La Regione Toscana ha presentato nelle scorse settimane un ricorso contro l'articolo 15 della legge 166 sulla privatizzazione dell'acqua imposta dal Governo col ricorso al voto di fiducia, motivandolo con l'invasività di tale norma rispetto alle competenze regionali in materia di organizzazione dei servizi pubblici locali.
Sull'argomento interviene il gruppo consiliare della Sinistra Arcobaleno per esprimere soddisfazione su questa decisione della giunta regionale: "La discussione e la mobilitazione sulla privatizzazione dell'acqua sta, per fortuna, crescendo. L'acqua è considerato da taluni soggetti economici, le multinazionali innanzitutto, come una merce preziosa da sfruttare, al pari del petrolio o dei diamanti. Questo processo di mercificazione sta cambiando la definizione di acqua da bene pubblico a proprietà privata. Un processo pericoloso, che, a nostro giudizio, deve far crescere un processo di segno opposto, che punti a mantenere inalterata la natura dell'acqua e a riaffermare il diritto all'acqua come un diritto naturale, che vada oltre il riconoscimento del legislatore, in quanto legato alla natura stessa dell'uomo".
"L'acqua è un diritto universale - afferma il capogruppo Carlo Scaramuzzino - inalienabile ed indivisibile, che deve essere annoverato fra quelli inviolabili cui fa riferimento l'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana. Non è, ovviamente, in discussione il bisogno e l'impegno di rendere più efficiente il servizio idrico per i cittadini( che presenta serie carenze), ma quello di garantire l'indisponibilità di un bene fondamentale ad una logica di profitto che in questi anni si sta purtroppo estendendo ad una serie di beni (ad esempio quelli del welfare) che, nel secondo dopoguerra, erano stati progressivamente sottratti alla dimensione del mercato a favore di quella pubblica e sociale".
"Il passo compiuto dalla Regione - prosegue il consigliere Modafferi - è per noi importante. Già altre Regioni avevano fatto la stessa scelta. Ora la decisione della Regione deve trovare il sostegno anche degli enti locali. L'attacco ai "beni comuni" che si è aperto con la decisione del Governo deve vedere le amministrazioni locali protagoniste di una mobilitazione politica e culturale".
Tocca, quindi, ora al Comune di Pisa prendere un'iniziativa al riguardo, ed è proprio questo che chiedono i due consiglieri della Sinistra Arcobaleno: "Il Comune di Pisa deve dimostrare tutta la sua contrarietà alla politica governativa e la chiara volontà di contrastare, con i mezzi politici e istituzionali che ha a disposizione, questa scelta disastrosa e scellerata, per cui lo Stato si defila da un servizio così importante, dal bisogno di ammodernamento delle reti per non affrontare costi, dalla gestione democratica della qualità del servizio e adeguatezza delle tariffe".
"Il Comune di Pisa deve riconoscere - afferma Scaramuzzino - nel proprio Statuto l'Acqua come Bene Comune e il Servizio Idrico Integrato come 'servizio privo di rilevanza economica', per sottrarlo alle speculazioni del mercato, rispondendo in modo attivo alla campagna contro la privatizzazione promossa dal Forum dei Movimenti per l'acqua".
"Per quanto ci riguarda - conclude Modafferi insieme a Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola - che nella sua Puglia ha già dato corso al processo di ripubblicizzazione dell'acqua - non faremo venir meno il nostro impegno se dai Movimenti partirà la proposta di referendum abrogativo della legge 166".
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