16/02/10 01:30 | autore: Chiara Martina foto Stampa

Rigassificatore: al via i lavori. E' arrivata 'Castoro 7' 0

Visibile dal lungomare di Marina la piattaforma per la creazione della rete di condotte sottomarine che collegheranno la nave gasiera con la terraferma. 37 chilometri di tubature che verranno realizzate entro la fine di marzo, e poi, inizieranno i lavori per l'impianto offshore. La tabella di marcia prevede il pieno funzionamento per l'inizio del 2011.

Aa4b45f57323d1a414eeae5d9bd34e65 Foto Andrea Martina

Un gigante di 167 metri di lunghezza, 58 di larghezza e 33 di altezza: è Castoro 7, una delle più grandi navi posa-tubi attive nel mondo, arrivata negli scorsi giorni al largo della costa tra Marina di Pisa e Tirrenia. A due settimane dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto i ricorsi presentati da Greenpeace e dal Comitato di cittadini 'NO-Offshore', sono dunque iniziati i lavori per la realizzazione del rigassificatore.

A differenza di quanto si potrebbe immaginare, l'immensa 'astronave' visibile dal lungomare di Marina non è la piattaforma che verrà ancorata tra Pisa e Livorno a 12 miglia a largo della costa. La nave gasiera, infatti, per il momento si trova ancora a Dubai, dove sono in corso le necessarie operazioni di riconversione. Si tratta invece della piattaforma che porterà a compimento la prima fase dei lavori, ovvero la posa di 37 chilomentri di condotte sottomarine che collegherà la nave gasiera con gli impianti a terra. Oltre alle imponenti dimensioni, Castoro 7, che al momento si trova a circa 2 miglia dalla costa, è dotata di quattro gru e di una piattaforma per elicotteri e si avvale del supporto di 3 rimorchiatori, due navi trasporta tubi, un rimorchiatore oceanico, una nave per le indagini e la preparazione degli attraversamenti dei cavi e una nave per le attività post posa.

Le operazioni, che secondo programma dovrebbero concludersi entro il 31 marzo, sono realizzate dalla Saipem, società per azioni facente parte del gruppo ENI, che si è aggiudicata l'appalto per una cifra che si aggira intorno ai 390 milioni di euro. Fornitrice dell'appalto, Snam Rete Gas, la principale società italiana di trasporto del gas naturale.

Ricordiamo infatti che l'impianto offshore di rigassificazione, una nave lunga 240 metri e larga 40, sarà collegata a terra dalle condotte sottomarine che porteranno il gas a terra. Snam Rete Gas, dunque, a seguito di un contratto stipulato con la OLT (Offshore LNG Toscana), la società titolare del progetto, realizzerà il metanodotto che collegherà il rigassificatore offshore di Livorno alla rete di metanodotti di Snam Rete Gas.
Se i lavori procederanno secondo la tabella di marcia prevista, il rigassificatore dovrebbe entrare in funzione già dai primi mesi del 2011.

Intanto, per tutta la durata dei lavori di posa delle condotte sottomarine, che come abbiamo detto dovrebbero concludersi entro la fine di marzo, sarà in vigore un'ordinanza della Capitaneria di porto di Livorno che ha disposto una serie di restrizioni e divieti per quanto riguarda il transito nella zona interessata dalle operazioni. Sarà dunque vietata qualsiasi attività subaquea e di pesca, nonché l'ancoraggio, a tutte le imbarcazioni che non siano impegnate nell'esecuzione dei lavori lungo tutto il tracciato della conduttura. Vietata anche la navigazione, la sosta, l'ormeggio, la pesca e ogni attività subacquea e di superficie a una distanza inferiore a mezzo miglio dai mezzi impegnati nelle operazioni.

Ma l'inizio dei lavori non placa le proteste. Nonostante il pronunciamento negativo del Consiglio di Stato e l'arrivo della nave-cantiere per l'inizio dei lavori, Il Comitato No Offshore prosegue la propria battaglia. Tra le mosse possibili, potrebbe esserci il ricorso alla Corte di giustizia europea: "Stiamo valutando, anche con l'ausilio dei nostri legali - fanno sapere dal Comitato - se effettivamente ci sono gli estremi per ricorrere alla corte di Strasburgo". Tra le iniziative che potrebbero essere programmate a breve anche un "No rigassificatore-day". Il Comitato aveva definito "scandalosa" la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera alla realizzazione del rigassificatore Olt: "Si è trattato di una sentenza politica, che ha evitato di entrare nel merito delle argomentazioni che avevano spinto il TAR Toscana ad accogliere il ricorso dei cittadini. Il problema è stato risolto alla radice semplicemente ignorandolo".

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"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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