Quella di venerdì è stata una durissima giornata per la comunità kurda presente nei territori della provincia di Pisa. Per molti è stato come ripiombare nella terra da cui sono stati scappati, perquisiti controllati e portati in commissariato per il solo fatto di essere kurdi, come in tanti hanno raccontato e spiegato in una giornata convulsa.
Infatti, all'alba di venerdì, è stata realizzata una maxi un'operazione condotta dalla polizia e dall'Ucigos sulle colline pisane e, in contemporanea, in altre città d'Italia e d'Europa nei confronti di diversi cittadini stranieri soprattutto kurdi.
Controlli sono stai effettuati nelle province di Treviso, Venezia, Modena, Udine, Pordenone, Milano e in altre città europee. Gli inquirenti hanno condotto delle indagini parallelamente in Italia e in Francia con il contributo delle strutture antiterrorismo di Germania, Belgio ed Olanda per "accertare l'operatività in Italia di una struttura di reclutamento incaricata di reperire in Europa risorse umane e logistiche da impiegare a favore del PKK".
"L'operazione in corso da stamane (venerdì per chi legge, ndr) - resa nota dal prefetto Stefano Berrettoni, Direttore centrale della polizia di prevenzione Ucigos - è la sintesi di un' indagine cominciata nel 2008. La presunta organizzazione operava secondo le indagini attraverso il reclutamento di giovanissimi curdi, tra cui molte donne che venivano avviati poi a corsi di addestramento in campi allestiti in Italia - quattro quelli individuati - e in altre parti d'Europa, specie in Francia. Uno di questi campi di reclutamento ed addestramento avrebbe avuto sede nell'agriturismo in Valdera".
Quattro degli 11 arresti avvenuti sul territorio nazionale sono stati effettuati nel pisano, precisamente alla Tenuta Quarrata, in villa San Giorgio, nella località di Santo Pietro Belvedere, nel comune di Capannoli. A questi si aggiungono cinquanta fermi, condotti poi in Questura per gli interrogatori. Nella tenuta, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuto l'indottrinamento delle reclute poi inviate a sostenere la lotta del Pkk.
Ma controlli e perquisizioni da parte delle forze di polizia sono avvenuti ieri all'alba anche nelle abitazioni civili di diversi cittadini kurdi che da anni vivono e lavorano tra Ponsacco e Pontedera, e che in questi anni sono stati promotori di numerose iniziative, in collaborazione con l'associazionismo locale e i comuni della Valdera, per i diritti del popolo kurdo. In questi casi sono stati portati via dalle abitazioni libri, cd musicali, volantini. A carico di queste persone non vi è alcuna accusa, le perquisizioni hanno dato esito negativo e tutte sono state rilasciate, dopo essere state trasferite dalle loro case al commissariato di Pontedera
La reazione da parte della comunità kurda non si è però fatta attendere e così è stato indetto nel pomeriggio di venerdì un presidio sotto la Prefettura di Pisa per protestare contro gli arresti e fermi e rivendicare i diritti del proprio popolo.
“La Turchia - spiegano in una nota le Comunità kurde in Italia - ha avviato una campagna di criminalizzazione della popolazione kurda in Europa e di tutte le sue espressione associative che promuovono eventi e manifestazioni di carattere sociale e culturale. Riteniamo che l'operazione di polizia di questa mattina, che ha portato al fermo di diverse persone, rientri in quest'ottica e che l'unico obbiettivo che si tenta di perseguire attraverso ciò, non sia altro che attaccare con forza il diritto del popolo kurdo di auto-organizzarsi e di rendere ancora più difficile la vita di una popolazione che è stata obbligata con la forza a lasciare il proprio paese”.
“Dalle prime informazioni – prosegue il comunicato - trapelate dalla stampa viene affermato che, in Italia, non sarebbero state trovate armi ed allora sembra divenire anche un crimine il solo incontrarsi per discutere di cultura, politica o delle condizioni socio economiche del popolo kurdo in Europa ed in Kurdistan. La comunità kurda, che in Italia persegue esclusivamente un disegno di promozione sociale e proprio miglioramento economico, non ha nessun interesse, tantomeno nessuna intenzione, di creare delle minacce per la Turchia e si batte per la convivenza civile e pacifica delle due popolazioni e perché possa essere raggiunta una soluzione equa e democratica della questione kurda in Turchia”.
“Siamo comunque fiduciosi – spiegano ancora dalle Comunità kurde nel lavoro della magistratura italiana e speriamo che questa situazione possa essere presto risolta in maniera positiva senza discriminare ulteriormente il popolo kurdo. Tale operazione, inoltre, rende assai più difficile l'attività solidaristica di tutte quelle organizzazioni non governative ed associazioni che si battono per la pace in Turchia ed in tutto il Medio oriente. Speriamo che, almeno l'Europa, possa garantire il diritto del popolo kurdo all'esistenza e ad un futuro di libertà”.
Nel corso del presidio cui hanno partecipato circa una sessantina di persone una delegazione della comunità kurda della Valdera è stata ricevuta dal Prefetto e dal Questore. Nel corso dell'incontro è stato confermato da parte della autorità che i circa 50 cittadini kurdi in stato di fermo sarebbero stati rilasciati entro la sera di venerdì, visto che secondo i primi riscontri non risultavano alcune accusa al loro carico.
Ma la mobilitazione da parte dei kurdi della Toscana non finisce qui. E' infatti convocata per oggi, sabato 27 febbraio, una manifestazione regionale a Pisa di tutte le comunità kurde. Il corteo partirà alle 15:30 da Piazza San Antonio, attraverserà Corso Italia e si concluderà alla Logge dei Banchi, sotto il Comune di Pisa.
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