"La bozza di ordinanza redatta dal Dipartimento di Protezione Civile in ordine allo stanziamento e alle procedure di assegnazione delle risorse per la gestione delle conseguenze dell'esondazione del Serchio conferma purtroppo le perplessità emerse fin da subito di fronte al modo in cui il governo si è mosso su questo fronte". Questa, dopo la lettura del documento anticipato in visione alla Provincia di Pisa, la valutazione d'insieme espressa dal presidente Andrea Pieroni, che in merito ha inviato una lettera al governatore della Toscana, Claudio Martini. Alla Regione spetta infatti la competenza di approvare i contenuti dell'ordinanza, per far procedere l'iter della loro messa in esecutività.
"Ebbene, nel contesto del lavoro di valutazione che la giunta regionale dovrà appunto compiere prima di dare un assenso alla bozza - prosegue Pieroni - ho chiesto al presidente Martini un momento di confronto e diretto con gli enti locali del nostro territorio, per concertare una posizione condivisa".
La lettera precisa i motivi della perplessità dichiarata dalla Provincia di Pisa. "Al di là dei tempi tutt'altro che rapidi (quando invece la situazione avrebbe richiesto tempestività) che sono occorsi per questa prima stesura dell'ordinanza, il motivo fondamentale di delusione è quello della sostanziale inadeguatezza delle risorse previste, pur trattandosi di un ‘primo stanziamento' a titolo di anticipazione di risorse del fondo della Protezione Civile. La somma complessiva per Toscana, Liguria ed Emilia è pari a 1/8 dei danni già accertati a famiglie e aziende (agricole e non) di Vecchiano". La cornice del tema dell'insufficienza degli stanziamenti evidenzia poi questioni specifiche. "Non è previsto un contributo per i costi della delocalizzazione temporanea delle attività produttive; e appare decisamente limitativo il sistema del doppio tetto (percentuale del danno e massimale delle cifre) per la quantificazione dei contributi".
Fonte di inquietudine è definito inoltre da Pieroni il silenzio sulla richiesta di sospensione, per famiglie e imprese alluvionate, dei termini fiscali, contributivi, previdenziali ed assistenziali. "Rispetto ad essa il ministro delle infrastrutture Matteoli, nella sua visita risalente ormai a sabato 16 gennaio, aveva annunciato l'impegno del governo in tal senso, parlando a nome del collega Tremonti; ma da allora non abbiamo avuto più alcuna notizia. Nei nostri contatti con Roma abbiamo riscontrato un rimpallo di competenze tra Ministero dell'Economia e Dipartimento della Protezione Civile: le ordinanze di quest'ultimo, in circostanze passate, hanno incluso il tema della moratoria dei versamenti per le aree colpite da stati d'emergenza: considerati i precedenti e soprattutto vista l'urgenza del provvedimento, anche per il caso Serchio la misura dev'essere compresa all'interno dell'ordinanza di protezione civile". Infine il presidente della Provincia di Pisa sottolinea un altro aspetto della stessa ordinanza da sottoporre al governatore Martini. "Il documento assegna al capo del Dipartimento, il sottosegretario Guido Bertolaso, la facoltà di disporre fino al 60% delle risorse di questo primo stanziamento per dare sostegno immediato ai casi che lui stesso giudicherà più urgenti: un margine di discrezionalità che ci sembra elevato, tanto più a fronte della limitatezza delle risorse globalmente disponibile; e che comunque esclude qualsiasi momento di concertazione con il territorio".
Questi e tutti gli altri temi legati alla situazione provocata dall'esondazione del Serchio saranno trattati nel corso di una seduta del consiglio provinciale convocata per dopodomani, giovedì 28 gennaio, alle 15. Ai lavori parteciparanno, tra gli altri, esponenti della Regione; il segretario dell'Autorità di Bacino del Serchio; i sindaci dei Comuni di Vecchiano e San Giuliano, con i rappresentanti dei rispettivi consigli comunali; i presidenti del Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli e della Camera di Commercio di Pisa.
Nel frattempo continua a scendere l'acqua del nuovo lago, originato dall'alluvione di Natale. Ad oggi sono stati tolti 160 centimetri di acqua dalla zona alluvionata, che è passata da +77 a - 83 cm sul livello del mare.
"Lavoriamo continuamente e con estrema attenzione - spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli Fortunato Angelini - per impedire il collasso degli argini del Lago e del canale Barra, entrambi intrisi d'acqua, cosa che sarebbe assai grave".
Le indicazioni di quanta acqua togliere al giorno arrivano da uno studio sulla stabilità e la qualità degli argini condotto dal team del Prof. Lo Presti dell'Università di Pisa, che il Consorzio ha subito inaricato per decidere come operare al meglio senza correre rischi inutili. L'incarico oltre agli argini del Lago è stato esteso anche agli argini della Barra e da due giorni è stato dato il via libera di raddoppiare la velocità potendo togliere dai 5 cm iniziali, ai 10 cm al giorno.
Per procedere più velocemente il Consorzio ha trasferito le due pompe idrovore mobili, prestate da un consorzio di bonifica del Veneto, dal canale Burlamacca alla zona alluvionata. Le idrovore e il generatore sono state piazzate vicino all'impianto idrovoro di Vecchiano, che è stato allagato ma recuperato progressivamente. Sono inoltre in funzione ancora una serie di pompe mobili alimentate da trattori, posizionate lungo la via Traversagna, sul canale Barra e nei punti strategici e utili per facilitare le operazioni.
"La vera salvezza è stato l'impianto idrovoro della Bufalina che fino ad oggi ha scolmato 27 milioni di metri cubi d'acqua - conclude Angelini - senza questo impianto, che lavora ininterrottamente dal 22 dicembre, gli scenari oggi sarebbero ben diversi. Sicuramente il lago avrebbe tracimato e l'acqua invaso i bacini di Quiesa, Massarosa e Montramito"
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