E' stata una partecipazione "massiccia", secondo gli organizzatori, quella registrata ieri in tutta la Toscana alle manifestazioni e iniziative organizzate nei vari territori in occasione dello sciopero generale di 4 ore indetto dalla Cgil sui temi del lavoro, del fisco, della cittadinanza e dell'art.18.
A Firenze hanno sfilato in oltre 40 mila con l'adesione di numerose aziende del territorio fiorentino, a Carrara in 4 mila, 11 mila a Livorno, 1500 a Piombino, 6 mila a Siena, 2 mila a Lucca, e a Grosseto 1200 persone.
A Pisa, invece, in maniera quasi inspiegabile il sindacato ha deciso di non fare un corteo, nonostante da molti luoghi di lavoro arrivasse una spinta in tale direzione e ha promosso un presidio sotto la Prefettura alle 15:00. La manifestazione è durata meno di un'ora ed alle 16:00 vi era già il rompete le righe, con piazza Mazzini che si svuotava. Presenti tanti pensionati e pochi lavoratori, molti dirigenti dei partiti di centrosinistra e i rappresentanti delle istituzioni locali.
"E questa - commenta sconsolato uno dei lavoratori presenti al presidio- doveva essere una giornata di lotta? Perchè non è stata indetta una vera manifestazione come nelle altre città, e siamo venuti qui a rinchiuderci alle tre del pomeriggio dove non ci vede nessuno? Anche la provincia di Pisa è stato colpita dalla crisi e oggi il Governo attacca anche l'articolo 18 ed il sindacato, a cui sono iscritto, decide di non essere visibile".
"Subiamo un attacco senza precedenti - prosegue un'altra lavoratrice che si allontana dal presidio - e a Pisa non si ha il coraggio neanche di fare un corteo. La democrazia di questo paese è a rischio e qui non si pensa a costruire una mobilitazione tra i lavoratori, facendo un farsa come quella di oggi".
A commentare la giornata anche il sindaco di Pisa Marco Filippeschi: "Gli obiettivi dello sciopero e della mobilitazione sono in larghissima parte coincidenti con quelli sostenuti dalle autonomie locali. Per affrontare la crisi economica e le emergenze sociali servono grandi politiche, coraggiose e ispirate alla giustizia. Non servono conflitti istituzionali e tagli che ledono la Costituzione e penalizzano diritti di cittadinanza fondamentali. I Comuni devono essere posti in grado di contribuire allo sviluppo e al sostegno dei diritti dei lavoratori".
Sul piano regionale valutazioni positive arrivano dal segretario generale della Cgil Toscana Alessio Gramolati che ha tenuto il comizio conclusivo a Livorno: ""E' una risposta straordinaria di lavoratori, pensionati, giovani e di intere comunità. Una forza positiva al servizio del paese che sfida la crisi e contro chi della crisi si serve per il proprio interesse".
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