Riceviamo e pubblichiamo di seguito una nota di Renzo Moschini, in risposta a un recente articolo pubblicato su Pisanotizie di Francuccio Gesualdi in cui si criticava il progetto del rigassificatore.
Appena Enrico Rossi scese in campo, Gesualdi gli chiese conto di cosa intendesse fare di nuovo per l'ambiente in Toscana. Non era evidentemente soddisfatto della passata gestione e quindi chiedeva assicurazioni sul futuro. Nel frattempo, il dibattito si è sviluppato e non solo Rossi ha avuto modo di dire la sua in rapporto a una situazione di crisi che anche in Toscana presenta preoccupanti interrogativi e rischi per niente limitati all'ambiente.
A giudicare dal suo nuovo intervento, è evidente che Gesualdi non solo è insoddisfatto e deluso di Rossi ma mette in guardia da prospettive apocalittiche da togliere il sonno.
Sul rigassificatore avevamo già in passato sentito parlare di rischi di esplosioni, incendi per i livornesi e non solo. Gesualdi torna sull'argomento rincarando la dose per dire che il gas serve a esporci al fuoco e a chi fa affari, punto e basta. Ma non va meglio per altri comparti; perfino la geotermia che per noi pisani e toscani evoca lontani impegni di governo locale che fanno onore agli enti stessi della nostra regione, sta mettendo a rischio l'Amiata e non solo. Gesualdi salta a piè pari ignorando le iniziative, studi e confronti anche recenti della Regione volti a mettere a frutto al meglio questa risorsa e a non far danno alcuno.
Ma non finisce qui perché chi scampa al fuoco del rigassificatore risulterà esposto al rischio di tumori e altre spiacevolezze del genere derivanti dagli inceneritori. Devo dire che dopo questa lettura non resta che ... toccarsi. Dinanzi a questa prospettiva niente affatto edificante, Gesualdi si chiede retoricamente cosa intende fare Rossi.
Ma la risposta l'ha già data lui e non lascia scampo. Il PD in Toscana è ormai il partito degli affari, delle cooperative rosse che trafficano con aziende mafiose e il nostro futuro presidente della regione ha già chiaramente mostrato di che panni veste, scegliendo come vicepresidente una giovane signora con due bambini che proviene da una azienda; insomma un inconfondibile marchio di classe che prelude evidentemente ad un salto del fosso rispetto a tutta una tradizione.
Ma prima di scrivere tante sciocchezze, non sarebbe meglio ricordarsi che a questo pensano già altri e non certo in nome dell'ambiente?
Renzo Moschini
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