13/02/10 09:00 | autore: Cinzia Colosimo Stampa

Tagli alle biblioteche universitarie, gli studenti: "Occuperemo ogni giovedì" 0

Il Direttore Amministrativo dell'Università promette altri 60.000 euro. Nessun licenziato per ora, ma tutti lavoreranno per 15 ore alla settimana

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Un primo passo in avanti dall'Amministrazione centrale dell'Università di Pisa, per quanto riguarda i tagli al Sistema Bibliotecario e le gravi conseguenze che stanno causando.

Ieri mattina (venerdì 12) c'è stato un incontro fra i rappresentanti dei lavoratori esternalizzati, il direttore amministrativo Claudio Grasso, due dirigenti del sistema bibliotecario Aurelia De Simone e Gabriella Benedetti, e un delegato della FilCams. Nel primo pomeriggio i bibliotecari esternalizzati hanno spiegato in conferenza stampa il risultato dell'incontro.

"Stamattina (ieri, ndr.) è stato il secondo incontro con Grasso - spiega Luca Baroncini -. Sono emerse diverse cose, ed è stato discusso su tutti gli aspetti legati al taglio alle biblioteche. Come era già emerso a fine gennaio, siamo passati dai 239 mila euro dello scorso anno ad una previsione di 100 mila per quest'anno: è chiaro che a queste condizioni crolla tutto".

"Il dato emerso questa mattina - prosegue Baroncini - è che la responsabilità di questa mossa è della dirigenza del sistema bibliotecario stesso, dato che nella relazione tecnica della Commissione di Indirizzo e Controllo si parlava di una cifra pari a 200 mila".

Un'autogol, sembrerebbe. "La cosa che maggiormente contestiamo di questi tagli è il fatto che siano stati effettuati modificando cifre direttamente sulle previsioni di bilancio, senza nessun passaggio istituzionale scritto, nessun atto politico interno che lo sancisse".

Ma insieme alla cattiva notizia, ve n'è una "relativamente" positiva. "Grasso ha proposto un accordo, per il momento non scritto. Secondo il direttore amministrativo è possibile cercare altre risorse da altre voci di bilancio, in modo da arrivare a 160 mila euro. 60 mila euro in più del preventivo. Certo, è pochissimo, ma per i lavoratori esternalizzati significa che nessuno andrà a casa, per il momento, ma lavoreremo tutti per 15 ore settimanali, con una media di 2 ore al giorno per la ricollocazione e stipendi che raggiungeranno a stento le 400 euro. D'altra parte, se non ci sono alternative nell'immediato, occorre valutare almeno questa".

In una prospettiva di medio termine invece, le alternative sono almeno tre.

"I servizi nelle biblioteche fanno parte di un appalto triennale - prosegue Baroncini - che scadrà a novembre del 2011, legato al monte ore. Finite le ore prestabilite si può procedere a un rinnovo prima dello scadere. Chiediamo che l'appalto sia rinnovato prima della scadenza, accelerando la fine del monte ore. In questo modo sarebbe possibile definire con la cooperativa un nuovo piano di lavoro che ci consenta di lavorare in condizioni dignitose".

"L'altro spiraglio per uscire da questa situazione - a detta dello stesso Grasso - è di sperare che qualcosa in più possa rientrare dall'assestamento di bilancio." Ma anche in questo caso non c'è da stare tranquilli: "Da regolamento, l'assestamento di bilancio dovrebbe essere fatto ogni anno a fine luglio. L'anno scorso è stato rimandato fino a fine ottobre, e due anni fa non è nemmeno stato fatto. Con questi precedenti è difficile farci troppo affidamento".

Terza opzione: "Abbiamo chiesto a Grasso di poter accedere alle risorse del fondo riserva dell'Ateneo, che ammontano a 500 mila euro. Grasso sostiene che per usarle occorre una delibera del CdA, quindi noi valuteremo i modi per portarla in discussione".

Sulla gestione di questa prima somma rimangono comunque dei punti che non sono piaciuti. "Dal preventivo di spesa del Sistema Bibliotecario di Ateneo, ci sono 43 mila euro di assistenza e manutenzione Aleph (il software per la catalogazione, ndr). Ora, è possibile che con le eccellenze tecnologiche dell'università non ci sia modo di usare dei software open source? Perchè continuare a pagare delle cifre simili ai monopoli privati di questi prodotti, quando nel frattempo si riducono orari di lavoro e apertura al pubblico?"

Non solo programmi però. Nel preventivo di spesa ci sono anche gli abbonamenti alle riviste elettroniche, molti tagliati, sopratutto nel settore umanistico. "Le cifre più consistenti in questo caso riguardano la Elsevier, con oltre 952 mila euro, e Springer, con 213 mila. Allo stesso tempo però, l'acquisto di libri cartacei, tra cui anche testi d'esame, sono stati tagliati del tutto, creando notevoli disagi per la didattica. Accade che gli studenti non trovino i libri su cui preparare gli esami".

Anche gli studenti hanno deciso che continueranno a protestare contro questa situazione, occupando ogni giovedì la biblioteca fino alle 23, per studiare e permettere agli esternalizzati di lavorare qualche ora in più. Lo hanno fatto lo scorso giovedì e quello precedente.

"I centri di spesa lamentano carenza di fondi, l'Ateneo declina ogni responsabilità affermando di aver dato i fondi necessari al sistema bibliotecario - affermano in un comunicato. Pretendiamo che si discuta di tutto questo a livello politico di fronte a tutti i soggetti coinvolti dalle scelte dell'Amministrazione, dato che si ripercuotono in maniera tangibile sulla qualità della vita dei lavoratori e degli studenti".

"Per questo - concludono - ci saranno mobilitazioni in ogni biblioteca di questo Ateneo".

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