26/09/11 10:23 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

Giovani Comunisti Pisa: “La carta ILA e le Brioches di Maria Antonietta” 0

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei Giovani Comunisti di Pisa in merito all'andamento della giornata del 22 settembre in cui è stata distribuita la Carta Ila presso gli uffici della Provincia di Pisa.

La crisi morde, è sotto gli occhi di tutti, e almeno di questo non sarà necessario discutere.
Intanto il 22 settembre, di fronte ai centri per l'impiego, abbiamo avuto la possibilità di ammirare la più plastica rappresentazione della distanza tra la classe dirigente e chi la crisi la sta pagando a caro prezzo sulla propria pelle.

I fatti sono noti: oltre 500 persone sono state costrette ad improvvisare metodi disparati per auto-selezionare chi avesse il "privilegio" di rientrare tra i 200 fortunati, forse saranno di più, che potranno accedere ai colloqui preselettivi per ricevere gli agognati finanziamenti utili ad intraprendere percorsi formativi altrimenti inaccessibili.
La provincia rivendica con grottesca sicurezza il metodo scelto perché più comodo e alla portata dei fruitori del servizio, gente -a detta della dirigente- solita a dormire in dormitori pubblici; magari hanno pensato di decongestionare un po' la Caritas per una sera. Peccato che di fronte al centro per l'impiego abbiano stazionato moltissimi laureati, mamme, e tutta quella esotica fauna che popola la vasta giungla del mercato del lavoro "flessibile".
Possibile che la provincia (l'ente che dovrebbe combattere in prima linea la disoccupazione) non si renda conto che l'accesso alla formazione a pagamento sia un'esigenza primaria per tutti i lavoratori che provengono da famiglie che non possono praticare l'evasione fiscale?
In condizioni di ristrettezze economiche, dovendo distribuire delle risorse limitate, esisterà un criterio più sensato della "guerra tra poveri di resistenza notturna" altresì nota come "Avviso a sportello"?
Ovvero si potrà discriminare sulla base di indici più rispondenti ad un criterio di equità sociale, come reddito o condizione famigliare ad esempio? O si ritiene che il darwinismo sociale debba essere istituzionalizzato, per cui è sostanzialmente giusto ed efficiente selezionare solo chi può resistere in piedi di notte di fronte all'ufficio preposto?
Non ci si rende conto dell'umiliazione cui si sottopongono questi ragazzi che sono volenterosi lavoratori, preparati e competenti, la cui unica colpa è quella di non essere figli di evasori fiscali o di vivere in un paese che non è in grado di valorizzare la ricchezza che potenzialmente sono pronti a mettere a disposizione di tutti?

Invitiamo tutti i giovani precari, che siano riusciti o meno a prendere l'appuntamento, a non mollare, a non lasciarsi andare alla guerra tra poveri in cui ci vorrebbero veder sprofondare. Prendendosela con quelli che ci passano avanti di una posizione non risolviamo nulla, è necessario lottare contro i responsabili di questo sfacelo: contro chi ha permesso che il mondo del lavoro sia una giungla senza tutele in cui gli unici a fare profitti sono la rendita e i detentori dei capitali; contro chi ha permesso agli speculatori finanziari di distruggere e comprimere la capacità produttiva della generazione più scolarizzata e preparata che questo paese abbia mai avuto; contro gli speculatori finanziari che hanno corrotto e blandito i due di cui sopra per poter fare il bello ed il cattivo tempo su tutto il globo.

Il 15 ottobre sarà una buona occasione per esprimere assieme tutta la nostra indignazione.

Giovani Comunisti Pisa

 

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