08/03/10 10:02 | autore: Cristiana Vettori Stampa

Voci e poesie di donne 0

Un 8 marzo molto speciale: il ventesimo compleanno della Casa della Donna di Via Galli Tassi

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8 marzo 2010: una ricorrenza speciale per la nostra città perché la Casa della Donna compie 20 anni. Molti ricorderanno la storica apertura della casa di Via Galli Tassi, ristrutturata dalla Provincia di Pisa e data in gestione ai collettivi di donne che ne avevano fatto richiesta, sostenendola con una occupazione simbolica, l'8 marzo 1990.

Tante sono le iniziative che animeranno la Casa per festeggiare l'evento e mentre riceviamo l'invito rivolto a tutte e tutti a partecipare, anche noi festeggiamo a modo nostro la ricorrenza con parole e poesie di donne: voci antiche e nuove, più o meno conosciute, per accostarci alla ricchezza della scrittura delle donne, senza la pretesa di essere esaustive naturalmente, ma con l'unico proposito di lasciare "spazio" alle loro parole.

Un omaggio a Saffo, innanzitutto, per tornare alle sorgenti della scrittura femminile:

A chi dei cavalieri, a chi dei fanti

le schiere, ad altri sembra che le navi

sian la cosa più bella sulla terra.

Io la più bella

credo quella che si ama: ognun m'intende.

Elena, che tutti i mortali vinse

nella bellezza, abbandonò lo sposo,

l'eroe più forte,

e a Troia andò per nave, né la figlia,

né padre e madre ricordò mai più:

la dea di Cipro tutta la travolse

nel folle amore.

...................................

E così di Anattoria io mi rammento,

che ora è lontana.

Di lei vorrei veder l'amato passo,

e la luce che splende nel suo viso,

più che i carri di Lidia e i fanti lidi

schierati in armi.

Lirici greci - Garzanti - traduzione di Gennaro Perrotta

Un ricordo di Alda Merini:

A Tutte le Donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra.

Una voce importante nella poesia italiana contemporanea, quella di Daniela Attanasio, romana, autrice fra l'altro dell'opera "Del mio e dell'altrui amore" (Edizioni Empiria, 2005), una sorta di diario in versi in cui l'autrice rivela una vocazione lirica e insieme narrativa, e persegue un itinerario di ricerca che tende a trasformare l'esperienza in una nuova dimensione di sé, dell'altro e del reciproco stare nel mondo:

Proposito

Il treno taglia la campagna come una bruciatura.

Non è accaduto niente che si possa raccontare

tutto è trascorso come una lenta meridiana e il distacco

è stato un calo di pressione, un vecchio male.

Solo un bagliore negli occhi, un luccichio di pianto

e ora il treno mi riporta a Roma.

Ma il tuo viso torpido di grazia

è penetrato fino all'osso della mia memoria

e ha tramutato in quiete un'ansia di felicità.

Vorrei soltanto dormire

chiudere gli occhi contro lo sgretolio del treno

e ritrovare il tuo respiro caldo

la tua casa sepolta di oleandri

il tuo paese sudista dove le strade stringono

i luoghi dell'incontro.

Non ho più paura del tempo: io ti terrò per mano

nel tempo che passa

e con te vivrò dentro la mia poesia

fino all'ultimo verso

fino all'ultima pagina non scritta.

Una voce nuovissima, quella di Chiara Poltronieri, che nel bel libro "Passi d'acqua" (Cierre Grafica, Verona, 2007) passa in rassegna alcuni miti famosi (Medea, Cassandra, Euridice...) per fornirne però una reinterpretazione stravolta e stravolgente, in cui l'autrice intende proporre il punto di vista femminile: così Orfeo non è l'uomo innamorato che il mito tramanda, ma il narcisista che in Euridice cerca lo specchio in cui rimirare la propria perfezione, mentre la lascerà morire di fame perché ha preteso che vivesse solo di musica.

 

Orfeo

.......................

I poeti dicono

che amava

Euridice

ma non è vero

io lo so bene

Euridice

non era una donna

Euridice

era una bambina

ancora senza seno

magra come un ragazzo

solo

una cosa aveva

meravigliosa

i ruscelli

dei

capelli

ma la notte

delle nozze

Orfeo

glieli ha tagliati

Orfeo

l'aveva scelta

perché

erano dello stesso

miele

dei suoi

Euridice

si è lasciata tosare

i capelli

hanno coperto

il pavimento

di lana bionda

glieli ha tagliati

della sua stessa misura

a metà del collo

e l'ha guardata

sorridendo

l'aveva scelta

per questo

adesso

era uguale

a lui

brillava

della sua stessa bellezza

la bellezza disumana

che hanno

per poco

i bambini

Orfeo

uno specchio

cercava

e aveva trovato

......................................

Infine le parole di una scrittrice pisana che abbiamo già avuto modo di leggere e di apprezzare, Nadia Chiaverini, che alla primavera dedica questa delicata poesia:

Primavera

il sole sprigiona

energia

i campi arati

germogliano il

seme

brillano le

pozze d'acqua

di filigrane d'oro.

da: L'età di mezzo - Ibiskos 2004

 

Leggi gli articoli precedenti della rubrica "Spazio alle parole" di Cristiana Vettori

 

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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