27/01/10 09:25 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Scandalo ex-Caminetto: domani la comunicazione della Commissione in Consiglio Comunale 0

Tanti gli interrogativi aperti su una vicenda troppo a lungo sottaciuta. La Commissione di Controllo annuncia verifiche sulle alienazioni dei beni comunali dal 2001 al oggi

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Lo scandalo della vendita sotto prezzo del Caminetto arriverà domani in consiglio comunale sulla base della richiesta della Commissione di Controllo che ha chiesto di fare una comunicazione al riguardo, anche se non è prevista l'apertura del dibattito.

Una vicenda i cui contorni tecnici e politici sono in gran parte da chiarire. E' certo , infatti, che senza la conferenza stampa con cui i membri della Commissione di Controllo hanno ricostruito tutti i passaggi "dell'affare", la cosa non sarebbe mai venuta a conoscenza della città.

Sorge così un primo dubbio: perché l'amministrazione comunale che ha avviato un procedimento di autotutela fin dall'ottobre del 2008, non ha mai preso parola pubblicamente su una vicenda, di cui tra i corridoi si discuteva molto?

Eppure di occasioni ve ne sarebbero state, come la stessa inaugurazione del Residence Miramare nel giugno del 2009 allorché  la vicenda tornò agli onori delle cronache.

La ricostruzione della Commissione Controllo sintetizzando, disegna infatti questi passaggi: L'Avt, che gestiva l'Ex-Caminetto, non si presenta all'asta di vendita, ma il suo legale rappresentante si presenta come Finsedal, e questa società vince la gara. Tra l'aggiudicazione e la stipula del contratto la Finsedal diventa "Caminetto 3000", alla quale passa la proprietà dell'area, e che provvede alla costruzione dei residence. All'inaugurazione di questi ultimi è la Miramare s.r.l. a detenere la proprietà.

La ricostruzione che si può trovare sul sito del Consorzio Nautica Pisana è invece differente. Su Cosmonautica magazine - Speciale Salone Nautico Genova 2009 (ottobre-novembre 2009), edita dallo stesso Consorzio si trova, infatti, un servizio proprio sull'inaugurazione del Residence Miramare avvenuta nel giugno del 2009 alla presenza del sindaco Marco Filippeschi e del Presidente della Provincia Andrea Pieroni.

In questo articolo viene così ricostruita la storia: "L'edificio del tennis club apparteneva all'ente autonomo Tirrenia e negli anni della sua maggiore notorietà era affidato in gestione all'imprenditore dello spettacolo Roberto Trebbi. Quando l'ente tirrenia nel 1982 fu sciolto in quanto alla fine del suo mandato cinquantennale, l'intero complesso divenne proprietà del Comune che lo tenne chiuso e inattivo per alcuni anni per poi affidarlo in concessione all'associazione valorizzazione tirrenia perchè continuasse ad essere un locale pubblico destinato all'intrattenimento. Una strada che di fatto non si è rivelata percorribile perchè gli spettacoli notturni all'aperto creavano non pochi problemi alle abitazioni circostanti a causa della musica che si prolungava fino a notte fonda, al punto da provocare anche conseguenze giudiziarie che alla fine hanno reso necessario prendere in considerazione da parte dell'amministrazione comunale una diversa destinazione d'uso dell'area. L'area e gli edifici esistenti furono poi messi in vendita dal Comune insieme ad altri immobili appartenuti all'ente tirrenia e acquistati dall'avt che godeva di un diritto di prelazione. Fu poi la stessa avt, dopo aver tentato per qualche anno di riaprire il locale soltanto come bar e gelateria, ad avviare e completare la procedura per realizzarvi una residenza turistico alberghiera. Ottenuti i permessi relativi secondo la nuova destinazione e dopo aver fatto approvare il progetto presentato per il "residence", l'avt ha poi passato la mano cedendo l'intera area alla "bagno miramare srl" di Barbara Ferretti e Roberta Palla che ha realizzato il nuovo complesso ricettivo".

Anche di fronte ad una simile ricostruzione, riportata su pubblicazioni di enti importanti come il Consorzio Nautica Pisa, il Comune non ha sentito la necessità di fare alcuna rettifica. Occasioni perse per fare chiarezza così come lo stesso giorno dell'inaugurazione del complesso, nel giugno del 2009, in cui il sindaco espresse "soddisfazione per un progetto che rappresenta un potenziamento dell'offerta turistica del litorale", non facendo mai alcun riferimento alla stessa azione di autotutela avviata dal Comune.

Ma gli interrogativi sono anche altri e aprono scenari forse ancor più gravi. Se nel 2008 erano già state rilevate delle irregolarità su quella vendita che ha causato degli evidenti danni patrimoniali al Comune, tanto da intentare un procedimento, perchè non si procedette già allora ad una verifica delle aste relative alla dismissione di altri beni pubblici, come invece ha dichiarato alla stampa locale in questi giorni l'assessore Serfogli? "Vogliamo fare chiarezza - dichiara sul Tirreno l'assessore - fino in fondo, su quella e su tutte le altre vendite".

La Commissione di Controllo ha annunciato, tramite il suo presidente Paolo Cognetti, di voler verificare ora tutti gli atti delle alienazioni dal 2001 ad oggi . Ad essere investita dell'accaduto sarà con ogni probabilità la Corte dei Conti che dovrà valutare le responsabilità ed eventuali provvedimenti per il danno erariale. Al momento la Procura non ha aperto alcun fascicolo sull'accaduto.

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