La Cgil ha
proclamato lo sciopero generale di quattro ore nei settori privati,
mentre nei settori pubblici sarà per l'intera giornata o il turno di
lavoro. Si prevede una
grossa adesione, sia allo sciopero, sia al presidio che si terrà
sempre nella giornata di venerdì, dalle 15 alle 17 di fronte alla
Prefettura.
Sciopero per
l'intera giornata è stato confermato dalle Poste e dal settore
telecomunicazioni. Giornata piena anche per i lavoratori del
Carrefour, visto anche il difficile dialogo con l'azienda, mentre nel
settore dell'edilizia è stato preannunciato una sospensione del
lavoro di 8 ore.
Lavoro, fisco più
equo e cittadinanza i motivi principali di questa mobilitazione
generale, che si colloca nella stessa giornata di sciopero per un
altro settore fondamentale, ossia la scuola pubblica.
"La Cgil -
spiega Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Pisa -
chiede il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori
sociali da estendere anche ai precari; la messa in campo di strumenti
di politica industriale in grado di evitare la chiusura delle
aziende, di promuovere la ricerca".
Lavoro al
primo posto, sia nella difesa del
posto tramite gli ammortizzatori sociali, sia per scongiurare gli
effetti del nuovo attacco contro l'articolo 18 dello Statuto dei
Lavoratori. L'aggiunta che è stata apportata al ddl 1167 approvato al
Senato, secondo il segretario generale "riapre la vicenda che si era temporaneamente chiusa,
grazie ad una massiccia mobilitazione dei lavoratori, ossia quella
relativa all'art. 18. Questa aggiunta - spiega Francese - riapre in maniera subdola e
pericolosa la questione, perchè propone al singolo lavoratore di
accettare un accordo per cui, al momento dell'assunzione, si prevede
il ricorso all'arbitrato per risolvere le controversie, incluso il
ricorso all'arbitrato secondo equità."
Secondo punto,
diminuire la pressione fiscale.
"Chiediamo una
riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e i pensionati.
L'aumento della pressione fiscale, da 30 anni a questa parte, ha
prodotto sui redditi da lavoro dipendente e da pensione una perdita
annuale media di 3.285 euro, pari a circa 274 euro mensili in
meno sulla busta paga".
"In particolare
- prosegue Francese - chiediamo una revisione della struttura
dell'Irpef, a partire dal superamento del drenaggio fiscale:
l'icremento della detrazione da lavoro dipendente e l'uniformità
della detrazione da pensione a quella del lavoro dipendente.
L'innalzamento e l'unificazione delle attuali quote esenti per i
redditi da lavoro e da pensione; la riduzione della prima aliquota dal
23 al 20% per favorire i redditi meno bassi e della terza dal 38 al
36%; infine, la costituzione di uno strumento di sostegno unico per
le famiglie con figli che integri gli attuali Assegni per il Nucleo
Familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico."
Terzo, il
diritto alla cittadinanza, e ancora una volta, la richiesta di
sospensione per almeno due anni della Bossi-Fini, o fino al
superamento della crisi economica. "Chiediamo l'abolizione del
reato di clandestinità e politiche di accoglienza e di lotta alle
nuove forme di schiavitù".
Adesione allo
sciopero da parte del Pd, che sarà anche in piazza al presidio di
fronte alla Prefettura. In una nota emessa dal responsabile lavoro
Cristian Pardossi, si legge: "Manca una strategia compiuta sui temi
del lavoro e dell'economia".
"Le norme
sull'arbitrato sono l'ultimo anello di una lunga catena di
interventi mirati e chirurgici che hanno favorito l'aumento della
precarietà, diminuito il contrasto al lavoro nero e indebolito gli
incentivi all'innovazione: abolire le tutele del licenziamento in
bianco, cancellare i libri paga, matricola e presenza, cancellare la
responsabilita' dei committenti nella catena degli appalti,
reintrodurre il lavoro a chiamata e lo staff leasing, testimoniano la
scelta di imboccare una strada che porta ad un ampliamento della
precarieta' e del lavoro nero che, solo a parole, il governo dice
di voler combattere."
"La misura è
colma - chiude il comunicato del Pd - serve un sussulto, uno
scatto di orgoglio civile del popolo italiano. Per tutti questi
motivi scenderemo in piazza a fianco della CGIL, augurandoci al tempo
stesso che si lavori costantemente per ricomporre il fronte
dell'unità sindacale, di vitale importanza in questo frangente".
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