28/01/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

Ex-Caminetto. Serfogli: "Gli uffici potrebbero richiedere la restituzione del bene" 0

E sull'entità del danno subito l'Assessore al Patrimonio dichiara: "Il danno riguarda la differenza fra il valore a base d'asta e la cifra con cui è stato aggiudicato il bene. Per tutto ciò che è oltre bisogna andare cauti". Prevista per oggi una comunicazione della Commissione di Controllo in Consiglio Comunale

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La questione della vendita dell'Ex-Caminetto verrà portata oggi in Consiglio Comunale, sulla base della richiesta della Commissione Controllo che ha chiesto di fare una comunicazione al riguardo, anche se non è prevista l'apertura del dibattito.
Nel frattempo abbiamo interpellato l'Assessore al Patrimonio Andrea Serfogli, cercando di fare chiarezza sui passaggi politici dell'epoca e sulle conseguenze dell'annullamento della gara.

Assessore Serfogli, come ha recentemente dichiarato, verranno effettuate altre verifiche sulle alienazioni patrimoniali del Comune in quel periodo. Qual è esattamente il periodo in questione?

Gli anni 2002, 2003, 2004, prima dell'approvazione del piano vendita del 2005, e del provvedimento dell'amministrazione del 2005 che modificò il sistema di gara. Abbiamo già iniziato un procedimento di verifica di tutte le vendite, di conformità di ogni singolo atto alle norme regolamentari dell'epoca, effettuate prima che Cortopassi diventasse assessore al Patrimonio.

Le risulta che la questione venne sottoposta già alla precedente giunta?

Quando mi sono insediato, nel maggio del 2008, in uno dei primi incontri avuti con la dirigenza del Patrimonio, la dott.ssa Laura Tanini, mi sottopose questo caso, dicendomi che precedentemente, negli ultimi mesi del 2007, era stata segnalata questa questione all'assessore Cortopassi che aveva dato mandato di fare approfondimenti. Mi riferì inoltre, che era stato conferito l'incarico esterno a un professore, un giurista amministrativisto affinchè si approfondisse se ci fossero stati estremi di illegittimità nella procedura di gara.

Quindi la consulenza esterna fu richiesta non da lei, ma da chi la precedette?

Sì. La consulenza esterna fu richiesta da Cortopassi o dalla dirigenza al patrimonio, non so esattamente. Quando sono arrivato ho già trovato questo incarico conferito ad un consulente esterno, che ha supportato l'amministrazione e la dirigente al Patrimonio, per approfondire gli atti e ha convenuto che la procedura fosse viziata. Il consulente esterno è il prof. Carmelo D'Antone, professore di Diritto Pubblico.
Mi è sembrata una consulenza all'altezza e adeguata; personalmente, mi ha confortato sulla bontà di questo provvedimento.

E in giunta quando se ne discusse?

A giugno/luglio nel 2008 portai in giunta l'argomento e la misi a conoscenza di quello che stava accadendo. Chiesi mandato alla giunta di proseguire, e di dare l'incarico agli uffici per l'avvio del procedimento. La giunta concordò che si iniziasse la procedura per l'annullamento della gara. Il provvedimento è datato 2 ottobre 2008.

Come mai è trascorso tanto tempo dalla nota di ottobre al provvedimento che è del 29/07/2009?

Il provvedimento è stato comunicato dagli uffici ai soggetti interessati, che hanno un periodo in cui possono presentarsi spontaneamente. I tempi in cui ciò è avvenuto sono stati a discrezione degli uffici stessi. Quello di luglio invece è un preavviso di chiusura del provvedimento, e i tempi previsti per la presentazione delle memorie erano 45 giorni.

Le risulta che qualcuno dei soggetti abbia risposto?

So che sono state presentate delle documentazioni, e che l'ufficio è in fase di emissione del provvedimento. Sta valutando tutti gli aspetti presentati e presumo che sia nelle facoltà dell'ufficio chiudere la procedura dichiarando nullo il verbale della gara, e quindi le conseguenze che la gara stessa ha prodotto.

Ci può chiarire nuovamente quali saranno le conseguenza dell'annullamento della gara?

Se si arriva all'annullamento della gara, si dovrebbe chiedere o la restituzione del bene, o il minor valore, che è la differenza tra il valore con cui è stato aggiudicato e la base di gara (quindi tra 691.000 euro e 813.000). Poi va visto e valutato se il valore in base alla procedura di rialzo poteva anche essere superiore.
È chiaro che qui siamo in una situazione in cui il bene è stato venduto, poi rivenduto, poi chi l'ha comprato ha fatto una trasformazione urbanistica, ci ha costruito sopra un residenza turistico-alberghiera.
Quello che valeva nel 2002 non vale nel 2009. Perchè dal 2001 al 2008 il valore di mercato delle aree edificabili sul litorale è aumentato del 90%.
Il danno è relativo alla differenza fra la stima al ribasso e il prezzo di gara, su tutto ciò che va oltre la stima originaria bisogna andar cauti.
Bisogna capire cosa chiederebbe l'ufficio se il provvedimento si chiudesse con un annullamento. Può chiedere il bene, oppure al proprietario del bene può chiedere di coprire la differenza fra il valore a base di gara e la cifra con cui è stato aggiudicato.

In che modo ha inciso il cambio delle Norme Tecniche d'Attuazione, il famoso SQ1? Non rimane a monte lo stesso problema per situazioni simili? Quanti altri avrebbero potuto utilizzare questo cambiamento?

Quel cambio di destinazione non è stato fatto ad hoc per quel bene. È stato fatto nel 2001 quando è stato approvato il regolamento urbanistico, un provvedimento generale con cui è cambiata completamente la filosofia degli spazi urbani. Il vecchio piano regolatore degli anni '70, prevedeva residenza, albergo, discoteca, esercizi commerciali: dava delle funzioni puntuali. Ora con il nuovo regolamento urbanistico abbiamo classificato il territorio in tre macroaree: aree prevalentemente produttive, aree prevalentemente a servizi (in cui ci sono anche gli alberghi, le residenze turistico-alberghiere, commercio) e poi area residenzale. L'area specifica dell'Ex-Caminetto non poteva essere classificata come area produttiva, né come residenza. Rimaneva quindi la classificazione SQ1, quindi servizi, attività ricreative e commerciali, ecc.
Quando è stata fatta la variante urbanistica quel bene era del comune, quindi non si è trattato di una modifica per avvantaggiare un privato. E' stato classificato correttamente quel bene con la destinazione che più gli era propria.

Quando approvarono quel regolamento urbanistico?

Il regolamento urbanistico è stato approvato il 28 luglio 2001. La delibera di alienazione era del dicembre 2001 e quindi gli elenchi sono stati riformati con il bilancio, che è un atto successivo. Peraltro, la variante SQ1 è stata approvata definitivamente il 28 luglio, ma era già in adozione da due anni, cioè dal 1999. L'idea di classificare l'area Ex-Caminetto come SQ1 è precedente rispetto alla decisione di venderla. Da questo punto di vista non vedo nessun elemento ambiguo.
Fossi stato assessore al patrimonio personalmente l'avrei fatta classificare anche meglio per venderla e stimarla a un prezzo superiore. Quando si va a vendere, ad alienare un patrimonio pubblico è opportuno valorizzarlo urbanisticamente al meglio. Quello che è importante è che sia garantita la massima trasparenza nella procedura di gara, e al maggior numero di partecipanti.

Le dichiarazioni del legale della Finsedal srl

Nonostante la chiarezza dell'esposizione di Serfogli, la vicenda continua ad avere contorni frastagliati.
Il legale dei soci della Finsedal, Stefano Bracci, ha dichiarato a mezzo stampa che la società da lui rappresentata non ha ricevuto comunicazione al riguardo. "I soci - afferma - sono venuti a conoscenza dell'attivazione della procedura di annullamento degli atti soltanto da un mese circa, a seguito di una comunicazione del legale degli attuali proprietari del compendio immobiliare realizzato sull'area in questione, nonché dalle cronache locali; nessuna comunicazione è stata fatta in precedenza ai miei clienti".
Bracci ha inoltre dichiarato di aver inoltrato una richiesta di chiarimenti al Comune, "al fine di ottenere adeguata informazione sullo stato della procedura, e, se necessario, intervenire nell'istruttoria".

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