07/04/10 08:23 | autore: Marica Setaro Stampa

Vittorio Sainati, un premio per ricordarne l'equilibrio e il rigore 0

Venerdì 6 aprile presso le Edizioni Ets di Pisa la quinta edizione del premio dedicato a Vittorio Sainati. L'intervista di Pisanotizie al prof. Adriano Fabris che, insieme a Gianfranco Fioravanti, ne è promotore e animatore: "Sono in molti, ancora, a ricordare i corsi universitari di Sainati per l'intelligenza nell'affrontare i problemi di fondo della filosofia e per la sua capacità di operare, anche con l'insegnamento, grandi sintesi teoriche"

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Si terrà il 9 Aprile, alle ore 17,00, presso le Edizioni ETS, la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio Sainati. Alla giovane ricercatrice, Alice Ponchio, verrà consegnata una speciale targa donata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le Edizioni ETS pubblicheranno il suo lavoro di tesi di dottorato, incentrato sulla morale kantiana.

Il professor Adriano Fabris, insieme a Gianfranco Fioravanti, è uno dei docenti del Dipartimento di Filosofia dell'Università di Pisa, promotori e animatori del Premio di studio filosofico "Vittorio Sainati". Lo intervistiamo sul senso di questa iniziativa che da cinque anni viene portata avanti insieme alla famiglia del docente e alle Edizioni ETS.

Prima ancora di descrivere le caratteristiche e le finalità del premio, come ricorda l'uomo e lo studioso Vittorio Sainati?

Vittorio Sainati è stato non solo uno studioso che ha offerto contributi decisivi sui versanti della filosofia morale, della storia della logica, della filosofia della religione, ma anche un uomo che sapeva essere, di fronte alle cose della vita, al tempo stesso equilibrato e rigoroso. Questa sua serietà e rigore, anzitutto nei confronti di se stesso, erano uniti a una grande disponibilità nei confronti di chiunque a lui si rivolgeva. E ciò non poteva non colpire. A distanza di anni sono in molti, ancora, a ricordare i suoi corsi universitari. Non solo per la straordinaria capacità didattica di cui Sainati in essi dava prova, ma per l'intelligenza che egli mostrava nell'affrontare i problemi di fondo della filosofia e per la sua capacità di operare, anche con l'insegnamento, grandi sintesi teoriche.

Veniamo al premio. Come nasce questa iniziativa? L'idea di ricordare Vittorio Sainati proprio attraverso un premio di studio filosofico in che modo si lega alla volontà di valorizzare giovani ricercatori?

L'iniziativa nasce cinque anni fa, su impulso delle Edizioni ETS, della famiglia Sainati e di un gruppo di amici e allievi dello stesso Sainati. Si volle però fare qualcosa di diverso rispetto ai consueti premi di filosofia. Proprio tenendo conto dell'impegno sempre mostrato da Sainati nel sostenere i giovani studiosi, gli organizzatori hanno pensato a un'iniziativa che potesse segnalare le tesi di dottorato meritevoli e consentire la pubblicazione di una di esse. Il premio ha subito ottenuto il Patrocinio del Presidente della Repubblica, del Presidente del Senato, del Presidente della Camera dei Deputati, del Sindaco di Pisa, del Presidente della Provincia di Pisa, del Rettore dell'Università di Pisa, del Direttore della Scuola Normale Superiore.

Entriamo nel merito: chi può partecipare al premio, quali le caratteristiche degli elaborati e quale il riconoscimento finale per il vincitore?

Al premio possono partecipare tutti i giovani studiosi italiani che, nei termini previsti dal bando, hanno discusso una tesi di dottorato redatta in lingua italiana o in una lingua straniera. Le tesi sono valutate da una commissione composta da professori provenienti dalle Università di Pisa, Siena, Roma Tre, Napoli Suor Orsola Benincasa e Palermo. Il premio consiste nella pubblicazione della tesi, in una targa donata dal Presidente della Repubblica e nella possibilità di presentare pubblicamente il proprio lavoro durante la cerimonia di premiazione.

Alla manifestazione conclusiva terrà una lectio magistralis il professor Umberto Curi. Ci può descrivere come è cambiato in questi cinque anni il premio e quali sono i progetti per il futuro?

Siamo molto lieti della presenza di Umberto Curi alla cerimonia di assegnazione del premio. Curi terrà una conferenza sul tema Amore e conoscenza: un argomento di indubbio interesse, sia per i cultori di cose filosofiche, sia per un pubblico più ampio. In questi ultimi anni, d'altronde, il premio ha conosciuto una notevole espansione. Quest'anno le tesi di dottorato che hanno concorso sono state oltre quaranta. Il progetto è di far sì che questa iniziativa divenga la manifestazione di riferimento per i tanti giovani e bravi studiosi che in Italia, in questo momento, faticano a farsi conoscere.

Un'ultima considerazione. Negli ultimi tempi assistiamo a un disimpegno culturale ed economico crescente nei confronti degli atenei e, in particolare, verso la ricerca umanistica. Qual è il suo giudizio sulla situazione attuale e quale contributo può dare una iniziativa come la vostra?

L'alta qualità delle tesi che vengono presentate per il premio - scritte da persone che già dimostrano già una notevole maturità scientifica, acquisita unendo sovente esperienze italiane con esperienze di ricerca fatte all'estero - è qualcosa che non può non colpire. Purtroppo, però, siamo consapevoli della mancanza di prospettive che, oggi, hanno in Italia questi studiosi. Accanto a ciò che ciascuno di noi fa e può fare per contrastare una tale situazione, che personalmente ritengo ingiusta e dissennata, credo comunque che un'iniziativa come il premio Sainati possa offrire ai giovani ricercatori un meritato riconoscimento per la serietà del loro lavoro e aiutarli a non perdere la fiducia verso ciò in cui essi hanno creduto durante gli anni del loro studio.

Marica Setaro

 

 

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