01/04/10 09:34 | autore: Giovanni Campolo Stampa

"Oltre l'identità sessuale" 0

Il 'caso' del saggio di Flavia Monceri pubblicato dalle Edizioni Ets

Ea8aeb86f39f636588d33cb45a51129e

Si possono decostruire le polarità classiche di sesso, genere, sessualità che caratterizzano il linguaggio corrente anche in ambito accademico e scientifico? La risposta è sì, e il saggio di Flavaia Monceri, studiosa di teorie queer e transgender, ne dà ampia dimostrazione. Il volume pubblicato dalle Edizioni Ets di Pisa, "Oltre l'identità sessuale", promette di diventare un 'caso' nell'asfittico panorama nazionale che ha trascurato, a torto, una delle questioni nodali che caratterizzeranno il dibattito sociale e culturale del Ventunesimo secolo. Pisanotizie riceve e volentieri pubblica una recensione del saggio della Monceri a firma di Giovanni Campolo.

Onestamente, ne sentivamo il bisogno. L'editoria italiana è da qualche anno timidamente attenta a quello che il mondo non-eterosessuale scrive sulla sessualità. E se Feltrinelli punta su nomi forti e oramai classici come Butler e DeLauretis, case editrici come Meltemi e Carocci hanno iniziato a valorizzare la riflessione nostrana sull'argomento. Le piccolissime, come Mimesis e Il dito e la luna, hanno anche esplorato settori della narrativa marcatamente distanti da operazioni più normali e commerciali (come Men on men), e hanno proposto saggi attenti a quei punti d'intersezione tra marginalità così cari alle teorizzazioni queer.

Già, le teorizzazioni queer... ovvero queste semisconosciute. La prima Introduzione alla teoria queer in lingua inglese è stata pubblicata addirittura 14 anni fa, in Australia, dove era giunta per irraggiamento dalla California (Anne Jagose, Queer Theory. An Introduction, Melbourne University Press, 1996). Mentre già da qualche anno i movimenti di liberazione parlavano di queer, nel 1990 il queer evolve in teoria e si dissemina in ogni angolo dell'Occidente. Per farla breve, in Italia il termine arranca, si diffonde poco e in modo frammentario, e un'Introduzione ancora non c'è. Per di più, il materiale si accumula, la letteratura cresce e con esse la difficoltà di scrivere qualsivoglia introduzione. Flavia Monceri è riuscita a scrivere un libro che è didattico senza essere un'introduzione, presenta i problemi riportandoli nel contesto geografico o teorico di riferimento ed entra a gamba tesa proprio là dove è politicamente urgente intervenire.

Ci riesce a mio avviso per vari motivi. Il libro, innanzi tutto, è ordinato. Tre coppie di opposti (d'ora in avanti dicotomie) fungono da referente polemico. Monceri dimostra l'infondatezza prima della dicotomia sessuale Maschio/Femmina, poi di quella di genere Uomo/Donna, infine quella di orientamento o preferenza sessuale Etero-/Omo-. La chiarezza espositiva è dovuta certamente allo stile: tutto fa supporre che Monceri parli esattamente come ha scritto il libro, cioè per sillogismi (cosa che rende le ultime frasi più gustose di quanto non apparirebbero se ve le citassi qui). Ma questi due elementi da soli non bastano a spiegare l'efficacia di Oltre l'identità sessuale. Risulta infatti cruciale la scelta, esibita immediatamente, di spostare l'ordine dei problemi dal terreno del che cosa (che cos'è "donna", che cos'è "trans", che cos'è "queer", etc...) a quello del chi e del come.

D'accordo, l'identità avrà anche un qualche contenuto, ma soprattutto è un'operazione, un processo di identificazione, infine un'adesione. Eminentemente relazionali, le identificazioni hanno quindi a che fare con il potere e con il modo in cui gli agenti sociali o i soggetti "giocano" con il potere.

Quest'ultimo aspetto, in particolare, discende da un'impostazione che pone l'accento sulle pratiche, sulla sessualità per com'è agita, non per com'è immaginata, teorizzata o medicalizzata (qualcosa di simile aveva già fatto Beatriz Preciado nella prima parte del suo Manifesto contra-sessuale, Il dito e la luna, 2002). Contro questo generico insieme di "si sa" sessuali, si scatenano tutte le pratiche e i corpi che non hanno accesso alla rappresentazione e al discorso "normale": corpi né maschili né femminili, persone né uomo né donna, preferenze né etero né omo, relazioni non monogamiche, corpi disabili, desideri inenarrabili.

E fin qui, cioè dall'inizio alla fine del libro, tutto liscio. Purtroppo nella necessaria brevità si ha l'impressione che l'aspetto politico lasci il campo ad una presentazione delle "ultime novità" in campo di teorie e pratiche sessuali. La sensazione è corroborata dal fatto che l'attenzione geografica e politica pre-/pro-messaci (il "da noi" è sistematicamente virgolettato) viene di punto in bianco a mancare, rinviando le conclusioni a un altro tempo o luogo (leggi: per fortuna che ETS ha fatto una collana).

Inoltre l'attenzione nella scelta delle parole (trans/transessuale/transgender, orientamento/preferenza) stride con il ricorso massiccio a termini inglesi tutt'altro che immediati - lo stesso "queer" è rapidamente tradotto ma non trattato - che indicano pratiche note a poch_ appasionat_ del settore e che nella vaghezza perdono la forza esemplificativa che dovrebbero avere, né accumulandosi ne ottengono per contraccambio una retorica. Ma, come ogni mancanza che si rispetti, il risultato è quello di essere introdotti nel dibattito. In ciò il libro è l'inverso di un bignami, è anzi il giusto rifiuto di un'infarinatura, e spinge ad altre domande, apre ulteriori curiosità, sollecita repliche. Che probabilmente è quello che un saggio di filosofia politica dovrebbe fare.

Giovanni Campolo

Leggi i precedenti articoli della rubrica "Bouquet - Recensioni e Varia Umanità"

1/09/2010 La protesta delle famiglie del campo rom di Coltano - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

258d3c1cb56844e69f6ea0fd5de55ebb
Blocco_lettori