E' stato approvata all'unanimità nella seduta di giovedì dal Consiglio Comunale la mozione presentata dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Bini, a difesa dell'acqua pubblica. Un lungo confronto tra le forze politiche che ha portato ad un atto di primaria importanza in un momento in cui si procede alla privatizzazione di questo bene comune.
"Il diritto all'acqua- si legge nella premessa del documento approvato - è un diritto inalienabile: l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l'accesso alle acque deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico. L'accesso all'acqua, già alla luce dell'attuale nuovo quadro legislativo e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondi i principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale. Si tratta, quindi, di una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale ed internazionale".
Viene così ribadito più volte, nella mozione presentata da Bini e condivisa da tutti i consiglieri, "la positivià dell'impatto che una distribuzione di acqua gratuita sfusa attraverso i cosidetti "fontanelli" avrebbe non solo sul piano economico, ma anche su quello dell'inquinamento dal momento che con i "fontanelli" riducono notevolmente la produzione della plastica per l'imbottigliamento, il trasporto dell'acqua per la distribuzione, lo smaltimento dei rifiuti che dal consumo di acqua del supermercatoi derivano".
A partire da queste considerazioni il Consiglio Comunale ha deciso di prendere diversi impegni sia di natura generale nell'ottica "di costituzionalizzare il diritto all'acqua come diritto sociale" sia di carattere operativo per dare concretezza a questa mozione. Il primo passo è quello di "riconoscere nel proprio statuto comunale il diritto umano all'acqua, ossia lo status dell'acqua come bene pubblico". Viene così confermato "il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà".
Questa affermazione secondo la mozione approvata troverà una sua ufficializzazione anche all'interno dello stesso Statuto Comunale, dando mandato alla commissione consiliare competente di fare le opportune modifiche in modo da riconoscere che "la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraversi gli artt. 31 e 114 del D.lgs 267/2000".
Dal punto di vista delle azioni concrete il Consiglio Comunale si impegna ad avviare diverse campagne sul territorio di informazione e sensibilizzazione tra i cittadini incentivando anche "meccanismi di aggregazione che portino alla costituzione di una forte ed efficiente gestione del servizio idrico toscano, soprattutto a fini di positive ricadute tariffarie per i cittadini", aderendo anche alle iniziative del Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato".
Infine tra le altre iniziative indicate nel documento si prevede anche "la creazione entro il 2010 di un numero congruo di "fontanelli" da dislocare su tutto il territorio comunale.
Dal Consiglio Comunale di Pisa arriva, quindi, un segnale importante per la ripubblicizzazione dell'acqua, l'unico neo è che al momento della votazione all'unanimità della mozione, il sindaco e la giunta non fossero presenti in Sala delle Baleari a eccezione dell'assessore Viale.
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2010/02/06 11:02:48 Domenico Barranca E poi parlano male dei comunisti. Anche in questa occasione i comunisti hanno fatto una cosa giusta anche per chi non li ha votati! Ma la gente preferisce andare dietro ai venditori di fumo. Infatti se l'acqua viene privatizzata, leggete qui http://www.beppegrillo.it/2008/08/lacqua_non_e_una_merce.html quello che succede ad Aprilia. Rendere pubblica la gestione di un bene comune come l'acqua è il vero progresso, dove ci guadagnano tutti i cittadini e non le multinazionali il cui unico scopo è il profitto e non certo il benessere delle persone.
Saluti
Domenico Barranca (Pisa).