foto tratta da "Cosmonauta", ott-nov 2009 Giunge una prima risposta in merito alla questione sollevata dalla Commissione Controllo del Comune di Pisa, sulle irregolarità commesse per la vendita all'asta dell' "Ex-Caminetto".
A prendere la parola è il legale
rappresentante della Bagno Miramare s.r.l., Barbara Ferretti, che dichiara
l'estraneità della società costruttrice dei residence alla fase della
compravendita con il Comune.
Ricostruiamo brevemente i fatti. Nel 2001,
a seguito di una modifica nelle NTA - Norme Tecniche di Attuazione -, all'interno
del Regolamento Urbanistico, la classificazione SQ1 viene arricchita da una
nuova destinazione d'uso: residenza turistico-alberghiere (RTA). Nei primi mesi
del 2002 il Comune dà il via libera alla vendita dell'Ex-Caminetto. In base alla modifica dell'SQ1 viene fatta
una sottostima del luogo: il valore complessivo viene ridotto, infatti, da 2
milioni di euro a 813.000. Viene emanato il bando di gara, al quale partecipa
solo la società Findesal, e dopo una serie di anomalie procedurali la gara se
la aggiudica la stessa Findesal per una cifra di 691.000 euro.
Poco prima della stipula del contratto la società cambia nome e diventa "Caminetto 3000", ed è con questo nome che le vengono concessi i permessi di costruzione per i venti appartamenti che oggi costituiscono il Bagno Miramare. A luglio dello scorso anno la Direzione Patrimonio emana una determinazione, evidenziando tutte le irregolarità commesse e dando l'inizio ad una procedura di autotutela, testualmente, "un provvedimento di annullamento d'ufficio dei verbali di aggiudicazione della gara in oggetto".
Restano così aperti tutti gli interrogativi che questo procedimento apre: che cosa implica, in pratica, l'annullamento dei verbali di aggiudicazione? Quali strumenti ha il Comune per il risarcimento di questo danno?
A prendere parola è il legale della Miramare s.r.l., Barbara Ferretti che ribadisce
l'estraneità della società da lei rappresentata, rispetto a questa vicenda: "I soci e la società Bagno Miramare s.r.l.
sono totalmente estranei alla vicenda inerente l'asta comunale relativa alla
cessione del terreno meglio conosciuto come ‘Ex-Caminetto' - ha dichiarato
Ferretti - Il bene è stato ceduto dal Comune di Pisa con asta nell'anno 2002 a
soggetti diversi dagli attuali soci della Bagno Miramare s.r.l. I soci e la società
non hanno in alcun modo avuto rapporti e o contatti di alcun tipo con gli
uffici e con il comune in generale in ordine alla vendita del bene ed alle sue
destinazioni urbanistiche".
"I soci e la società Bagno Miramare srl -
continua il legale - hanno acquisito la proprietà soltanto nell'anno 2007, dopo cinque
anni dall'aggiudicazione all'asta dell'Ex-Caminetto. I soci e la società Bagno
Miramare srl hanno acquisito il bene con le concessioni edilizie già rilasciate
ai precedenti proprietari ed hanno realizzato il residence in ottemperanza alle
prescrizioni della concessione edilizia rispettandone ovviamente le
destinazioni urbanistiche".
"I soci e la società Bagno Miramare srl -
conclude la nota - sottolineano e ripetono con forza quanto già riportato
correttamente dalla stampa locale e cioè la loro totale estraneità ai fatti
riguardanti l'asta dell'Ex-Caminetto ed affermano che qualunque altra notizia
difforme dalla ricostruzione sopra evidenziata sarà ritenuta lesiva degli
interessi della società e dei soci stessi e perseguita in sede giudiziaria".
La Commissione Controllo del Comune ha deciso, intanto, all'unanimità di portare ufficialmente la relazione all'attenzione del consiglio comunale di giovedì prossimo.
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