Suscita reazioni e preoccupazioni l'annuncio fatto negli scorsi giorni da parte degli assessori comunali Serfogli e Zambito secondo il quale entro il mese di aprile le 13 famiglie che vivono nel complesso di via Pisano, le cosiddette "Ex-Stallette", dovranno sgomberare. Nella zona dei Vecchi Macelli infatti, da anni queste famiglie occupano il fabbricato che era stato abbandonato a se stesso, e che invece oggi rientra in uno dei 18 progetti Piuss, quello destinato alla Cittadella Galileiana.
A prendere parola e commentare questa decisione e le sue conseguenze è l'avvocato dell'Unione Inquilini, Claudio Lazzeri, del quale pubblichiamo di seguito una nota inviata al nostro giornale.
Come avvocato e membro dell'Unione Inquilini, rimango stupefatto della leggerezza con cui gli assessori informano attraverso i giornali che le famiglie residenti nelle "ex stallette" dovranno lasciare le loro abitazioni il prossimo aprile. La situazione delle "ex stallette" è uno di quei casi che ogni assessore alle politiche abitative ha dovuto affrontare poiché molti degli undici nuclei familiari che abitano in via Nicola Pisano 15 vi risiedono da circa 40 anni. Ogni assessore si è trovato la "patata bollente" in mano e non ha fatto altro che nasconderla nel cassetto e farla trovare, ancora bollente, nelle mani del collega successivo. Orbene, sembra che stavolta il progetto di riqualificazione della Cittadella sia realtà, come sia realtà il fatto che 11 famiglie debbano lasciare le loro abitazioni.
Ma oltre ai tre nuclei familiari per i quali è prevista l'assegnazione straordinaria, dove finiranno le altre famiglie? Testualmente l'assessore Zambito rivela che «dei 13 nuclei solo 7 parteciparono al bando, gli altri non possedevano i requisiti di reddito e adesso dovranno provvedere autonomamente a trovarsi un'altra sistemazione», precisando però che «di queste soltanto tre hanno raggiunto il punteggio massimo (8 punti) con cui si ha diritto all'assegnazione. Martedì scorso, con una delibera di giunta, abbiamo quindi deciso di procedere con una assegnazione straordinaria. Per le restanti quattro famiglie in attesa di un alloggio popolare ci attiveremo, invece, per individuare il percorso più adeguato, rispettando comunque la graduatoria attuale».
Ma a quale percorso fa riferimento l'assessore Zambito? Se solo 3 nuclei familiari hanno diritto ad un'assegnazione straordinaria che ne sarà degli altri 10? Che ne sarà della famiglia con due bambini che probabilmente (perché la graduatoria ancora non è stata pubblicata) otterrà 7 punti? E degli altri che sono comunque in graduatoria? Ciò è ancor più drammatico se si considera che il mercato immobiliare ha raggiunto costi tali da non consentire ad una famiglia con reddito medio-basso di trovare agevolmente un'abitazione.
È necessario, quindi, che sia il Comune ad attivarsi, provvedendo - come ha già fatto a suo tempo - ad individuare immobili da destinare a canone concordato a quei soggetti che non sono così in difficoltà da "meritarsi" l'alloggio popolare, ma nemmeno così ricchi da potersi rivolgere al mercato immobiliare privato. E questo dovrà esser fatto prima della realizzazione del progetto Piuss. Urgentemente.
Dopo aver proclamato all'opinione pubblica che lo sgombero sarà fatto entro aprile, vediamo come il Comune si attiverà per non lasciare in balia di loro stessi i nuclei familiari con punteggio non sufficiente per ottenere un alloggio Erp o esclusi dalla graduatoria che, sicuramente, non festeggeranno l'inaugurazione della Cittadella galileiana!
Claudio Lazzeri (avvocato dell'Unione Inquilini, Pisa)
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