E' immediata la reazione della Federazione della Sinistra alle dichiarazioni di Paolo Fontanelli che dalle pagine del suo blog aveva affermato: ""Per questo - scrive ancora Fontanelli - chi ritiene necessario un centrosinistra forte e alternativo alla destra non può considerare utile il voto al Prc e, per quanto mi riguarda, non ritengo possibile una sua presenza nella giunta regionale se non cambia atteggiamento sulle vicende locali. Il tema della coerenza programmatica nelle politiche regionali e territoriali è fondamentale per il buongoverno".
Pisanotizie ha intervistato Maurizio Bini, consigliere comunale del Prc e candidato alle elezioni regionali.
Come giudica le recenti dichiarazioni di Paolo Fontanelli?
Credo che queste dichiarazioni del Fontanelli siano il miglior spot elettorale per la Federazione della Sinistra: si dimostra esattamente come sia utile votare per noi. Tutti coloro che sono indecisi o propensi ad astenersi hanno una occasione e uno stimolo in più per ragionare al riguardo: se si dice che non è utile votare per la Federazione, vuol dire che questo soggetto conta e può contare, anzi se si ha paura di questo, a maggior ragione è importante sostenerla.
Il deputato del Pd però va oltre, e afferma di non ritenere possibile una presenza del Prc nella giunta regionale "se non cambia atteggiamento sulle vicende locali".
Si tratta di affermazioni gravissime. E' anche vero che si tratta di sue opinioni personali e non potrebbe essere diversamente, visto che sul piano regionale Fontanelli non ha nessun potere particolare essendo uno dei tanti segretari cittadini della Toscana, mentre il candidato alla Presidenza della Regione è Rossi e con lui abbiamo fatto un accordo. Vorrei però sottolineare che queste dichiarazioni non sono gravi in sé, in quanto per noi il governo è uno strumento e non un fine, ma è inaccettabile il fatto che dimentichi o faccia finta di dimenticare che è quattro anni che a livello regionale siamo in giunta e a Pisa all'opposizione. E Martini non ha mai posto problemi al riguardo.
Fontanelli invece insiste molto sulla connessione tra queste due collocazioni.
Trovo intollerabile l'arroganza con cui Fontanelli afferma che: "Se facciamo i bravi e la smettiamo di rompere le scatole allora ci trovano un posticino. Noi non siamo alla mercé di nessuno, questo se lo possono togliere dalla testa. Al contrario, se faranno loro i 'bravi' e cambieranno la loro politica a Pisa, noi lo apprezzeremo, ma se la linea politica che viene seguita è la stessa la nostra posizione sarà ferma così come lo è stata fino ad oggi.
Lo stesso deputato del Pd dal suo blog aveva affermato, riferendosi sempre a Rifondazione: "Un'evoluzione chiara e visibile, certe posizioni finiscono solo per rendere strumentale, al solo fine della caccia delle poltrone, la scelta di stare in un progetto di governo per la Toscana".
Ognuno è responsabile di ciò che dice e scrive. Come Federazione della Sinistra abbiamo sottoscritto un accordo programmatico con Enrico Rossi ed altre forze politiche, su cui si può essere d'accordo o meno, ma è una intesa sui contenuti e non sulle poltrone. Detto questo è evidente che quando sigli degli accordi occorre una presenza che garantisca l'attuazione del programma, per questo è utile una presenza in giunta.
Lei è consigliere comunale a Pisa, Fontanelli attacca il suo partito sulle scelte locali...
Fontanelli non cita nessun episodio concreto, parlando della nostra mancanza "di cultura di governo" e della nostra politica definendola "scandalistica", per cui posso fare solo delle ipotesi riferendomi agli episodi più recenti. Presumo, quindi, che si riferisca alla nostra opposizione alla variante al Regolamento Urbanistico. Anche in questo caso vorrei far presente che l'osservazione più importante a cui abbiamo fatto riferimento per spiegare la nostra opposizione al provvedimento è proprio quella della fatta dalla Regione Toscana. Per quanto riguarda, invece, la questione degli "scandali", vorrei ricordare che come Rifondazione Comunista, quando Fontanelli era sindaco, abbiamo denunciato anomalie sulla cessione dei terreni ai tempi del trasferimento dell'ospedale a Cisanello e la fatturazione clonata della Geofor: tutte cose su cui la magistratura ci ha dato ragione. Venendo all'ultima questione, in ordine di tempo, ovvero la vicenda dell'ex-Caminetto, vorrei ricordare che la giunta comunale ha confermato quanto noi abbiamo sostenuto, annullando la gara.
Credo, quindi, che l'attacco del segretario comunale del Pd sia assolutamente strumentale e denoti la paura di un'affermazione della Federazione della Sinistra e il suo condizionamento nell'attuazione del programma regionale.
Parliamo di questo programma su cui non sono mancate critiche soprattutto a sinistra.
Nel testo finale dell'accordo, rispetto alla versione iniziale, sono state recepite alcune istanze per noi fondamentali: in primo luogo il lavoro e la difesa dei lavoratori, quindi l'intervento della Regione nelle situazioni di crisi e una seria politica sugli ammortizzatori sociali. L'altro tema centrale è l'ambiente: nel programma si dice che sul tema dell'energia si deve ragionare solo in termini di fonti rinnovabili, per cui ogni riferimento a rigassificatori o termovalorizzatori è incompatibile con la nostra posizione.
E sui CIE?
Credo che la recente dichiarazione di D'Alema sia fuori dal mondo. I Cie vanno chiusi là dove ci sono e non ne vanno aperti di nuovi. Nel programma c'è scritto che i CIE come li vuole Maroni in Toscana non verranno realizzati e per noi vale questo. Siamo contrari a queste strutture e sosteniamo, invece, politiche di accoglienza. Garantiamo con fermezza questa posizione. Non si tratta, quindi di un problema di affidabilità ma di chiarezza. Per noi partecipare al governo della Regione è utile se questi contenuti sono chiari. Il voto per la Federazione serve ad ancorare a sinistra il programma che abbiamo sottoscritto, perchè la vera partita è all'interno della coalizione: più forte è la sinistra maggiori sono le garanzie che quell'accordo avrà caratteristiche di un certo tipo nella sua azione quotidiana.
Dura anche la reazione del consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, Andrea Corti, alle dichiarazioni del deputato Fontanelli: "L'intera impostazione del suo ragionamento si basa sul concetto di infallibilità delle scelte locali degli amministratori del suo partito e che in ragione di tale infallibilità le scelte non dovrebbero essere oggetto di critiche e/o opposizione. L'onorevole Fontanelli, che certamente ha una esperienza politica e una competenza amministrativa ben superiore a quella del sottoscritto, ha anche l'arguzia di argomentare le sue perplessità a ridosso del voto del 28 e 29 marzo, così come è lecito che sia. Mi si permetta però di sollevare alcune perplessità nel merito delle critiche".
"Credo infatti - afferma Andrea Corti - che dai banchi dell'opposizione in Provincia e nel Comune di Pisa il nostro comportamento non sia stato capzioso o pretestuoso, ma si sia sempre cercato di argomentare sui contenuti e sulle scelte di indirizzo delle nostre posizioni, arrivando a volte a condividere provvedimenti della maggioranza, o opponendosi quando li ritenevamo non congrui agli interessi generali e soprattutto dei più deboli. Il tutto nell'ambito di un confronto politico che ritengo fruttuoso sia per la maggioranza che per noi stessi, e nella logica di posizioni legittimamente e autonomamente differenti".
"Sulla questione della coerenza con i programmi - conclude il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista - e soprattutto con i provvedimenti di indirizzo della Regione, mi preme ricordare, infine, all'on. Fontanelli che spesso proprio quelli adottati a livello locale sono risultati stridenti con gli impianti normativi regionali e forse di questo avremmo dovuto parlarne anche in campagna elettorale per rendere un servizio più rispettoso ai cittadini. Visto che non è avvenuto lo faremo in seguito dalla giunta regionale".
Leggi anche:
- Elezioni regionali, Martini: "Il nostro principale avversario è l'astensionismo"
Questo articolo contiene 0 commenti.
Clicca qui per lasciare il tuo commento.