"Dopo il pasticcio dei suoi nel presentare con ritardo la lista del Pdl a Roma, il premier avrebbe dovuto fare una cosa sola: scusarsi con gli elettori. Ed invece ha agitato l'ipotesi del complotto, ed ha tentato la strada di una legge interpretativa". Così Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, negli scorsi giorni ha aperto la campagna elettorale per il suo partito partecipando ad una cena al My One Hotel. "Le regole ci sono. E devono valere per tutti. A noi, in passato, era capitato di rimanere esclusi dalla competizione elettorale in Trentino. Dispiaciuti, avevamo però accettato la norma".
Casini è arrivato a Pisa per 'lanciare' la candidatura in consiglio regionale di Luca Titoni, 55 anni, calcesano, in consiglio regionale già da cinque anni. E degli altri candidati della lista pisana: Raymond Tavares, Paola Batisti, Fiorella Dolfi, Francesco Grassi Nardi e Luca Matteoli.
«Purtroppo - ha osservato il leader dell'Udc - in Toscana non sarà possibile esprimere preferenze tra candidati della stessa lista. Una legge regionale, contro la quale ci siamo battuti e continueremo a batterci, ce ne priva la possibilità».
La famiglia, prima di tutto. «Da tempo - dice Luca Titoni - chiediamo al nostro Paese di 'adottare' un nuovo sistema di tassazione, che tenga conto più e meglio del numero di figli presi in carico dai genitori. Un sistema, il cosiddetto quoziente familiare, assai simile a quello adottato in Francia. Se il governo Berlusconi non intende 'assumerlo', cercheremo di farlo passare almeno nella tassazione comunale e regionale, che incide non poco nelle tasche dellefamiglie».
Una stoccata anche ad Enrico Rossi, candidato del centrosinistra alla carica di governatore: «Su vita e famiglia -commenta Luca Titoni - la Toscana vanta tristi primati. È una delle regioni a più alto tasso di abortività, la prima ad aver importato la Ru486 dalla ditta produttrice francese Exelgyn dopo l'infelice sperimentazione di Torino, una delle poche a non avere una legge per la famiglia. Nei suoi comuni proliferano testamenti biologici e qualche città, come Pisa, ha adottato anche registri delle unioni civili. Registri semivuoti, perché di questi, a nostro avviso, la gente non ha proprio bisogno. Qual'è l'opinione del candidato governatore Rossi su questi temi?».
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