17/02/10 09:37 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Assemblea e orario prolungato alla biblioteca del Polo Fibonacci 1

Ieri lavoratori e utenti riuniti alla biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica per protestare contro i tagli.

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Prosegue la mobilitazione di utenti e lavoratori delle biblioteche universitarie che, colpite da pesanti tagli, vedono ridursi non solo gli orari di apertura, ma anche la disponibilità di fondi per sostenere gli abbonamenti alle riviste elettroniche e gli acquisti di libri di testo.

Ieri è stata la volta della biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica al Polo Fibonacci che, dopo l'assemblea svoltasi nel pomeriggio, è stata mantenuta aperta in autogestione fino alle ore 23 "per dare un messaggio forte contro le riduzioni d'orario e i tagli in bilancio", come si legge nel comunicato diffuso dall'assemblea dei lavoratori della biblioteca e degli utenti che "sono intenzionati a portare avanti un percorso di mobilitazione comune".

Infatti il ruolo dei lavoratori delle biblioteche è fondamentale dato che questi luoghi "non sono delle semplici aule studio, ma centro nevralgico per la ricerca e la didattica". E i tagli incidono appunto, non solo sulle fasce orarie di apertura, ma sull'acquisto di testi e abbonamenti fondamentali.

"Denunciamo l'incompetenza dell'amministrazione centrale nella programmazione a lungo termine delle risorse disponibili in bilancio - si legge nel comunicato dell'assemblea - Sappiamo che il taglio dei fondi al sistema bibliotecario potrebbe essere facilmente reintegrato trasferendo soldi da quelli che sono sprechi del nostro ateneo, come le centinaia di migliaia di euro delle cerimonie e delle indennità di carica".

Proprio perché quello attuale è un periodo di crisi economica e di fronte al fatto che la biblioteca di Matematica, Informatica e Fisica sostiene costi che superano il milione di euro per sostenere l'acquisto degli abbonamenti a riviste scientifiche elettroniche, il cui monopolio è detenuto da poche case editrici lavoratori e utenti sostengono che "una risposta della comunità scientifica, dei docenti e dell'amministrazione sia doverosa e che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, con pesanti tagli governativi all'intero sistema dell'università, sia necessario un investimento sulle pubblicazioni Open Access per una ricerca che sia contemporaneamente libera ed economicamente sostenibile".

"Il fatto poi - concludono - che molti studenti siano costretti a frequentare le biblioteche come aule studio è d'altra parte sintomo di carenza e disorganizzazione degli spazi per lo studio".

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2010/02/17 14:02:17 Il Merovingio Mi perplime un punto. Non comprendo molto come si faccia a investire sulle pubblicazioni open access, visto che esse sono appunto ad accesso aperto e non c e da abbonarsi. a meno che non si voglia il caratceo (quando esso esiste), ma questo e si alquanto superfluo, come lo e ormai per quasi tutte le riviste scientifiche. sulla carta si che si potrebbe risparmiare.
inoltre l open access non sposta il problema visto che la grande maggioranza delle riviste scientifiche continua a non esserlo, ma non si puo prescindere da certi importanti abbonamenti. semmai si puo razionalizzare i servizi centralizzando il centralizzabile, e inutile che 10 biblioteche facciano 10 abbonamenti alla stessa rivista.
insomma questa frase mi sembra piu uno slogan mal messo che altro, poi per il resto sono ovviamente d accordo, come si potrebbe non esserlo?

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