Alla fine il centro-destra ha deciso di fare marcia indietro e di fornire i nomi di coloro che rappresenteranno il Pdl all'interno dei Consigli territoriali di partecipazione (Ctp). Ad annunciarlo è stato il vice capogruppo del partito di Berlusconi, Diego Petrucci nel corso della seduta del consiglio comunale di giovedì 11 marzo.
Una decisione che è arrivata al termine di un lungo e pesante scontro tra i consiglieri del Pdl che è avuto il suo epilogo nella giornata di ieri, in cui i nervi tra i banchi del centro-destra erano a fior di pelle. Si è arrivati a questa conclusione anche a seguito delle forti pressioni di diversi circoli territoriali, in particolare quelli del litorale che non avevano condiviso la precedente decisione di non partecipare ai Ctp.
Si tratta di una questione che si trascina da mesi con continui rinvii, e che dovrebbe trovare la sua conclusione nel prossimo consiglio comunale quando verranno nominati i futuri consiglieri indicati dai partiti, visto anche l'impegno preso dal Pdl di fornire il proprio elenco entro le 12 di martedì prossimo. Soddisfazione è stata espressa dai capigruppo dei partiti di maggioranza per questa decisione.
Ricordiamo che i Ctp non sono altro che i nuovi consigli di quartiere, ovvero lo strumento con cui il Consiglio comunale di Pisa ha deciso di ripristinare le circoscrizioni, dopo che il Governo Prodi le aveva soppresse nei Comuni sotto i 100mila abitanti.
Saranno 6 i nuovi Consigli Territoriali di Partecipazione, così come erano le circoscrizioni, con la stessa distribuzione dei quartieri. Infatti il primo Consiglio comprende: Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone; il secondo: Cep, Barbarcina, Porta a Mare, S.Rossore, S.Piero, La Vettola; il terzo: Putignano, Riglione, Oratoio, Coltano, Le Rene, Ospaletto, S.Ermete; il quarto; S. Giusto, S.Marco, Porta Fiorentina, S.Martino, S.Antonio, La Cella; il quinto: Cisanello, Don Bosco, Porta a Piagge, S. Biagio; il sesto: Porta a Lucca, I Passi, Gagno, Porta Nuova, S.Francesco, S. Maria.
La principale novità e differenza rispetto al passato riguarda, invece, la modalità di elezione dei membri che faranno parte di questi organi. Infatti, a differenza di quanto avveniva per le circoscrizioni, i rappresentanti dei quartieri non potranno essere indicati dal voto popolare, perché la legge vieta espressamente la creazione di consigli elettivi. Si procederà così a nomine politiche. I consiglieri saranno designati direttamente dai gruppi consiliari che presenteranno le liste con i nominativi, aggiudicandosi un numero di seggi in misura proporzionale ai voti presi nelle varie circoscrizioni. Per l'attribuzione dei seggi si userà il "metodo D'Hondt".
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