Foto Aut Aut Sono stati ufficializzati i nuovi orari di apertura delle biblioteche che saranno attivi dal 15 febbraio: drasticamente ridimensionati a causa dei tagli sui servizi appaltati.
A poche ore da questo annuncio,
studenti e lavoratori esternalizzati si sono riuniti ieri pomeriggio
in assemblea presso la Biblioteca di Storia e Filosofia, per
discutere delle conseguenze e dei rischi che queste novità
comporteranno.
Al
termine dell'assemblea gli studenti, in accordo con il personale
precario, hanno deciso di occupare la biblioteca fino alle 23, dato
che proprio le chiusure anticipate sono il principale fattore di
sovraffollamento e disagi.
Il
servizio di apertura serale è stato infatti interrotto in ogni sede,
solo due biblioteche probabilmente chiuderanno alle 21.00 - Filosofia
e Matematica - invece che alle 23 e per tutte le altre 14 strutture,
l'orario di chiusura non supererà le 18.00.
Oltre
a questo per 18 lavoratori la situazione è critica. 7 di questi
rischiano seriamente il licenziamento, per gli altri una diminuzione
delle ore, in alcuni casi di oltre il 50%.
Alle
20.00, quando la direttrice stava per uscire e i bibliotecari stavano
per chiudere, gli studenti hanno comunicato la decisione di rimanere
a studiare. Dopo un momento di colloquio con la direttrice, è stata
contattata la ditta che gestisce l'appalto e sono stati richiesti due
operatori fino alle 23.00.
Oggi
i lavoratori incontreranno il direttore amministrativo, il presidente
della commissione di "indirizzo e controllo" delle
biblioteche e la sua dirigente, oltre che la coordinatrice delle
direttrici delle biblioteche, ma il loro futuro lavorativo è
estremamente incerto.
Pubblichiamo
di seguito il comunicato emesso dagli studenti.
Questo
pomeriggio oltre un centinaio di studenti della biblioteca di Storia
e Filosofia si sono riuniti in assemblea per discutere
dell'iniziativa dell'Ateneo di ridurre i fondi per i servizi
appaltati del sistema bibliotecario. L'assemblea ha rilevato che c'è
un'incapacità di fondo da parte dell'amministrazione di questa
università di gestire le risorse a lungo termine e c'è invece la
chiara volontà di tagliare su servizi che sono parte integrante
dell'attività didattica e del lavoro di ricerca ed incidono sulla
qualità complessiva dell'offerta formativa dell'Ateneo. Quest'
anno infatti sono previsti soltanto 100.000 euro per l'appalto
riguardante i servizi integrativi alle biblioteche, a fronte dei
239.000 dell'anno passato.
Questo taglio mostra quale
considerazione viene data da parte dell'amministrazione dell'
Ateneo a luoghi deputati alla ricerca, trattati alla stregua di aule
studio, poiché le biblioteche prive dei loro fondi sono ora
impossibilitate ad ordinare nuovi libri e riviste e ultima novità
anche a stare aperte.
Il restringimento dell'orario di apertura
non danneggia soltanto gli studenti, ma irremediabilmente anche il
lavoro di 18 persone, ovvero i bibliotecari esternalizzati. La logica
del lavoro esternalizzato viene utilizzata dall'amministrazione come
strumento di ricatto per sfruttare soggetti invisibili e senza
garanzie anche quando sono assunti con contratti a tempo
indeterminato.
Mentre nell'ambito della ricerca e della formazione
si lamenta la mancanza di fondi e si taglia drasticamente, non
sembrano invece essere lasciati indietro da parte dell'università
gli investimenti edilizi. Uno dei risultati di questa politica è il
giardino della biblioteca di storia e filosofia, pagato oltre 200.000
euro. Adesso c'è un bellissimo giardino, ma la biblioteca è
chiusa.
Per questo l'assemblea partecipata da studenti e
lavoratori ha deciso di tenere aperta la biblioteca di storia e
filosofia fino alle ore 23.00, come segno di protesta contro questo
tipo di politiche portate avanti dal nostro Ateneo. Quello di oggi è
solo un primo passo, ma saremo pronti a farne anche di successivi
finché l'Ateneo non riconsidererà le proprie priorità.
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