Un primo passo in
avanti dall'Amministrazione centrale dell'Università di Pisa, per
quanto riguarda i tagli al Sistema Bibliotecario e le gravi
conseguenze che stanno causando.
Ieri mattina (venerdì 12) c'è
stato un incontro fra i rappresentanti dei lavoratori esternalizzati,
il direttore amministrativo Claudio Grasso, due dirigenti del sistema
bibliotecario Aurelia De Simone e Gabriella Benedetti, e un delegato
della FilCams. Nel primo pomeriggio i bibliotecari esternalizzati
hanno spiegato in conferenza stampa il risultato dell'incontro.
"Stamattina
(ieri, ndr.) è stato il secondo incontro con Grasso - spiega Luca
Baroncini -. Sono emerse diverse cose, ed è stato discusso su tutti
gli aspetti legati al taglio alle biblioteche. Come era già emerso a
fine gennaio, siamo passati dai 239 mila euro dello scorso anno ad
una previsione di 100 mila per quest'anno: è chiaro che a queste
condizioni crolla tutto".
"Il dato emerso
questa mattina - prosegue Baroncini - è che la responsabilità
di questa mossa è della dirigenza del sistema bibliotecario stesso,
dato che nella relazione tecnica della Commissione di Indirizzo e
Controllo si parlava di una cifra pari a 200 mila".
Un'autogol,
sembrerebbe. "La cosa che maggiormente contestiamo di questi tagli
è il fatto che siano stati effettuati modificando cifre direttamente
sulle previsioni di bilancio, senza nessun passaggio istituzionale
scritto, nessun atto politico interno che lo sancisse".
Ma insieme alla
cattiva notizia, ve n'è una "relativamente" positiva. "Grasso
ha proposto un accordo, per il momento non scritto. Secondo il
direttore amministrativo è possibile cercare altre risorse da altre
voci di bilancio, in modo da arrivare a 160 mila euro. 60 mila euro
in più del preventivo. Certo, è pochissimo, ma per i lavoratori
esternalizzati significa che nessuno andrà a casa, per il momento,
ma lavoreremo tutti per 15 ore settimanali, con una media di 2 ore al
giorno per la ricollocazione e stipendi che raggiungeranno a stento
le 400 euro. D'altra parte, se non ci sono alternative
nell'immediato, occorre valutare almeno questa".
In una
prospettiva di medio termine invece, le alternative sono almeno tre.
"I servizi nelle biblioteche fanno parte di un appalto triennale - prosegue Baroncini - che scadrà a novembre del 2011, legato al monte ore. Finite le ore prestabilite si può procedere a un rinnovo prima dello scadere. Chiediamo che l'appalto sia rinnovato prima della scadenza, accelerando la fine del monte ore. In questo modo sarebbe possibile definire con la cooperativa un nuovo piano di lavoro che ci consenta di lavorare in condizioni dignitose".
"L'altro spiraglio per uscire da questa situazione - a detta dello stesso Grasso - è di sperare che qualcosa in più possa rientrare dall'assestamento di bilancio." Ma anche in questo caso non c'è da stare tranquilli: "Da regolamento, l'assestamento di bilancio dovrebbe essere fatto ogni anno a fine luglio. L'anno scorso è stato rimandato fino a fine ottobre, e due anni fa non è nemmeno stato fatto. Con questi precedenti è difficile farci troppo affidamento".
Terza opzione:
"Abbiamo chiesto a Grasso di poter accedere alle risorse del fondo
riserva dell'Ateneo, che ammontano a 500 mila euro. Grasso sostiene
che per usarle occorre una delibera del CdA, quindi noi valuteremo i
modi per portarla in discussione".
Sulla gestione di
questa prima somma rimangono comunque dei punti che non sono
piaciuti. "Dal preventivo di spesa del Sistema Bibliotecario di
Ateneo, ci sono 43 mila euro di assistenza e manutenzione Aleph (il
software per la catalogazione, ndr). Ora, è possibile che con le
eccellenze tecnologiche dell'università non ci sia modo di usare dei
software open source? Perchè continuare a pagare delle cifre simili
ai monopoli privati di questi prodotti, quando nel frattempo si
riducono orari di lavoro e apertura al pubblico?"
Non solo
programmi però. Nel preventivo di spesa ci sono anche gli
abbonamenti alle riviste elettroniche, molti tagliati, sopratutto nel
settore umanistico. "Le cifre più consistenti in questo caso
riguardano la Elsevier, con oltre 952 mila euro, e Springer, con 213
mila. Allo stesso tempo però, l'acquisto di libri cartacei, tra cui
anche testi d'esame, sono stati tagliati del tutto, creando notevoli
disagi per la didattica. Accade che gli studenti non trovino i libri
su cui preparare gli esami".
Anche gli
studenti hanno deciso che continueranno a protestare contro questa
situazione, occupando ogni giovedì la biblioteca fino alle 23, per
studiare e permettere agli esternalizzati di lavorare qualche ora in
più. Lo hanno fatto lo scorso giovedì e quello precedente.
"I centri di spesa lamentano carenza di fondi, l'Ateneo declina ogni responsabilità affermando di aver dato i fondi necessari al sistema bibliotecario - affermano in un comunicato. Pretendiamo che si discuta di tutto questo a livello politico di fronte a tutti i soggetti coinvolti dalle scelte dell'Amministrazione, dato che si ripercuotono in maniera tangibile sulla qualità della vita dei lavoratori e degli studenti".
"Per questo - concludono - ci saranno mobilitazioni in ogni biblioteca di questo Ateneo".
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