Mentre cresce la mobilitazione dei partiti di opposizione e del cosiddetto "popolo viola" contro il decreto "salva liste" per le prossime elezioni regionali, anche a Pisa sono diversi gli esponenti politici ad aver preso parola per esprimere la propria contrarietà.
Ivan Ferrucci, segretario provinciale del Pd, annuncia in una nota la una mobilitazione straordinaria per denunciare la forzatura prodotta dal decreto: "E' evidente - scrive Ferrucci - che cambiare le regole a partita in corso rappresenta un vulnus della democrazia. Questo è il punto, non quello proclamato dai politici di destra che sostengono si tratti di garantire il diritto di voto a milioni di cittadini. Ma nessuno aveva o ha il potere di impedire l'esercizio democratico del voto. Sono i rappresentanti del centrodestra che hanno commesso errori e pasticci tali da rendere irregolare la presentazione delle loro liste. E ora per rimediare ai pasticci si cambiano le regole. E allora cosa devono pensare tutti coloro che pagano una multa o vengono esclusi da un concorso per una svista o un ritardo? E' chiaro che si tratta di una decisione e di un messaggio grave e negativo per il Paese. Per questo - conclude il segretario provinciale - il Pd invita i suoi militanti ed elettori a partecipare a tutte le iniziative di denuncia e di protesta verso questo decreto che rappresenta una beffa per chi crede nelle regole costituzionali e nell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge".
Molto dura anche la presa di posizione del Presidente della provincia di Pisa, Andrea Pieroni: "Quella del provvedimento varato dal governo è evidentemente una vicenda in cui si denota un uso degli strumenti legislativi che guarda (ancora una volta, come in ordine a questioni di altro genere, ad esempio processuali) piuttosto all'interesse di una parte, che non a quello generale. Una vicenda nella quale si applica un meccanismo quantomeno contraddittorio, se non paradossale: si firma infatti un decreto legge per sanare il mancato rispetto di altre leggi esistenti. Proprio perché la questione dei diritti è prioritaria - continua il Presidente Pieroni - non si può prescindere da un punto: se per la presentazione delle liste concorrenti a una tornata elettorale esistono delle regole, introdotte esattamente per salvaguardare i diritti dei cittadini votanti e dei partiti, ebbene quelle regole vanno rispettate. Altrimenti si crea un precedente che rappresenta un nuovo duro colpo alla credibilità del sistema politico e che autorizza un dubbio: se le imprecisioni per rimediare alle quali si è reso necessario questo decreto fossero avvenute nel campo del centrosinistra, il governo si sarebbe mosso con altrettanta puntualità e solerzia?".
Contrarietà nei confronti del decreto interpretativo varato, giunge anche dall'assessore provinciale Giacomo Sanavio: "Le regole sono la base della convivenza e del principio fondante lo Stato di diritto. Senza regole la democrazia degenera in autoritarismo. Nessuno sta, né deve stare, al di sopra della legge. E' successo varie volte - prosegue Sanavio - che in qualche comune non siano state presentate in tempo, o ammesse, liste; si è votato perfino con una sola lista. Non si è "sospesa" la democrazia. Così, ogni volta che qualcuno non riuscirà a presentare la propria lista, ci si appellerà al "salvaliste"!?! E se non verrà garantito uguale trattamento, che democrazia sarà la nostra?".
Presenti ieri (domenica 7 marzo, ndr) alla manifestazione contro il decreto legge salva-liste che si è svolta in piazza della Repubblica a Firenze, insieme a tanti cittadini e ai rappresentanti dei partiti del centrosinistra, anche il candidato alla presidenza della Regione Enrico Rossi e la candidata alla vicepresidenza Stella Targetti. "Sono qui - ha commentato Enrico Rossi - per esprimere una resistenza civile che nasce dal richiamo alla Costituzione. La Carta è alla base del nostro patto di convivenza ma, con questa maggioranza berlusconiana, i suoi elementi fondanti rischiano ogni giorno di essere calpestati. Ciò che dobbiamo fare, allora, è richiamarci alla Costituzione e aiutare il Presidente della Repubblica a difenderla. Credo anche che tanti elettori di centrodestra abbiano un motivo per riflettere, perché il governo ha dato un colpo non tanto alla legge elettorale ma all'idea di convivenza civile. Da domani una persona che farà domanda per un concorso in ritardo avrà diritto a un decreto interpretativo e lo stesso potranno fare le imprese escluse dalle gare d'appalto, a scapito di quelle che lo avevano vinto regolarmente".
Nel frattempo, il Prc anche da Pisa chiama alla mobilitazione nazionale, invitando a scendere in Piazza sabato prossimo, 13 marzo, a Roma. "Il decreto-legge 'interpretativo' sulla presentazione delle liste elettorali regionali - si legge in una nota - adottato dal governo Berlusconi e frettolosamente firmato da Napolitano, non interpreta ma cambia la legge in vigore. È un gravissimo abuso, che fa scempio dello Stato di diritto, dei principi costituzionali e della democrazia, e che falsa la competizione elettorale in corso, a vantaggio del PDL. Il governo sostiene di aver ridato, con questo decreto, il voto ai cittadini. E di aver solo voluto aiutare i giudici del TAR, chiamati ad esprimersi in queste ore, a dare la decisione corretta (ovvero quella che dà ragione al PDL!). Poco importa se per ottenere questo risultato si sia violata la Costituzione, che in materia elettorale esclude il decreto-legge (art. 72, comma 4)".
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2010/03/08 13:03:18 drugo lebowski http://metilparaben.blogspot.com/2010/03/generatore-automatico-di-decreti-legge.html