Riceviamo e pubblichiamo una nota del responsabile scuola del Pd di Pisa, Massimo Baldacci, sugli effetti della riforma Gelmini sulle scuole pisane.
A Pisa, come nel resto del paese, il mondo della scuola sta affrontando problemi enormi per conciliare l'esigenza di salvaguardare la qualità delle migliori esperienze del nostro sistema formativo con la necessità di applicare i regolamenti sulla scuola media superiore. Il ministro Gelmini si ostina a definire questi regolamenti una "riforma epocale", ma in realtà si tratta solo del più grande taglio sull'istruzione pubblica dall'unità d'Italia in poi, e oltre tutto si intende imporne l'attuazione in tempi assolutamente incompatibili con l'esigenza di una corretta informazione delle famiglie (che devono iscrivere i loro figli al I anno della scuola media superiore entro il 26 marzo, come dire domani l'altro) e perfino in assenza di testi definitivi pubblicati. Come se si fosse tornati a prima di Hammurabi e perfino la redazione scritta delle leggi fosse considerata un optional.
Le situazioni di maggiore criticità in provincia di Pisa riguardano l'ITAS Santoni di Pisa, dove è a rischio la confluenza dell'indirizzo biologico-sanitario nell'articolazione "Biotecnologie sanitarie" dell'indirizzo "Chimica, materiali e biotecnologie" degli Istituti Tecnici Industriali; l'IPSACT Matteotti di Pisa dove il corso per "Tecnico dei servizi turistici" viene trasformato in un indirizzo generico di "Servizi commerciali" che fa perdere le caratteristiche peculiari del corso attualmente funzionante, e il Liceo Scientifico Marconi di San Miniato dove viene negata l'attivazione dell'opzione "Scienze applicate" che verrebbe così a mancare nell'intera zona del Valdarno Inferiore.
Il Pd, attraverso le sue rappresentanze provinciali e regionali e attraverso i propri parlamentari si sta muovendo per arrivare a una soluzione positiva di queste e di altre situazioni, come è già avvenuto per l'ITI di Pisa, dove è stato risolto il problema della confluenza nell'indirizzo "Informatica e telecomunicazioni" con articolazione "telecomunicazioni".
Ma resta il fatto che, al di là dei pur necessari interventi di "riduzione del danno", è necessaria una battaglia politica che rimetta radicalmente in discussione i nuovi ordinamenti, salvaguardi l'obbligo scolastico e rovesci la tendenza, chiaramente affermata dal governo, a tornare a una scuola di impostazione gentiliana, che punta a escludere dalla possibilità di accedere a livelli alti di formazione tutti i ragazzi e le ragazze che hanno un approccio al sapere fondato sul fare piuttosto che sull'apprendimento teorico. In questo modo si condanna all'emarginazione sociale e culturale una fascia vastissima delle giovani generazioni e si pone un'ipoteca pesante sul futuro del paese.
Massimo Baldacci
(responsabile Scuola Pd Pisa)
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