Per la Stagione Teatrale, questo fine settimana torna al Teatro Verdi la signora della scena italiana, Pamela Villoresi, eccellente protagonista di uno dei personaggi più estremi e affascinanti della tragedia classica e moderna: Medea.
Prodotto da Argot Produzioni e Associazione Teatrale Pistoiese, in collaborazione con il Teatro dei Due Mari, MEDEA è in programma sabato sera (4 febbraio) alle ore 21 e domenica pomeriggio (5 febbraio) alle ore 17.
La regia di questo spettacolo, dove le suggestioni antiche si vestono di una sensibilità contemporanea incantando il pubblico con un distillato di parole ed emozioni che non possono non colpire, è di Maurizio Panici, coautore con Michele Di Martino della traduzione e dell'adattamento da Euripide. Protagonista insieme con Pamela Villoresi è David Sebasti, nel ruolo di Giasone. Con loro Renato Campese (Creonte), lo stesso Maurizio Panici (Egeo), Silvia Budri Da Maren (Nutrice), Andrea Bacci (Messaggero) e Evelina Meghnaghi (Prima Corifea).
Il progetto scenico è del pittore Michele Cacciofera, elaborato da Giorgio Gori. Di Michele Cacciofora anche il progetto dei costumi. Le luci sono di Emiliano Pona. Musiche di Luciano Vavolo, canti di Evelina Meghnaghi.
Medea la sapiente, Medea la barbara, Medea la donna che, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere a una ingiustizia : "ecco Medea ....ecco la sventura di una donna" dice di sé al termine di un lunghissimo e straziante monologo.
Annota Maurizio Panici: "C'è una definizione precisa della tragedia in un testo di Jean Anouilh attraverso un'immagine molto forte, che trovo assolutamente pertinente: il coro infatti dice "La molla è caricata. Non avrà che da scaricarsi da sola... nella tragedia tutto è tranquillo si dà appena una spinta per metterla in moto, un nonnulla. Tutto qui. Dopo non c'è che da lasciarla fare...". Ecco, Medea è la molla caricata: la sua diversità, il suo essere esule in terra straniera, non più amata dall'uomo per il quale ha lasciato la casa e gli affetti, sono ancora oggi, come allora, motivi sufficienti per provocare un corto circuito emotivo di dimensioni devastanti".
In Medea l'azione tragica coincide con la sua stessa rovina perché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa e, pur riconoscendo l'impatto del proprio agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza.
Medea ci riporta così alle donne di oggi. Sono infatti le donne a mettere in discussione la vecchia cultura facendosi portatrici di un nuovo pensiero. Ed è proprio attraverso Medea (figura totalmente inedita e significativa) che Euripide pone all'interno delle rappresentazioni tragiche un elemento di assoluta modernità: Medea, infatti, è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità.
"Raccontare ancora una volta Medea - annota ancora Panici - è narrare da un lato quanto le passioni possano essere devastanti se non controllate, ma dall'altro come gli uomini attraverso sofisticati ragionamenti giustifichino scelte di comodo per il raggiungimento di una posizione sociale più alta all'interno di una comunità. Medea è anche una storia tremenda che le cronache recenti continuano a raccontarci suscitando orrore per un atto così orribile: ancora una volta la lezione dei classici ci fa riflettere sul nostro essere uomini di questo tempo, con l'immutata fragilità di sempre, e ci invita a partecipare al percorso doloroso della protagonista, percorrendo con lei tutta la gamma delle passioni e l'orrore per un gesto così tremendo e definitivo".
Medea ha debuttato con successo il 22 maggio del 2010 al Festival dei Due Mari di Tindari.
Biglietti al Botteghino del Teatro Verdi, in via Palestro 40.
Per informazioni Teatro di Pisa tel 050 941111
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