L'Università di Pisa celebrerà oggi il 666° anno accademico dalla sua fondazione ufficiale, avvenuta con la Bolla "In supremae dignitatis" di Papa Clemente VI emessa a Villanova, presso Avignone, il 3 settembre del 1343. La cerimonia si terrà nell'Aula Magna Nuova della Sapienza, a partire dalle ore 11, con la Relazione inaugurale del rettore Marco Pasquali, cui seguirà l'intervento del dottor Leonardo Maugeri, direttore Strategie e sviluppo di Eni Spa e tra i massimi esperti mondiali di energia.
Una celebrazione che avviene in un momento molto critico per l'ateneo pisano che deve affrontare non solo i pesanti tagli del Governo ed i processi di ristrutturazione in termini di organizzazione previsti dalla riforma Gelmini ma anche numerosi problemi interni. In quest'ultimo anno non sono mancate, infatti, pesanti contestazioni da parte degli studenti, dei ricercatori precari, del personale tecnico-amministrativo ed anche da parte del corpo docente nei confronti della gestione dell'ateneo del Rettore Marco Pasquali. E a proposito di quest'ultimo, è molto probabile che quella di oggi sarà la sua ultima inaugurazione in qualità di "Magnifico" in quanto il suo mandato è in scadenza e nei prossimi mesi si andrà alle elezioni per il nuovo rettore. Ovviamente le grandi manovre accademiche sono iniziate da tempo, anche se ancora i giochi non sembrano essere fatti, in quanto occorrerà capire come e con chi si schiereranno Facoltà decisive negli assetti di "potere" dell'ateneo pisano come Giurisprudenza e Medicina. Sembra, invece, certa la candidatura dell'attuale preside di Economia, Massimo Augello, che anche negli ultimi mesi in Senato Accademico è stato molto attivo per costruire consensi intorno alla sua candidatura.
Una cosa è certa: chiunque sarà il prossimo rettore dovrà chiarire bene nel corso della sua campagan elettorale quali saranno i suoi intenti e le sue prospettive sul futuro dell'Università di Pisa, in particolare per quanto riguarda le politiche di reclutamento del personale sia per i ricercatori sia per il personale tecnico-amministrativo, una questione al centro del dibattito ormai da settimane. Precarietà, lavoro gratuito, decine di tipologie contrattuali senza tutele e diritti sono ormai piaghe del sistema universitario in cui il nostro ateneo primeggia, ricorrendo massicciamente alle più diverse forme di contratti "atipici", solo grazie ai quali di fatto il sistema della didattica e della ricerca si può reggere quotidianamente.
L'ateneo pisano ha oggi circa 1800 docenti, la scelta sarà quella di promuovere un nuovo ingresso di forze ed energie nel mondo della ricerca e della didattica oppure di andare a una riduzione del personale intorno alle 1500 unità? Un altro capitolo strettamente connesso a questo è il tipo di offerta formativa che l'Università di Pisa, in relazione alle nuove norme legislative, deciderà di seguire, visto il rischio di chiusura che corrono numerosi corsi di studi presenti nel nostro ateneo.
Il siecentosessantaseiesimo anno si apre quindi con numerose incognite anche riguardo al modello di governance della nostra Università: quali saranno gli organi di governo dell'ateneo, da chi saranno composti, sono temi decisivi per capire anche la qualità della democrazia e il livello di partecipazione che si ricercherà tra i molteplici soggetti che compongono il mondo accademico.
Diritto allo studio, qualità della didattica, fruibilità degli spazi, democrazia sono temi che gli studenti hanno posto con forza negli ultimi anni, trovando sempre le porte chiuse. Problemi connessi tra di loro come è ben esemplificato dalla questione dei tagli al sistema bibliotecario di ateneo decisi dagli organi di governo e che hanno trovato un fronte trasversale ed eterogeneo di oppositori composto dagli stessi studenti, dai precari della ricerca e della didattica, dai lavoratori esternalizzati, dal personale strutturato e anche da parte dello stesso corpo docente e rispetto al quale però l'Università di Pisa ha confermato la propria linea.
La domanda quindi è: quale sarà il futuro dell'Università di Pisa? Una domanda che non può non interessare tutta la città, sia dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale. Al Rettore Pasquali spetterà oggi nella sua relazione fare un bilancio della situazione in cui versa il nostro ateneo e chiarire anche la propria posizione rispetto ai recenti provvedimenti ministeriali. Su questo tema, infatti, attaccano studenti e ricercatori precari: "I rettori in un primo momento hanno a parole osteggiato la riforma, ma poi di fatto si sono accordati con la Gelmini per gestire le briciole che il governo era disposto a concedere".
Nel corso della cerimonia di oggi, dopo gli interventi di Pasquali e Maugeri ci sarà un intermezzo musicale curato dal Coro dell'Ateneo, cui seguirà la cerimonia di conferimento dell'Ordine del Cherubino, il riconoscimento che viene assegnato ai docenti che hanno contribuito ad accrescere il prestigio dell'Università di Pisa per i loro particolari meriti scientifici e culturali o per il loro contributo alla vita e al funzionamento dell'Ateneo. L'Ordine del Cherubino è l'unica onorificenza concessa dall'Università di Pisa e viene conferito su proposta delle singole facoltà, con deliberazione del Senato Accademico.
Il rettore Marco Pasquali chiamerà a ricevere l'insegna e il diploma nove docenti, disposti secondo l'anzianità di nomina: Claudio Maria Moreschini, della facoltà di Lettere e filosofia; Marco Vanneschi, di Scienze MFN; Carlo Alberto Veracini, di Scienze MFN; Paolo Moneta, di Giurisprudenza; Fabio Carlucci, di Medicina Veterinaria e attuale prorettore per i Rapporti con il territorio; Emilio Vitale, di Ingegneria; Paolo Romano Coppini, di Scienze politiche; Stefano Bombardieri, di Medicina e chirurgia; Stefano Garzonio, di Lingue e letterature straniere.
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