Foto Andrea Martina Un gigante di 167
metri di lunghezza, 58 di larghezza e 33 di altezza: è Castoro 7,
una delle più grandi navi posa-tubi attive nel mondo, arrivata negli
scorsi giorni al largo della costa tra Marina di Pisa e Tirrenia. A
due settimane dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i
ricorsi presentati da Greenpeace e dal Comitato di cittadini
'NO-Offshore', sono dunque iniziati i lavori per la realizzazione del
rigassificatore.
A differenza di
quanto si potrebbe immaginare, l'immensa 'astronave' visibile dal
lungomare di Marina non è la piattaforma che verrà ancorata tra
Pisa e Livorno a 12 miglia a largo della costa. La nave gasiera,
infatti, per il momento si trova ancora a Dubai, dove sono in corso
le necessarie operazioni di riconversione. Si tratta invece della
piattaforma che porterà a compimento la prima fase dei lavori,
ovvero la posa di 37 chilomentri di condotte sottomarine che
collegherà la nave gasiera con gli impianti a terra. Oltre alle
imponenti dimensioni, Castoro 7,
che al momento si trova a circa 2 miglia dalla costa, è
dotata di quattro gru e di una piattaforma per elicotteri e si avvale
del supporto di 3 rimorchiatori, due navi trasporta tubi, un
rimorchiatore oceanico, una nave per le indagini e la preparazione
degli attraversamenti dei cavi e una nave per le attività post posa.
Le operazioni, che secondo
programma dovrebbero concludersi entro il 31 marzo, sono realizzate
dalla Saipem, società per azioni facente parte del gruppo ENI, che
si è aggiudicata l'appalto per una cifra che si aggira intorno ai
390 milioni di euro. Fornitrice dell'appalto, Snam Rete Gas, la
principale società italiana di trasporto del gas naturale.
Ricordiamo infatti che
l'impianto offshore di rigassificazione, una nave lunga 240 metri e
larga 40, sarà collegata a terra dalle condotte sottomarine che
porteranno il gas a terra. Snam Rete Gas, dunque, a seguito di un
contratto stipulato con la OLT (Offshore LNG Toscana), la società
titolare del progetto, realizzerà il metanodotto che collegherà il
rigassificatore offshore di Livorno alla rete di metanodotti di Snam
Rete Gas.
Se i lavori procederanno secondo
la tabella di marcia prevista, il rigassificatore dovrebbe entrare in
funzione già dai primi mesi del 2011.
Intanto, per tutta la durata dei
lavori di posa delle condotte sottomarine, che come abbiamo detto
dovrebbero concludersi entro la fine di marzo, sarà in vigore
un'ordinanza della Capitaneria di porto di Livorno che ha disposto
una serie di restrizioni e divieti per quanto riguarda il transito
nella zona interessata dalle operazioni. Sarà dunque vietata
qualsiasi attività subaquea e di pesca, nonché l'ancoraggio, a
tutte le imbarcazioni che non siano impegnate nell'esecuzione dei
lavori lungo tutto il tracciato della conduttura. Vietata anche la
navigazione, la sosta, l'ormeggio, la pesca e ogni attività subacquea
e di superficie a una distanza inferiore a mezzo miglio dai mezzi
impegnati nelle operazioni.
Ma l'inizio dei lavori non
placa le proteste. Nonostante il pronunciamento negativo del
Consiglio di Stato e l'arrivo della nave-cantiere per l'inizio dei
lavori, Il Comitato No
Offshore prosegue la
propria battaglia. Tra le mosse possibili, potrebbe esserci il ricorso alla Corte
di giustizia europea: "Stiamo valutando, anche con l'ausilio dei
nostri legali - fanno sapere dal Comitato - se effettivamente ci
sono gli estremi per ricorrere alla corte di Strasburgo". Tra le
iniziative che potrebbero essere programmate a breve anche un "No
rigassificatore-day". Il Comitato aveva
definito "scandalosa" la recente sentenza del Consiglio di Stato
che ha dato il via libera alla realizzazione del rigassificatore Olt: "Si è trattato di una sentenza politica, che ha evitato di entrare nel merito delle argomentazioni che avevano spinto il TAR Toscana ad accogliere il ricorso dei cittadini. Il problema è stato risolto alla radice semplicemente ignorandolo".
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