05/02/10 09:00 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Occupata la biblioteca di Storia e Filosofia. Dopo l'annuncio dei nuovi orari ridotti, a rischio molti posti di lavoro e grossi disagi per gli utenti 0

Gli studenti ieri, al termine di un'assemblea, hanno deciso di rimanere a studiare fino alle 23. Oggi l'incontro fra i bibliotecari esternalizzati e l'amministrazione centrale, ma il loro futuro è incerto.

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Sono stati ufficializzati i nuovi orari di apertura delle biblioteche che saranno attivi dal 15 febbraio: drasticamente ridimensionati a causa dei tagli sui servizi appaltati.

A poche ore da questo annuncio, studenti e lavoratori esternalizzati si sono riuniti ieri pomeriggio in assemblea presso la Biblioteca di Storia e Filosofia, per discutere delle conseguenze e dei rischi che queste novità comporteranno.

Al termine dell'assemblea gli studenti, in accordo con il personale precario, hanno deciso di occupare la biblioteca fino alle 23, dato che proprio le chiusure anticipate sono il principale fattore di sovraffollamento e disagi.

Il servizio di apertura serale è stato infatti interrotto in ogni sede, solo due biblioteche probabilmente chiuderanno alle 21.00 - Filosofia e Matematica - invece che alle 23 e per tutte le altre 14 strutture, l'orario di chiusura non supererà le 18.00.
Oltre a questo per 18 lavoratori la situazione è critica. 7 di questi rischiano seriamente il licenziamento, per gli altri una diminuzione delle ore, in alcuni casi di oltre il 50%.

Alle 20.00, quando la direttrice stava per uscire e i bibliotecari stavano per chiudere, gli studenti hanno comunicato la decisione di rimanere a studiare. Dopo un momento di colloquio con la direttrice, è stata contattata la ditta che gestisce l'appalto e sono stati richiesti due operatori fino alle 23.00.
Oggi i lavoratori incontreranno il direttore amministrativo, il presidente della commissione di "indirizzo e controllo" delle biblioteche e la sua dirigente, oltre che la coordinatrice delle direttrici delle biblioteche, ma il loro futuro lavorativo è estremamente incerto.

Pubblichiamo di seguito il comunicato emesso dagli studenti.

Questo pomeriggio oltre un centinaio di studenti della biblioteca di Storia e Filosofia si sono riuniti in assemblea per discutere dell'iniziativa dell'Ateneo di ridurre i fondi per i servizi appaltati del sistema bibliotecario. L'assemblea ha rilevato che c'è un'incapacità di fondo da parte dell'amministrazione di questa università di gestire le risorse a lungo termine e c'è invece la chiara volontà di tagliare su servizi che sono parte integrante dell'attività didattica e del lavoro di ricerca ed incidono sulla qualità complessiva dell'offerta formativa dell'Ateneo. Quest' anno infatti sono previsti soltanto 100.000 euro per l'appalto riguardante i servizi integrativi alle biblioteche, a fronte dei 239.000 dell'anno passato.
Questo taglio mostra quale considerazione viene data da parte dell'amministrazione dell' Ateneo a luoghi deputati alla ricerca, trattati alla stregua di aule studio, poiché le biblioteche prive dei loro fondi sono ora impossibilitate ad ordinare nuovi libri e riviste e ultima novità anche a stare aperte.
Il restringimento dell'orario di apertura non danneggia soltanto gli studenti, ma irremediabilmente anche il lavoro di 18 persone, ovvero i bibliotecari esternalizzati. La logica del lavoro esternalizzato viene utilizzata dall'amministrazione come strumento di ricatto per sfruttare soggetti invisibili e senza garanzie anche quando sono assunti con contratti a tempo indeterminato.
Mentre nell'ambito della ricerca e della formazione si lamenta la mancanza di fondi e si taglia drasticamente, non sembrano invece essere lasciati indietro da parte dell'università gli investimenti edilizi. Uno dei risultati di questa politica è il giardino della biblioteca di storia e filosofia, pagato oltre 200.000 euro. Adesso c'è un bellissimo giardino, ma la biblioteca è chiusa.
Per questo l'assemblea partecipata da studenti e lavoratori ha deciso di tenere aperta la biblioteca di storia e filosofia fino alle ore 23.00, come segno di protesta contro questo tipo di politiche portate avanti dal nostro Ateneo. Quello di oggi è solo un primo passo, ma saremo pronti a farne anche di successivi finché l'Ateneo non riconsidererà le proprie priorità.

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