Salvatore Settis lascerà con un anno di anticipo la direzione della Normale di Pisa per dedicarsi più intensamente alla propria attività di studio e ad avviare alcuni nuovi importanti progetti di ricerca.
In una lettera al Ministro Gelmini, il prof. Settis (che è direttore della Normale dal 1999) ha chiesto la cessazione anticipata del mandato, la cui scadenza naturale sarebbe il 31 ottobre 2011. "Il desiderio di assicurare la continuità della direzione - si legge nella lettera del prof. Settis al Ministro - e il rispetto per i miei colleghi che devono avere tutto il tempo ragionevole di riflessione prima di individuare il candidato o i candidati a succedermi nella carica mi inducono ad anticipare il più possibile l'annuncio di tale mia intenzione, onde consentire il più regolare svolgimento delle procedure per l'elezione del nuovo Direttore".
L'On. Gelmini ha accolto la richiesta, esprimendo il proprio rammarico e la propria "autentica gratitudine" al prof. Settis per il lavoro svolto, ma "comprendendo le istanze scientifiche alla base della decisione". Il Ministro ha invitato il direttore della Normale a "proseguire il suo mandato fino al 31 ottobre 2010 con la passione, la competenza e l'autorevolezza che hanno caratterizzato la sua attività".
Il prof. Settis ha comunicato ieri al Collegio Accademico della Scuola la propria decisione e l'accoglimento da parte del Ministro della cessazione del suo mandato a far data dall'inizio dell'anno accademico 2010-2011. Le elezioni del nuovo Direttore saranno indette nei prossimi mesi dal decano della Scuola.
Lo stesso Settis ha spiegato all'Ansa in maniera più approfondita le ragioni della sua scelta: "Me ne vado per la ricerca, dopo undici anni da direttore credo di poterlo fare, anche perché so di lasciare una Normale in gran forma, da tutti i punti di vista. E poi ho dei progetti di studio particolari". Uno di questi, forse il più importante, è arrivato dal presidente della Treccani Giuliano Amato: "mi ha chiesto di dirigere - riferisce il professore - una nuova importante enciclopedia artistica e di rivedere tutto il settore delle enciclopedie d'arte da quella antica a tutte le altre. E' una cosa molto impegnativa, che mi piace molto e che avrà bisogno di parecchio tempo".
Un impegno, ribadisce, che non si poteva conciliare con un compito gravoso come la direzione della Normale. Il titolo ancora non c'è, ma il progetto, spiega, partirà dalla revisione della storica enciclopedia di arte antica di Bianchi Bandinelli, che sarà seguita dall'enciclopedia dell'arte medioevale diretta da Romanini, e poi da altri volumi per le epoche successive.
In cantiere ci sono poi ben tre libri, "altra ragione determinante per cambiare vita - ribadisce il professore - perché non riesco a finirli". Il primo, un nuovo lavoro sul paesaggio, che deve uscire entro l'anno per Einaudi: "sono in ritardo, speravo di pubblicarlo in primavera ora spero ci si riesca per giugno". Poi c'è da finire un volume su 'Giorgione e il Caravaggio', nato da una serie di conferenze (le Mellon Lectures) fatte nel 2005 alla National Gallery a Washington (in Italia lo pubblicherà Einaudi) e un altro sullo storico della cultura e dell'arte tedesco Aby Warburg, che uscirà per Feltrinelli.
"Mi libero per studiare - ha dichiarato in conclusione Settis all'ANsa- prima di essere troppo vecchio, ogni tanto bisogna cambiare anche per contrastare il proprio declino, questa sì che è una sfida audace. Io del mio lavoro sono soddisfatto, lascio la Scuola con un bilancio particolarmente sano, i nostri 500 allievi si fanno onore nel mondo, credo di essere stato un buon direttore. E fino a ottobre continuerò ad esserlo e combattere. Perché i tagli sono arrivati anche qui, e anche qui abbiamo molto bisogno di un incremento dei fondi".
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