Di conseguenza il valore
complessivo viene ridotto da 2 milioni di euro a 813.000", per
l'esattezza 813.729,49 euro.
Nella relazione
si legge che le stime sono state fatte "Tenendo conto
dell'ubicazione (prossima al centro di Tirrenia, lungo il Viale del
Tirreno), della destinazione (bar-ristorante, discoteca, comunque
collegati all'attività principale ricreativa e culturale, in forma
associativa)"; non si fa cenno infatti nelle destinazioni a
residenze turistico-alberghiere.
Il bando di gara e la vendita
Sulla base di
questa stima il 22/04/02 viene emanato il Bando di gara, che continua
a non accennare alle RTA, ma che stabilisce il diritto di prelazione
all'Associazione Valorizzazione Tirrenia, che aveva in gestione
l'area fino a quel momento. Il Bando integrale infatti distingue le
previsioni urbanistiche del complesso in questione: "Sul lato viale
del Tirreno - si legge - la porzione è normata dal Regolamento
Urbanistico (suddetto, n.d.r.), mentre le aree scoperte lato mare
sono inserite nel Secondo Piano di gestione in zona boscata." Però,
qualche riga più avanti si legge: "I beni immobili in questione
attualmente hanno destinazione di attività culturali, sportive e
ricreative, con l'eventuale esercizio di un'attività di
somministrazione di alimenti e bevande aperta ai soli partecipanti
alle iniziative". Nessun accenno alle residenze.
Nel frattempo
"L'Associazione Valorizzazione Tirrenia tace, e viene costituita una
nuova società, la Finsedal, che ha un capitale sociale
irrisorio", spiega Bini.
"Il 09/07/02
l'unico partecipante alla gara è Francesco Maiello, in nome e per
conto della Società Finsedal srl. La prima offerta presentata fu
sensibilmente inferiore alla base d'asta: 569.000 euro, per la
precisione il 30% meno del prezzo stimato. La Commissione, invece di
seguire il Regolamento e annullare la seduta, la sospende e avvia una
trattativa privata, confermata dai verbali di quel giorno."
Meno di un'ora dopo Maiello presenta
allora una nuova proposta di 691.000 euro, che la Commissione
accetta, assegnando provvisoriamente la vincita alla Finsedal.
"L'assegnazione è provvisoria per permettere all'Associazione
Valorizzazione Tirrenia di 'ripensarci' e partecipare alla gara, ma è
quantomeno curioso, dato che il legale rappresentante dei due
soggetti era il medesimo - Maiello, appunto - ed era anche presente
fisicamente alla seduta".
AVT non presenta
nessuna proposta; tecnicamente, non esercita il suo diritto di
prelazione, "perché in quel modo avrebbe dovuto versare l'intero
importo di stima preferendo partecipare alla gara come unico
concorrente".
Il 23/09/02 il
Dirigente emana la determinazione con l'aggiudicazione dell'asta, e
il 24/04/03 viene stipulato il contratto di compravendita. "Da
notare - afferma il consigliere comunale del PRC -che il contratto non è più tra Comune e Finsedal, ma tra
Comune e società "Caminetto 3000", società presieduta da Stefano Bottai, e che ha assunto questo nome a seguito della
variata denominazione sociale avvenuta il 31/12/02, nel momento cioè tra
l'aggiudicazione e la stipula del contratto".
Il Permesso di costruire, la costruzione. A luglio del 2009 il provvedimento di autotutela
Nel 2005 la
società Caminetto 3000, attraverso il proprio rappresentante Sandro
Costagli, presenta una Piano Attuativo volto a costruire residenze
turistico-alberghiere. Dopo due Conferenze dei Servizi, viene
rilasciato il Permesso di costruire in data 24/04/07.
I lavori partono, i lavori finiscono a Tirrenia, e nel frattempo a Pisa qualcosa si muove.
Siamo nel 2009, e a
seguito di una lunga indagine durata quasi un anno e mezzo da parte
della Commissione Controllo e alla relativa segnalazione di questa
alla Direzione Patrimonio, quest'ultima emana una determinazione il
28/07/09, evidenziando tutte le irregolarità commesse e dando
l'inizio ad una procedura di autotutela. Nel documento si legge:
"Sussistono i presupposti ed i motivi di fatto e di diritto per
concludere il procedimento con il provvedimento di annullamento
d'ufficio, in via di autotutela, dei verbali di aggiudicazione della
gara in oggetto, ritenuti illegittimi".
Questa è
l'ultima nota ufficiale di questa lunga storia.
Findesal, o chi
per essa, avrebbe potuto presentare osservazioni o controdeduzioni
entro 45 giorni dal ricevimento della determina, ma questo non è
avvenuto.
Le considerazioni politiche e le domande irrisolte
Che armi restano
in mano al Comune? "Un ricorso al Tar - dice Bini - al giudice ordinario, o una
verifica alla Corte dei Conti." In attesa di una qualche contromossa
di questo tipo però, l'attuale Giunta "Ha dato pieno appoggio
all'operato della Commissione Controllo, e ha riconosciuto l'entità
del danno patrimoniale subito" dichiara Bini.
Ritornemeno
sicuramente sulla faccenda. Ad oggi intanto presentiamo i fatti e gli
interrogativi più forti posti anche dagli stessi membri della
Commissione.
Rimangono dei
lati oscuri, delle assunzioni di responsabilità non chiarite, e
soprattutto, rimane il dubbio che una simile operazione sia stata
ripetuta per altre alienazioni patrimoniali del Comune, dato che a
monte c'è stata questa modifica nella classificazione SQ1 tutt'oggi
valida.
Questo articolo contiene 2 commenti.
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2010/01/23 17:01:45 nonna mirana pisanotizie + maurizio bini = report a Pisa...... questo articolo è GRANDE!!!! ora tutti ar caminetto gnudi a balla 'r boogaloo!!!
2010/01/23 14:01:19 luigi giannetti Mah, come al solito l'interesse per il mattone mette tutti d'accordo e chi ci perde è il comune (i cittadini)...Ormai fra taglio dei pini e mega insediamenti il nostro litorale è quasi completamente distrutto...Evviva il cemento!!!!!!!!