29/01/09 00:16 | autore: Sergio Bontempelli Stampa

Tagli per 650mila euro alle politiche sociali: gli operatori incontrano il Sindaco 0

Chiusi molti progetti rivolti al disagio sociale. Con il Sindaco incontro "interlocutorio". Pisa Notizie intervista gli operatori delle cooperative.

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Si è tenuto stamattina l'incontro tra gli operatori delle cooperative sociali e il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi. Oggetto della riunione, i tagli alle politiche sociali varati dalle amministrazioni della zona, che mettono a rischio almeno 25 posti di lavoro, e di fatto chiudono interi progetti rivolti al disagio e alle marginalità. In una lettera diffusa nei giorni scorsi, gli operatori hanno chiesto un incontro con la Giunta comunale, per ridiscutere le decisioni prese dalla Società della Salute.

L'incontro di oggi è stato preliminare e interlocutorio. La delegazione degli operatori ha ribadito la tesi per cui i tagli non sono affatto inevitabili: se è vero - dicono Gianluigi Langone e Daniele D'Alleo nel video qui a fianco - che il governo Berlusconi ha ridotto i fondi per gli enti locali, è anche vero che in alcune zone i Sindaci non hanno operato riduzioni analoghe a quelle di Pisa. Per esempio, in Valdera la spesa sociale è rimasta quasi immutata.

Secondo i lavoratori delle cooperative, i tagli sono frutto di una scelta in larga parte politica: il Comune di Pisa investe risorse nel campo della sicurezza, ma riduce gli interventi di solidarietà. «Non è oggettivamente sostenibile», si legge nella lettera inviata al Sindaco, «la motivazione dei tagli del governo, quando il bilancio del Comune prevede un investimento economico per nuove telecamere e l'assunzione di 10 nuovi vigili urbani». I soldi ci sono, dicono in sostanza gli operatori, il problema è dove si decide di investirli.

Gli operatori chiedono anche «su quali criteri di valutazione sono stati effettuati i tagli». Che fine hanno fatto, dicono nella lettera al Sindaco, i tavoli istituzionali che la Società della Salute aveva promosso per coinvolgere cooperative, associazioni, volontari ed esperti? Che fine ha fatto la partecipazione democratica? Sono domande che la delegazione degli operatori ha posto stamani al Sindaco.

Il primo cittadino, dice chi era presente all'incontro, non si è sbilanciato, e ha ribadito le proprie scelte: non c'è dunque, al momento, alcun ripensamento da parte dell'amministrazione. Ma gli operatori sono usciti soddisfatti per aver almeno avviato il dialogo. Pisa Notizie ha chiesto una intervista a Marco Filippeschi, per avere anche la sua versione dei fatti.

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Società della Salute, tagli per 650mila euro

Più di 650 mila di euro: è questo l'ammontare dei tagli che i Comuni della zona pisana hanno previsto nei capitoli di spesa sulle politiche sociali. Per i disabili, per le persone anziane, per gli immigrati o per i quartieri di periferia ci saranno, nel 2009, centinaia di migliaia di euro in meno rispetto al 2008.
La decisione è stata presa dalla Società della Salute, l'organismo di coordinamento delle politiche socio-sanitarie, che raccoglie tutti i comuni della zona: nella Giunta della Società della Salute siedono, appunto, i Sindaci, che a loro volta delegano gli assessori competenti in materia sociale.

La Giunta della Società della Salute si è riunita il 15 Gennaio scorso, e ha affrontato il problema dei tagli agli enti locali previsti dal governo Berlusconi: tagli che riguardano soprattutto il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, colpito drasticamente dalla legge 133 del 2008 (la stessa che ha provocato, nei mesi scorsi, la protesta delle Università italiane). Si parla, in proposito, di più di quindici milioni di euro in meno solo per la Toscana.

Posti di fronte ai minori introiti percepiti quest'anno, i primi cittadini della zona pisana hanno deciso un drastico ridimensionamento delle politiche sociali: ad essere colpiti sono soprattutto i progetti degli ex Piani di Zona, cioè gli interventi che vengono affidati a cooperative sociali e associazioni, rivolti alle marginalità e all'area del disagio sociale.

Risultano «conclusi» (cioè non più finanziati, e dunque costretti a chiudere definitivamente i battenti) numerosi progetti: all'Ospedale di Pisa, per esempio, non ci saranno più gli interventi di animazione e di gioco per i bambini gravemente malati, ricoverati nei reparti di lungodegenza; il camper del «Progetto Gulliver», un'unità di strada impegnata nelle problematiche delle tossicodipendenze, non lavorerà più nei quartieri periferici della città, e non potrà più distribuire siringhe asettiche né fornire informazioni e assistenza; per i detenuti non ci saranno più le attività di socializzazione, e verrà concluso anche lo sportello di consulenza per i cittadini stranieri all'interno del carcere Don Bosco.
Altri progetti vengono invece «rimodulati»: significa che proseguono, ma con finanziamenti minori. Viene ridotto del 25% il contributo ad alcuni interventi rivolti ai ragazzi delle scuole e ai giovani dei quartieri periferici o dei paesi vicini a Pisa (Pisanova, CEP, S. Giuliano Terme, Vecchiano). Vengono dimezzate le risorse destinate al «Progetto Sally», l'unità di strada che si occupa del sostegno alle prostitute e alle vittime della tratta degli esseri umani; analoga sorte tocca al progetto per l'inserimento dei bambini disabili nelle scuole.
Restano confermati, invece, altri interventi sociali: il dormitorio per senza fissa dimora, il centro «Oltre il Muro» per l'accoglienza degli ex detenuti, l'agenzia casa e lo sportello lavoro per i cittadini stranieri. Per questi progetti, il finanziamento pubblico resta invariato: il che significa comunque - spiegano gli operatori - un taglio di circa il 10%, perché il contratto nazionale di lavoro del settore prevede l'aumento degli stipendi dei lavoratori, e questo aumento non viene finanziato.
Alla fine, risultano tagli per 655.000 euro su base annua. Che tradotto in soldoni vuol dire circa 25 stipendi in meno, 25 operatori che non potranno più intervenire nelle situazioni di disagio e di marginalità sociale, e dunque, inevitabilmente, una riduzione notevole dei servizi.

I Sindaci considerano questi "tagli" una conseguenza necessaria delle politiche del Governo: a minori finanziamenti per gli enti locali corrisponderebbero, in quest'ottica, minori interventi sociali.
Non la pensano così le cooperative e le associazioni: da più parti si fa notare che in altre zone ugualmente colpite dai tagli del Governo - come nel caso della Valdera - gli interventi per la marginalità sono stati confermati. E a Pisa gli stessi tagli - accusano le cooperative - sono stati decisi dall'alto, con criteri che suscitano dubbi e perplessità: perché, per esempio, alcuni progetti sono stati confermati, ed altri chiusi? Con quali criteri si sono prese decisioni così importanti? Gli operatori contestano il fatto di non aver avuto alcuna voce in capitolo: presso la Società della Salute esiste da tempo una "Consulta del Terzo Settore", che raccoglie cooperative, organismi di volontariato ed esperti: nessuno li ha ascoltati prima di decidere se e dove diminuire le risorse.

D'altronde, non è un mistero che la nuova amministrazione guidata da Filippeschi punta tutto sulla sicurezza: e infatti, a fronte dei tagli del Governo, si sono aumentate le risorse per telecamere e agenti della Polizia Municipale.
Proprio questo aspetto ha provocato dure contestazioni da parte degli operatori sociali, che ora rischiano il posto di lavoro: «siamo disorientati e allibiti» - scrivono in una lettera firmata da 167 lavoratori, sostenuta anche da numerosi cittadini che l'hanno sottoscritta su internet - «dal modello di sicurezza oggi proposto a Pisa, fatto di tagli al sociale e investimenti sul presidio poliziesco del territorio».

Sergio Bontempelli

 Leggi anche:

- Lettera degli operatori sociali
- Il sito dove si può firmare online la lettera degli operatori sociali
- La delibera della Società della Salute n. 1 del 15 Gennaio 2009
- Quadro sintetico dei tagli ai progetti sociali

Abraham Yehoshua a Pisa per la Giornata della Memoria 2012 - di redazione

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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