10/03/10 09:18 | autore: Francesca Parra Stampa

Dati Ici, a Pisa 4000 case sfitte 1

Virgilio Barachini, Unione Inquilini: "Imporre la locazione per gli appartamenti vuoti senza motivo". Daniele Cosci del Sicet: "Alcuni appartamenti sono tenuti volutamente vuoti per mantenere alti i prezzi degli affitti". L'assessore alle Politiche abitative Ylenia Zambito annuncia misure per incentivare i proprietari a immettere gli immobili sul mercato

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3955 case sfitte a Pisa. È questo ciò che emerge dai dati Ici del Comune, che registrano per quasi 4 mila abitazioni il pagamento dell'aliquota al 9 per mille, fissata per gli immobili non abitati da oltre 2 anni.

"I numeri dell'Ici confermano quei dati che da anni portiamo all'attenzione - ha commentato Virgilio Barachini dell'Unione Inquilini di Pisa - e che la Confedilizia ha sempre messo in discussione, dimostrando che il problema abitativo è in realtà un falso problema".

La tesi e la proposta che da decenni l'Unione Inquilini porta avanti è infatti quella di imporre la locazione per quegli appartamenti rimasti sfitti senza giustificazione. "Non è certo nostra intenzione 'perseguitare' i proprietari, né ci sogneremo di sostenere che questi appartamenti devono essere concessi gratuitamente o a svantaggio del proprietario. Ciò che noi chiediamo è il rispetto dell'articolo 42 della Costituzione che recita 'La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti'".

Parlare di 4 mila case in realtà è sovrastimare la reale disponibilità di alloggi per la locazione, come ci ha spiegato Daniele Cosci del Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio): "Il dato dei quasi 4 mila appartamenti vuoti va ridimensionato. Per molti proprietari è economicamente più vantaggioso affittare al nero, pagando un'aliquota al 9 per mille piuttosto che denunciare un regolare contratto d'affitto". Sottratta, dunque, questa percentuale e quella delle seconde abitazioni, collocate prevalentemente sul litorale, Cosci stima che siano intorno ai 1500 appartamenti realmente vuoti, da cui vanno ulteriormente sottratti quelli inutilizzati perché destinati alla vendita.

Un numero di appartamenti che se immesso sul mercato a prezzi concorrenziali contribuirebbe a soddisfare, almeno in parte, la necessità di alloggi. "Se di questi, anche solo 400/500 appartamenti venissero immessi sul mercato degli affitti - prosegue Daniele Cosci - gli attuali canoni di locazione si abbasserebbero. Parte di queste case viene tenuta volutamente sfitta in modo da mantenere alti i prezzi".

In una città come Pisa, dove la tensione abitativa è tenuta alta dalla massiccia presenza di studenti (circa 50 mila in una città di circa 90 mila abitanti), una maggiore disponibilità di alloggi renderebbe plausibilmente più ambia anche la capacità di contrattazione di quanti giungono in città per frequentare l'Università. Contestualmente contribuirebbe a ridurre l'emergenza abitativa:"Le domande per un alloggio popolare - precisa Cosci - sono 800, di queste solo 400/500 corrispondono ad una situazione critica". Per molti la soluzione sarebbe, dunque, la possibilità di accedere a canoni d'affitto meno onerosi.

L'amministrazione comunale sembra iniziare a muoversi anche in questa direzione, con il nuovo accordo territoriale che ridefinirà a rialzo i canoni d'affitto concordato: "Quello attualmente vigente risalente al 2005 - ha dichiarato Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative del comune di Pisa - prevede infatti canoni molto bassi, svantaggiosi, dunque, per i proprietari che non vengono così incentivati a destinare i propri immobili a questa forma di locazione". In fase di progettazione anche una Agenzia Casa, il cui regolamento è stato presentato in commissione consigliare e che dovrebbe partire intorno alla fine di aprile.

L'Agenzia Casa metterà in atto una serie di agevolazioni al fine di spingere i proprietari a immettere i loro immobili sul mercato degli affitti. "Fornirà garanzie - ha spiegato l'assessore - sul rilascio dell'alloggio, sul pagamento regolare del canone e sullo stato di manutenzione dell'immobile". A questi provvedimenti si aggiunge la la realizzazione di 612 appartamenti per i soggetti più deboli (edilizia convenzionata, popolare e ad affitto concordato), previste della variante urbanistica.

Una variante che d'altro canto porterà anche alla costruzione di oltre 1.700 appartamenti destinati al libero mercato, col fine dichiarato di attirare in città un maggior numero di residenti, che negli anni hanno scelto di migrare verso i Comuni limitrofi, che offrono alloggi a prezzi più convenienti. La tesi dell'amministrazione è che allo "spopolamento" della città abbia contribuito la carenza di disponibilità di abitazioni.

Ma i numeri che emergono dai dati del pagamento dell'Ici sembrano smentire questo assunto. Ricordiamolo: circa 1500 appartamenti vuoti, secondo la stima del Sicet, fra case sfitte e in attesa di vendita. Il problema, non sembra dunque essere la mancanza di alloggi.

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2010/05/28 13:05:01 Plinio Il Vecchio Perchè l'articolista cita i circa 50000 iscritti all'università (ma sono meno) a sostegno della tesi dell'"alta tensione abitativa"?
Sono tutti e 50000 fuori sede? Mah...

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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