07/04/10 09:14 | autore: fabiano corsini Stampa

il Rebeldia 0

oltre l'ottusità

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C'è chi è convinto che la società sia come uno spazio occupato da un cono di luce, illuminato dalla Ragione. Chi sta fuori da quel cono non può considerarsi degno della convivenza civile, deve anzi essere bandito, messo al di fuori del consesso civile. Naturalmente, i confini dello spazio illuminato sono stabiliti da quelli che stanno dentro, da quelli che credono di stare dentro. In base a questa logica, un lettore “di sinistra” scrive al Tirreno e dichiara che Renato Curcio, avendo fatto parte delle Brigate Rosse, anche dopo aver scontato una lunga condanna è da considerare “peggio dei fascisti”; che non può parlare di immigrazione. Che nessuna organizzazione civile può chiamarlo a parlare in pubblico. Da queste certezze illuminate, il lettore prosegue scrivendo che il Circolo Rebeldia non può sperare in aiuti pubblici, tanto meno in ragione del fatto che organizza una manifestazione “per il libero uso di droghe”. Chi sta dentro lo spazio illuminato, stabilisce lui quali sono le manifestazioni che si possono fare e quelle che invece vanno bandite. E’ un modo vecchio di invocare la Ragione. Un modo che solo una parte del peggior illuminismo avrebbe condiviso: quella parte, il lato oscuro della Ragione, che fu incapace di leggere con tolleranza e umiltà le testimonianze della società, e di volta in volta pretese di imporre, anche con le dittature, i suoi modelli ideali. Il Rebeldia va difeso. Se ci sono reparti della società civile, di quella che noi – non sappiamo quanto opportunamente- definiamo così, che operano in zone di confine, che operano in territori dove persino i suoni delle parole sembrano diversi da quelli che ascoltiamo nei luoghi che siano abituati a frequentare, dalle nostre televisioni, dai reality, nelle case del popolo; questi luoghi di scambio e di presenza civile diversa vanno difesi, vanno ascoltati, vanno compresi. I nostri circoli, le loro sedi fisiche, in molti casi nacquero dalle occupazioni delle case del fascio. In tanti altri casi, nacquero con il sostegno popolare, con l’aiuto delle comunità, di popoli interi tenuti insieme da un modo di vivere cooperativo e solidale . Oggi di tutto questo non c’è più traccia; e ai giovani che cercano strade diverse neppure noi, neppure la sinistra, a quanto pare, sembriamo in grado di offrire il volto della solidarietà. Naturalmente, vogliamo sperare, non sarà così. Questa Città troverà il modo per mantenere aperti spazi di partecipazione per culture e per sensibilità diverse, come Rebeldia, la realtà di partecipazione giovanile più importante e significativa di questi anni. A quel lettore, che milita in organizzazioni che sono più a sinistra della mia, consiglio di fare un giro dopo le 9 di sera dalle parti di via delle Sette Volte. Vedrà gente, che non frequenta il Rebeldia, che si buca senza nascondersi. Vedrà gente che spaccia, in piena tranquillità. Avrà insomma qualche occasione in più per indignarsi, e per interrogarsi. 

Bombe a Brindisi. Don Ciotti: "Attacco alla società civile" - di

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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