A pochi giorni dall'approvazione del Consiglio dei Ministri della riforma Gelmini riparte nelle scuole di Pisa e provincia la mobilitazione contro un provvedimento che significa "per le scuole superiori il drastico taglio di ore di lezione, di insegnanti e di risorse".
Si svolgerà già oggi alle 17:00 presso la scuola media Niccolini di San Giuliano Terme un primo incontro, promosso dal Comitato pisano genitori- insegnanti in difesa della scuola pubblica, con i genitori delle scuole medie inferiori che "in un quadro confuso e contraddittorio, dovranno iscrivere i figli agli istituti superiori riformati".
"Mentre i Licei - scrive il Comitato in una nota - vedono cancellate tutte le sperimentazioni e le aspettative di rinnovamento e condannati al neo-gentilianesimo, i tecnici e i professionali vengono spinti sul baratro di un approccio generico e deprofessionalizzante, destinato a formare i ragazzi alla flessibilità, alla precarietà e allo sfruttamento selvaggio nei futuri luoghi di lavoro.Il tutto nella solita retorica bugiarda in cui si afferma tutto e il contrario di tutto, non si danno informazioni alle componenti della scuola, si gettano gli Istituti nel caos per la fretta applicativa e la totale mancanza di risorse. L'obiettivo è l'annichilimento della scuola pubblica: il governo sta raggiungendo l'obiettivo".
A prendere parola contro il via libera dato dal Governo ai Regolamenti della"riforma" delle superiori sono anche i Cobas della scuola: "Tale "riforma" non ha alle spalle alcun progetto didattico, come non ne avevano alle elementari la "maestra unica" o la devitalizzazione del Tempo Pieno. Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio, a spese di una istruzione sempre più impoverita, giudicata un investimento improduttivo da questo e dagli ultimi governi".
Ma per i Cobas della scuola la partita è ancora aperta ed è possibile fermare questo provvedimento: "I Regolamenti - spiega Giovanni Bruno dell'esecutivo provinciale - dovranno superare ancora non solo le obiezioni del Consiglio di Stato ma ottenere l'approvazione della Corte dei Conti e del capo dello Stato, fino alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Solo allora le scuole potranno presentare l'"offerta formativa" alle famiglie che, essendo a poche settimane dalla scadenza per le iscrizioni (26 marzo), dovrebbero iscrivere i figli pressoché "al buio". Soprattutto, in queste poche settimane docenti, genitori e studenti vedranno anche nelle scuole pisane il progetto distruttivo in tutta la sua brutale concretezza con le scuole che spariscono, gli indirizzi di studio soppressi, la scomparsa e/o la riduzione di ore di importanti discipline, la eliminazione delle le sperimentazioni, i tagli degli organici di docenti ed ATA ed i licenziamenti dei precari".
Ci sono dunque, secondo il sindacato, le condizioni perché si sviluppi ora, una forte opposizione alla "riforma" da parte di docenti ed ATA, precari e "stabili", studenti, genitori: "Dobbiamo intensificare subito la lotta - prosegue Bruno - agevolando la mobilitazione di tutto il popolo della scuola pubblica. A livello locale sono in programma assemblee nelle scuole indette dal Comitato genitori in difesa della scuola pubblica, dalla Rete Precari e dagli insegnanti del Liceo Scientifico "Dini". Sono previste iniziative di protesta davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale. Tale lotta culminerà il 12 marzo nello sciopero generale della scuola per l'intera giornata, convocato dai Cobas, e in una grande manifestazione nazionale a Roma per il ritiro della "riforma" delle superiori".
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