09/03/10 10:10 | autore: la redazione Stampa

Il Consiglio Comunale di Pisa contro Poste Spa 0

Approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si impegna l'Amministrazione a risolvere il problema dell'ufficio recapito di Ospedaletto

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Alla decisione di Poste Italiane di spostare presso il l'ufficio recapiti di Via Cannizzaro a Ospedaletto il ritiro delle raccomandate, assicurate e atti giudiziari (ovvero la posta soggetta a firma da parte del ricevente) che ricadono nei codici di avviamento postale 56124 e 56121 - scelta che ha causato numerose difficoltà all'utenza, vista la locazione fuori dal circuito dei mezzi pubblici, il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato all'unanimità un ordine del giorno presentato dai Consiglieri Scaramuzzino, Modafferi (Sel) e Bini (Rifondazione) nel quale si impegna l'Amministrazione a intervenire per risolvere una questione che rischia di creare un disagio molto grave, nonché un rallentamento nelle comunicazioni cittadine a carattere postale.

Bisogna sottolineare come al cap 56124 corrisponde buona parte di Pisa nord-est, ovvero una porzione di città che dal Lungarno Buozzi arriva fino all'estrema periferia, così come al cap 56121 corrispondono le zone di Riglione e Putignano dove risiede una percentuale rilevante della popolazione cittadina. Per questa parte di città la collocazione del recapito postale a Ospedaletto rappresenta un enorme ostacolo, se non un oggettivo impedimento, al ritiro della posta raccomandata.

Le motivazioni espresse dal documento dell'Amministrazione procedono proprio da questo elemento specifico: "Il processo di privatizzazione dei grandi servizi, tra cui le Poste, non sembra andare incontro al miglioramento delle relazioni con gli utenti ed alle aspettative dei cittadini, in particolare dei più deboli, quanto piuttosto a garantire maggiori profitti ai nuovi proprietari".

L'impegno richiesto al Sindaco e alla Giunta è chiaro: "Intervenire immediatamente, con forza ed in tutti i modi legalmente possibili, presso Poste Italiane SpA affinché sia ripristinato per questi cittadini il servizio di ritiro delle raccomandate (e/o firma) inesitate (ovvero non consegnate per il mancato reperimento del destinatario ndr.) presso sedi idonee ben servite da mezzi di trasporto pubblici".

Si contempla anche, aspetto non secondario, l'eventualità che risposte chiare da Poste spa non giungano: "Nel caso di mancata, non tempestiva o comunque insoddisfacente risposta da parte di Poste Italiane SpA, a valutare attentamente la possibilità di risolvere tempestivamente i rapporti commerciali con Poste Italiane SpA ed individuare, nei tempi più brevi consentiti dalle normative vigenti, un agente alternativo per il recapito delle comunicazioni ai cittadini che garantisca punti di ritiro delle raccomandate (e/o altri oggetti a firma) inesitate in prossimità degli indirizzi postali di destinazione o, in subordine, almeno in prossimità della stazione o comunque in sedi raggiungibili da mezzi di trasporto pubblici".

La questione, dunque, investe un aspetto fondamentale della quotidianità cittadina. Il sindaco Filippeschi riferirà entro la fine del mese di marzo su quanto operato in merito.

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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