Morgan è tornato al Teatro Verdi. Morgan l'artista difficile, Morgan il personaggio 'scandaloso'.
Il concerto è iniziato con quasi due ore di ritardo. L'artista era stato trattenuto fino a tardi negli studi romani di "Porta A Porta", dove aveva preso parte alla puntata "A un passo dal baratro", dedicata alle sue recenti disavventure mediatiche. Riassumiamole in breve: l'intervista rilasciata al settimanale "Max", in cui il musicista dichiara di fumare crack abitualmente e di considerarlo un ottimo antidepressivo, ha avuto l'indesiderabile effetto di portarlo all'esclusione dal prossimo Festival di Sanremo, a cui avrebbe dovuto prendere parte con la canzone "La sera".
L'esclusione è stata comunicata dal direttore di RaiUno Mauro Mazza e dal direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi. A poco o niente, per ora, sono serviti i vigorosi tentativi di Morgan di smentire la clamorosa dichiarazione, di spiegare che la sua dipendenza dalla droga appartiene ormai al passato e che, più che un'intervista, quella di "Max" è stata "una trappola".
C'è chi si indigna pubblicamente, come il Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. Chi, come Pierluigi Bersani, pensa che una seconda possibilità la meritino tutti. C'è chi, come Nino D'Angelo, lancia una sorta di appello a difesa del fragile collega. E c'è chi non beve la storia della trappola, sospettando invece una furbissima mossa a scopo promozionale (attenzione: non ne trarrebbe giovamento il solo Morgan, ma anche e soprattutto il Festival stesso). In ogni caso, stavolta lo scandalo, anche se creato ad arte, stava per danneggiarlo davvero. Un brutto smacco per Morgan l'attaccabrighe, Morgan l'artista difficile, Morgan il personaggio scandaloso.
Ci presentiamo quindi al Teatro Verdi con una sola voglia, quella di scoprire se in mezzo a tutti i Morgan possibili ci sia ancora spazio per Morgan il cantante-e-basta. In un momento difficile e confuso come questo, è ancora concesso fare un po' di pulizia e incontrare semplicemente Morgan il musicista? Due ore di ritardo, dicevamo. Succede raramente che un performer arrivi a farsi attendere così tanto. Eppure non era affatto un pubblico spazientito quello che, numerosissimo, ha salutato Morgan all'apertura del sipario.
C'era invece nell'aria la percezione di un piccolo evento. La convinzione che quel concerto sarebbe stato, in qualche modo, speciale. Potenza della musica, e di quello strano e fortissimo affetto che lega profondamente i fans ai loro artisti del cuore, rendendoli capaci di chiudere un occhio su ritardi, pose, imprecisioni e stonature, come uno stringersi attorno al proprio idolo nei momenti bui. In fondo, quando un amico è in difficoltà, dargli il proprio sostegno può rivelarsi una gioia anche più grande del vederlo perennemente sicuro e vincente.
Morgan questo lo sa, e sa bene di poter contare su fan affettuosi e all'occorrenza comprensivi. Per questo, nel corso della serata ha potuto prendersi molte libertà, concedendosi giochi, false partenze, veri e propri 'cazzeggi' (tra gli altri un interminabile tentativo, poi fallito, di utilizzare l'I-phone come strumento musicale) e facendo sfoggio di una voce in forma tutt'altro che strepitosa. Il suo pubblico ha accettato tutto di buon grado, ha saputo donare all'artista la giusta dose di intimità, tale da spingerlo a condividere con loro due vere e proprie reliquie, due incisioni provenienti dal suo archivio privato. Abbiamo così potuto ascoltare un piccolo Marco Castoldi di otto anni interpretare "Tutti Frutti" nella sua cameretta, e poi auto-intervistarsi a quattordici anni, quando cioè aveva appena dato vita al suo primo alter-ego artistico, Markooper.
Ma non si è trattato di una serata all'insegna delle intemperanze e dei fuori-programma. La scaletta è stata rispettata, e le canzoni sono state proposte con energia e convinzione, fra una sigaretta e un discorso semi-serio (sulla questione Sanremo solo una battuta fugace). Chi conosce e apprezza il mondo musicale di Marco Castoldi ha potuto così farne un'esperienza completa, visto che l'artista ha proposto brani appartenenti a ogni fase della sua carriera, a partire da "Metallo Non Metallo" (secondo album dei Bluvertigo, 1997) fino alla sua ultima raccolta di inediti, "Da A ad A" (2007), regalando anche un vecchio inedito dei Bluvertigo. Non sono mancati, poi, i doverosi omaggi alla musica italiana degli anni passati, che da qualche anno pare essere diventata la sua principale fonte d'ispirazione: da Fabrizio De Andrè (con ben due brani tratti dall'album "Non al denaro non all'amore né al cielo", di cui il cantante ha realizzato una sorta di copia anastatica nel 2005) a Domenico Modugno (una "Volare" giocosamente mescolata alla propria "Altrove") per finire con Mina ("Un anno d'amore") e Umberto Bindi ("Il mio mondo"). Ma c'è stato spazio anche per gli immancabili David Bowie e Johann Sebastian Bach, fusi insieme in un ardito medley che avrà sicuramente fatto la gioia di tutti i Morganòfili presenti in sala.
Scaletta del concerto (l'autore di tutti i brani è Morgan, tranne dove diversamente indicato):
1.Le ragioni delle piogge
2.Altrove / Volare (Modugno)
3.Aria sulla quarta corda dalla suite BWV1068 (Johann Sebastian Bach) / Life on Mars? (Bowie)
4.Un malato di cuore (DeAndrè) / frammento dal Concerto "L'Inverno" (Vivaldi) / Un medico (DeAndrè)
5.Zero / I'm on fire (Springsteen)
6.Una storia d'amore e di vanità
7.Il mio mondo (Bindi)
8.Ebbrezza totale
9.U - Blue / Tutti frutti (Richard, LaBrostie)
10.- inedito -
11.Un anno d'amore (Ferrer, Testa, Mogol)
12.Forbidden colours (Sakamoto, Sylvian)
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