foto tratta da "Cosmonauta", ott-nov 2009 Prosegue il lavoro della Commissione
Controllo sulle vendite immobiliari del Comune di Pisa nel biennio 2002-2004.
Lo scorso venerdì, infatti, la Commissione ha ricevuto gli incartamenti
richiesti e adesso procederà con le verifiche, accertando se sono state
commesse altre irregolarità nello stesso periodo.
"Tutto il materiale sulle altre vendite è
stato consegnato; stime, verbali delle gare. Si tratta di un'importante mole di
documenti che esamineremo, e sulla quale faremo il punto della situazione ogni
venerdì" ha dichiarato il consigliere del Prc, Maurizio Bini.
Rispetto alla seduta dello scorso venerdì ha spiegato: "Le cose che emergono principalmente sono due. Intanto c'è da dire che dalla visura camerale della Finsedal si trovano i nomi dei soci dell'Avt, ma non della Caminetto 3000. Quindi viene confermata l'ipotesi secondo la quale non vi sono irregolarità attribuibili ai privati, ma soltanto ai funzionari del Comune che all'epoca gestirono la cosa. Il secondo punto da sottolineare è che chi ha dichiarato chiusa la questione dell'Ex-Caminetto, ha parlato a titolo personale".
"Dopo la segnalazione della Commissione
Controllo - continua Bini - adesso la giunta deve metterci al corrente sulle
azioni che intende intraprendere. A questo riguardo infatti chiederemo pubblicamente
la tempistica in consiglio, e nel caso in cui le risposte non ci
soddisfacessero, intendiamo porre pressione per non far cadere la cosa nel
dimenticatoio. Soprattutto per la segnalazione alla Corte dei Conti, vogliamo
conoscere i tempi e auspichiamo che siano rapidi".
La ricostruzione della Commissione
Controllo disegna questi passaggi, che sisntetizziamo per inquadrare la vicena: l'Avt, che gestiva l'Ex-Caminetto, non si presentò all'asta di
vendita, ma il suo legale rappresentante si presentò come Finsedal, e questa
società vinse la gara. Tra l'aggiudicazione e la stipula del contratto la
Finsedal divenne "Caminetto 3000", alla quale passò la proprietà
dell'area, e che provvide alla costruzione dei residence. All'inaugurazione di
questi ultimi è la Miramare s.r.l. a dichiararsi proprietaria dell'area, anche
se dalla visura camerale di quest'ultima, emerge chiaramente che l'atto di
fusione della Caminetto 3000 nella Miramare ha concluso il suo iter solo nel
dicembre del 2009.
Resta quindi aperto il perchè del mancato
pronunciamento del Comune sulla vicenda quando il procedimento di autotutela
venne avviato, cioè nel 2008. Tanto più che secondo lo stesso Bini "a maggio
del 2008, quando finii di raccogliere tutta la documentazione, la detti subito
a Serfogli. E poi infatti a luglio venne avviato il procedimento di
autotutela".
I prossimi passaggi, in particolare la
segnalazione alla Corte dei Conti, saranno comunque fondamentali per fare
chiarezza sulle responsabilità delle irregolarità commesse.
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