Cascina: Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale Il Comitato antifascista toscano della Valdera ha occupato sabato (6 febbraio) la sala Carpi di Pontedera dove nel pomeriggio era prevista la commemorazione dei caduti delle Foibe da parte dell'Unione nazionale combattenti e reduci della Repubblica di Salò. Gli esponenti antifascisti hanno posizionato uno striscione con scritto "Ora e sempre resistenza" all'interno della sala e hanno contestato la decisione del Comune di Pontedera di concedere lo spazio, gestito dall'Arci, ai nostalgici di Salò. Sul posto erano presenti carabinieri e agenti di polizia a presidiare la zona. In seguito, è intervenuto anche l'assessore alla Cultura di Pontedera Stefano Tognarelli per trovare una mediazione.
Con slogan come 'Hasta la victoria siempre' e intonando 'Bella ciao' si è poi conclusa l' occupazione da parte del Comitato antifascista. Non ci sono stati incidenti, anche perché gli esponenti del gruppo di destra non si sono visti dalle parti della Sala Carpi, la cui zona è rimasta presidiata a lungo da polizia e carabinieri.
La commemorazione delle vittime delle Foibe da parte dell'Unione nazionale combattenti e reduci della Repubblica di Salò si è svolta dunque nel centro "Sete sois sete luas" sempre a Pontedera, invece che alla sala Carpi. Una decina in tutto i partecipanti alla commemorazione. "Molti hanno rinunciato per il caos che si è creato alla sala Carpi - ha detto Bruno Buti, presidente per Pisa, Lucca e Massa dell'associazione che si rifà alla Repubblica sociale e coordinatore toscano e di Pisa della Fiamma tricolore - e questo è senza dubbio un'ingiustizia, perché avevamo pagato la concessione dello spazio direttamente al Comune."
Alcune persone hanno dato vita a un corteo che si è poi concluso in Largo Martiri Delle Foibe con la deposizione di una corona e un discorso commemorativo. Al termine della cerimonia i manifestanti hanno fatto ritorno in via Maruffi. Contemporaneamente si è tenuto un presidio in Piazza Della Costituzione, vicina a Largo Martiri Delle Foibe, promosso proprio da 'Toscana Antifascista' , cui hanno partecipato persone provenienti anche dalle altre province della toscana. Nell'ambito del presidio è stato esposto uno striscione recante la dicitura 'Ricordare la Resistenza di ieri, combattere il fascismo di oggi'. I due cortei non sono venuti a contatto e tutto si e' svolto senza disordini.
In merito alla gestione dell'annunciato evento da parte dell'Unione nazionale combattenti e reduci della Repubblica di Salò, critiche sono sopraggiunte dal fronte antifascista: "Gli antifascisti hanno pacificamente presidiato lo spazio chiedendo al Sindaco Millozzi di revocare l´utilizzo della sala comunale che ospita un cineclub gestito dall´Arci. Ma il Sindaco non ha accettato di incontrare la Valdera Democratica e Antifascista e ha inviato al suo posto un Assessore che ha confermato la volontà dell´Amministrazione di lasciare la sala pubblica alla iniziativa dei nostalgici fascisti. La nostra ferma opposizione ha costretto la Questura di Pisa a cercare una interlocuzione con il Sindaco che alla fine ha ricevuto una nostra delegazione in Comune".
"E´ impensabile che si attribuisca a un semplice disguido di qualche ufficio la concessione della sala ai fascisti - continua il comunicato del Comitato antifascista della Valdera - è impensabile che si possa dare una copertura religiosa a questi "signori" (a proposito della annunciata partecipazione di un cappellano militare ad una cerimonia in favore delle vittime delle foibe)".
Conclude il Comitato: "E´ inaccettabile che i fascisti trovino legittimità e spazio da parte della Giunta, spazi per operazioni di revisionismo storico che mirano a cancellare la Resistenza per affermare invece i valori e le pratiche di odio del fascismo con tutte le sue stragi commesse in Italia e in Europa. Le foibe sono l´ennesimo pretesto per operare una riscrittura della storia volta a cancellare le responsabilità fasciste e italiane nel genocidio della popolazione nei Balcani: centinaia di migliaia di jugoslavi perirono per mano italiana nei campi di concentramento, presenti per altro sullo stesso territorio italiano. Molti degli scampati da questi campi si unirono poi alla Resistenza contribuendo alla liberazione del nostro paese dal nazifascismo".
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2010/02/08 13:02:44 Plinio Il Vecchio Un episodio da dimenticare al più presto.