La questione
della vendita dell'Ex-Caminetto verrà portata oggi in
Consiglio Comunale, sulla base della richiesta della
Commissione Controllo che ha chiesto di fare una comunicazione al
riguardo, anche se non è prevista l'apertura del dibattito.
Nel frattempo abbiamo interpellato
l'Assessore al Patrimonio Andrea Serfogli, cercando di fare chiarezza
sui passaggi politici dell'epoca e sulle conseguenze
dell'annullamento della gara.
Assessore
Serfogli, come ha recentemente dichiarato, verranno effettuate altre
verifiche sulle alienazioni patrimoniali del Comune in quel periodo.
Qual è esattamente il periodo in questione?
Gli anni 2002,
2003, 2004, prima dell'approvazione del piano vendita del 2005, e del
provvedimento dell'amministrazione del 2005 che modificò il
sistema di gara. Abbiamo già iniziato un procedimento di
verifica di tutte le vendite, di conformità di ogni singolo
atto alle norme regolamentari dell'epoca, effettuate prima
che Cortopassi diventasse assessore al Patrimonio.
Le risulta che
la questione venne sottoposta già alla precedente giunta?
Quando mi sono
insediato, nel maggio del 2008, in uno dei primi incontri avuti con
la dirigenza del Patrimonio, la dott.ssa Laura Tanini, mi sottopose questo caso, dicendomi che precedentemente, negli
ultimi mesi del 2007, era stata segnalata questa questione
all'assessore Cortopassi che aveva dato mandato di fare
approfondimenti. Mi riferì inoltre, che era stato conferito
l'incarico esterno a un professore, un giurista amministrativisto
affinchè si approfondisse se ci fossero stati
estremi di illegittimità nella procedura di gara.
Quindi la
consulenza esterna fu richiesta non da lei, ma da chi la precedette?
Sì. La
consulenza esterna fu richiesta da Cortopassi o dalla dirigenza al
patrimonio, non so esattamente. Quando sono arrivato ho già
trovato questo incarico conferito ad un consulente esterno, che ha
supportato l'amministrazione e la dirigente al Patrimonio, per
approfondire gli atti e ha convenuto che la procedura fosse viziata.
Il consulente esterno è il prof. Carmelo D'Antone, professore
di Diritto Pubblico.
Mi è
sembrata una consulenza all'altezza e adeguata; personalmente, mi ha confortato
sulla bontà di questo provvedimento.
E in giunta
quando se ne discusse?
A giugno/luglio
nel 2008 portai in giunta l'argomento e la misi a conoscenza di
quello che stava accadendo. Chiesi mandato alla giunta di proseguire,
e di dare l'incarico agli uffici per l'avvio del procedimento. La
giunta concordò che si iniziasse la procedura per l'annullamento della gara. Il provvedimento è datato 2 ottobre 2008.
Come mai è
trascorso tanto tempo dalla nota di ottobre al provvedimento che è
del 29/07/2009?
Il provvedimento
è stato comunicato dagli uffici ai soggetti interessati, che hanno un periodo in cui
possono presentarsi spontaneamente. I tempi in cui ciò è avvenuto sono stati a discrezione degli uffici stessi. Quello di luglio invece è un preavviso di
chiusura del provvedimento, e i tempi previsti per la presentazione delle memorie erano 45 giorni.
Le risulta che
qualcuno dei soggetti abbia risposto?
So che sono state
presentate delle documentazioni, e che l'ufficio è in fase di
emissione del provvedimento. Sta valutando tutti gli aspetti
presentati e presumo che sia
nelle facoltà dell'ufficio chiudere la procedura dichiarando nullo il verbale della gara, e quindi le conseguenze che la gara
stessa ha prodotto.
Ci può
chiarire nuovamente quali saranno le conseguenza dell'annullamento
della gara?
Se si arriva
all'annullamento della gara, si dovrebbe chiedere o la restituzione del
bene, o il minor valore, che è la differenza tra il valore con cui è stato aggiudicato e la base di gara (quindi tra 691.000 euro e 813.000). Poi va visto e
valutato se il valore in base alla procedura di rialzo poteva anche
essere superiore.
È chiaro
che qui siamo in una situazione in cui il bene è stato
venduto, poi rivenduto, poi chi l'ha comprato ha fatto una trasformazione urbanistica, ci ha costruito
sopra un residenza turistico-alberghiera.
Quello che valeva
nel 2002 non vale nel 2009. Perchè dal 2001 al 2008 il valore di mercato delle aree
edificabili sul litorale è aumentato del 90%.
Il danno è
relativo alla differenza fra la stima al ribasso e il
prezzo di gara, su tutto ciò che va oltre la stima originaria bisogna andar
cauti.
Bisogna capire
cosa chiederebbe l'ufficio se il provvedimento si chiudesse con un
annullamento. Può chiedere il bene, oppure al proprietario del bene
può chiedere di coprire la differenza fra il valore a base di
gara e la cifra con cui è stato aggiudicato.
In che modo ha
inciso il cambio delle Norme Tecniche d'Attuazione, il famoso SQ1? Non rimane a monte lo stesso problema per situazioni simili? Quanti
altri avrebbero potuto utilizzare questo cambiamento?
Quel cambio di
destinazione non è stato fatto ad hoc per quel bene. È
stato fatto nel 2001 quando è stato approvato il regolamento
urbanistico, un provvedimento generale con cui è cambiata
completamente la filosofia degli spazi urbani. Il vecchio piano regolatore degli anni
'70, prevedeva residenza, albergo, discoteca, esercizi commerciali:
dava delle funzioni puntuali. Ora con il nuovo regolamento urbanistico abbiamo classificato
il territorio in tre macroaree: aree prevalentemente produttive, aree
prevalentemente a servizi (in cui ci sono anche gli alberghi, le
residenze turistico-alberghiere, commercio) e poi area residenzale.
L'area specifica dell'Ex-Caminetto non poteva essere classificata
come area produttiva, né come residenza. Rimaneva quindi la classificazione SQ1, quindi servizi, attività
ricreative e commerciali, ecc.
Quando è stata fatta la variante urbanistica quel bene era del comune, quindi
non si è trattato di una modifica per avvantaggiare un privato. E'
stato classificato correttamente quel bene con la destinazione che più
gli era propria.
Quando
approvarono quel regolamento urbanistico?
Il regolamento
urbanistico è stato approvato il 28
luglio 2001. La delibera di alienazione era del dicembre 2001 e
quindi gli elenchi sono stati riformati con il bilancio, che è
un atto successivo. Peraltro, la variante SQ1 è stata
approvata definitivamente il 28 luglio, ma era già in adozione
da due anni, cioè dal 1999. L'idea di
classificare l'area Ex-Caminetto come SQ1 è precedente rispetto alla decisione di venderla. Da questo punto di vista non vedo nessun elemento
ambiguo.
Fossi stato
assessore al patrimonio personalmente l'avrei fatta classificare
anche meglio per venderla e stimarla a un prezzo superiore. Quando si
va a vendere, ad alienare un patrimonio pubblico è opportuno
valorizzarlo urbanisticamente al meglio. Quello che è
importante è che sia garantita la massima trasparenza nella
procedura di gara, e al maggior numero di partecipanti.
Le
dichiarazioni del legale della Finsedal srl
Nonostante
la chiarezza dell'esposizione di Serfogli, la vicenda continua ad
avere contorni frastagliati.
Il
legale dei soci della Finsedal, Stefano Bracci, ha dichiarato a mezzo
stampa che la società da lui rappresentata non ha ricevuto
comunicazione al riguardo. "I soci - afferma - sono venuti a
conoscenza dell'attivazione della procedura di annullamento degli
atti soltanto da un mese circa, a seguito di una comunicazione del
legale degli attuali proprietari del compendio immobiliare realizzato
sull'area in questione, nonché dalle cronache locali; nessuna
comunicazione è stata fatta in precedenza ai miei clienti".
Bracci
ha inoltre dichiarato di aver inoltrato una richiesta di chiarimenti
al Comune, "al fine di ottenere adeguata informazione sullo stato
della procedura, e, se necessario, intervenire nell'istruttoria".
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