Oggi pomeriggio gli operatori di Africa Insieme mi dicono che stamani una famiglia composta da una madre e cinque bambini piccoli è stata sfrattata dalla loro casa nel villaggio di Coltano. Alla famiglia non era stata rinnovata l'assegnazione della casa. Motivo del mancato rinnovo: la madre è imputata in un processo (non ho idea con quale imputazione, immagino furto ma potrei anche sbagliare) nel quale comunque non è ancora stata emessa nemmeno la sentenza di primo grado. Per cui la signora è tuttora solo imputata, ma non colpevole, ma questo evidentemente basta, per i regolamenti della società della salute, a dichiarare che non c'è più il diritto alla casa. E basta all'amministrazione comunale per far eseguire velocemente lo sfratto.
Alcune piccole considerazioni in proposito:
1. Oggi è il 31 gennaio. Fa freddo. Fa talmente freddo che il sindaco, con la stessa mano con cui firma l'ordinanza che sbatte in strada cinque bambini rom, firma un'altra ordinanza con cui chiude le scuole per domani e dice che è meglio che i nostri bambini se ne stiano a casa loro al calduccio. C'è bambino e bambino, ormai lo sappiamo. Ci sono quelli che hanno una casa, e quelli che non ce l'hanno. E quelli a cui viene tolta proprio il 31 gennaio.
2. Art.27.2 della Costituzione Italiana: "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva." Come mai esiste un regolamento del comune o della società della salute che ignora questo articolo della nostra legge fondante? Su, su, mi si dirà, è una zingara, vuoi che non abbia rubato? Su questa base non capisco proprio allora perché farle il processo. La si potrebbe più semplicemente imprigionare alla Bastiglia con una lettre de cachet. Non si può, perché la Bastiglia è stata distrutta più di duecento anni fa, nella rivoluzione che ha fondato lo stato di diritto come oggi lo conosciamo? Qualcuno avvisi il sindaco, questo passaggio deve essergli sfuggito.
3. Art 27.1 della Costituzione Italiana: “La responsabilità penale è personale.” Anche ammesso che il o la capofamiglia sia un ladruncolo da punire, uguale o peggiore punizione deve ricadere anche sui bambini? Se questa madre verrà mandata in prigione a nessuno verrebbe in mente di incarcerare anche i bambini, vero? Invece se la mettiamo sulla strada per punirla è naturale che i bambini debbano subire la stessa sorte. Ma, mi si dirà, è necessario, altrimenti questi si fanno scudo dei bambini. Giusto. Se qualcuno si fa scudo di un bambino, spariamo lo stesso e colpiamo il bambino. Così imparano che con noi questi trucchetti non attaccano.
4. Le regole, le regole, il rispetto delle regole. Le regole vanno rispettate. Molto giusto. Sulla base dei due punti precedenti secondo me il rispetto delle regole implicava che quello sfratto non doveva essere eseguito. Ma vogliamo invece pretendere di vivere in un mondo molto più draconiano, dove le regole si rispettano in ogni loro accezione, dove basta l'ombra del sospetto per screditare completamente una persona e per far si che tutti si comportino con questa persona come se fosse colpevole fino a che la sua innocenza non sia dimostrata? Se vogliamo farlo andiamo a parlare con il presidente della Provincia Pieroni, e con la sua maggioranza (che è quasi la stessa maggioranza di Palazzo Gambacorti). Ieri Pieroni ha dichiarato che la richiesta di dimissioni dell'assessore Picchi, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, è “una richiesta forzata e inopportuna” dato “il valore della presunzione d'innocenza”. Si vede che la presunzione d'innocenza vale per Picchi e non vale per la signora di Coltano. Qualcuno sa spiegarmi perché? Altrimenti davvero devo pensare che si adottano due pesi e due misure, e per non sbagliare il peso lo si scarica addosso a quelli più deboli.
Mercoledi, 1 Febbraio: Scopro stamani grazie a PisaNotizie che la signora Dibrani Ibadet non è accusata di furto ma imputata per il caso della “sposa bambina”. Un fatto più grave e più complesso del “semplice” furto, per il quale è probabilmente ancora più necessario che la magistratura accerti le singole responsabilità. L'assessora Maria Paola Ciccone dice "Siamo desolati che sia avvenuto in coincidenza all'arrivo del freddo, ma rimandare avrebbe significato una perdita di credibilità". In effetti per questa amministrazione la perdita di credibilità è un problema reale. Cerchiamo di trovargli una soluzione buttando sulla strada cinque bambini e ragazzini. In fondo i metodi diretti sono sempre i più efficaci, no?
Maria Francesca Zini
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