Ieri mattina (mercoledì 3 febbraio) i carabinieri del nucleo investigativo provinciale si sono recati ieri al Comune di Cascina con un mandato di perquisizione a carico dell'Assessore alla Casa Roberto Lorenzi, esponente nella giunta comunale per i Comunisti Italiani.
I militari hanno per ora esaminato tutta la documentazione contenuta negli uffici pertinenti a questo assessorato, in particolare gli atti riguardanti l'assegnazione delle case popolari. Lo stesso assessore è stato interrogato e la sua abitazione è stata perquisita.
L'accusa a carico di Lorenzi è molto grave. L'ipotesi è, infatti, quella del reato di concussione, ovvero richiesta di favori di varia natura in cambio di "spinte" per accedere alle case popolari.
Secondo le prime ricostruzioni, l'indagine dei carabinieri sarebbe partita da un esposto presentato da una donna che avrebbe fornito alcuni casi circostanziati di simili episodi.
Lorenzi è al secondo mandato come assessore e si occupa di politiche socio-educative e scolastiche, promozione e sviluppo attività culturali, interventi di solidarietà tra i popoli, politiche della pace, edilizia residenziale pubblica e casa.
Nel territorio comunale di Cascina gli alloggi popolari sono circa 240. Il sindaco, Moreno Franceschini, non ha lasciato ancora nessuna dichiarazione ufficiale, anche se è forte lo sconcerto e l'imbarazzo su quanto avvenuto.
Già nella giornata di oggi è probabile che il primo cittadino diramerà una nota ufficiale. Nel frattempo, questa mattina il Comitato Direttivo della Sezione "Divo Susini" del Partito dei Comunisti Italiani di Cascina ha reso noto, tramite un comunicato stampa, di aver ricevuto da "Roberto Lorenzi, Assessore comunale nella Giunta del Sindaco Franceschini e proprio iscritto, comunicazione circa la presentazione delle sue dimissioni dall'incarico amministrativo ricoperto fino a ieri, cui si aggiunge la propria autosospensione dal Partito, il tutto a seguito delle vicende e delle accuse che lo vedono coinvolto secondo quanto riportato dai quotidiani locali".
"I Comunisti della Sezione di Cascina - prosegue la nota - nel prendere atto del duplice gesto compiuto, intendono manifestare il proprio apprezzamento per il comportamento cui dovrebbero attenersi tutti coloro che, ricoprendo incarichi pubblici, si vedono coinvolti in vicende giudiziarie. Nell'accettare, pertanto, la sua autosospensione dal Partito, auspicano che le indagini in corso siano svolte nel più breve tempo possibile e che, alla fine, possa dimostrare di non dover rispondere di alcuna ipotesi di reato".
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