12/03/10 09:00 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Oggi sciopero generale indetto dalla Cgil 0

4 ore per il settore privati, e 8 ore nel pubblico impiego. Servizi non garantiti per i trasporti. Ferma la produzione nelle grandi aziende della provincia. Alle 15 presidio di fronte alla Prefettura

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La Cgil ha proclamato lo sciopero generale di quattro ore nei settori privati, mentre nei settori pubblici per l'intera giornata o per la durata del turno di lavoro. Si prevede una grossa adesione, sia allo sciopero, sia al presidio che si terrà dalle 15 alle 17 di fronte alla Prefettura.

Nel pomeriggio arriveranno almeno 3 autobus dalla provincia, con gli operai del settore conciario di Santa Croce; secondo Domenico Contino "l'adesione nel comprensorio del cuoio è tradizionalmente alta, quindi è stato piuttosto semplice dialogare con gli operai. L'attacco sull'articolo 18 è stato recepito, anche se, per quanto riguarda gli operai migranti, non è stata di immediata comprensione". In arrivo al presidio di oggi anche molti operai della Continental, che uniranno allo sciopero anche delle assemblee interne, e che hanno deciso di dedicare una parte dello sciopero anche alla questione dei contratti nazionali.

Trasporti bloccati dalle 9 alle 13, e in alcuni casi dalle 12 alle 16. La Rsu del Carrefour ha aderito allo sciopero per l'intera giornata di oggi. E stata inviata comunicazione di revoca dello sciopero solo per i lavoratori della distribuzione Enel, visti i danni dovuti al maltempo degli ultimi giorni.

Secondo Stefano Del Punta della Filcem/Filtea Cgil - i chimici - la categoria più ampia della provincia, con 5.000 iscritti: "Parteciperemo al presidio in prefettura, dove probabilmente una delegazione verrà ricevuta dal prefetto. Crediamo nella piena riuscita di questo sciopero, anche a fronte di questo vergognoso attacco del governo verso l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori."

"Nelle aziende - prosegue Del Punta - c'è rabbia, ed è stata piuttosto recepita la gravità del provvedimento. Occorre però lavorarci di più, soprattutto per i giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro, perché le aziende ovviamente tenteranno di assumere con tutte le facilitazioni, per i datori di lavoro, previste dal decreto."

Per quanto riguarda la Piaggio, lo sciopero è cominciato ieri, secondo quanto racconta il delegato della Rsu Massimo Cappellini: "A differenza della provincia, dove la Cgil si è distinta per non aver indetto nessuna manifestazione, ma solo un presidio, noi non solo abbiamo accolto la necessità l'urgenza di uno sciopero, ma abbiamo deciso di anticiparlo."

"Dalle 9 alle 10 e dalle 15 alle 16 - continua Cappellini - abbiamo scioperato e improvvisato un piccolo corteo interno all'azienda. Domani invece (oggi, ndr.) faremo 3 ore di scioper a fine turno, per dare la possibilità a quelli che lo vorranno, di partecipare al presidio."

"Ovviamente - spiega ancora Cappellini - è stato messo in risalto l'attacco all'articolo 18. Certo, se fossimo partiti prima nello spiegare la gravità del concetto di arbitrato forse l'adesione sarebbe stata maggiore ovunque, ma è anche vero che la memoria del 2002 è ancora fresca. In Piaggio inoltre continua lo sciopero sulla flessibilità, motivato dal fatto che il reparto meccanico sta subendo un vero e proprio ridimensionamento. 120/130.000 motori arrivano dall'esterno già finiti, quindi sia i macchinari che il personale del reparto rimangono sottoutilizzati. Oltretutto non ci sono investimenti a breve per cambiare la situazione. Al contrario, nel reparto veicoli a due ruote, si assiste a ritmi di lavoro sempre più pesanti, con un sensibile aumento delle malattie professionali. Laddove prima si presentavano problemi fisici dopo 10 anni di lavoro, ora si presentano dopo 2, 3 anni. Lo sciopero è comunque riuscito, la produzione è stata interrotta."

"La scelta di non fare alcuna manifestazione - conclude il delegato della Piaggio - è stata un errore, perché se si pensa che un presidio al quale parteciperanno qualche esponente politico e qualche dirigente sindacalista possa sostituire la mobiltazione di tutti i lavoratori, è evidente che c'è ancora molta strada da fare".

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La Vignetta - Luca Ricciarelli

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