«Ci vogliono anni per costruire relazioni, ma basta un giorno solo per distruggerle». Comincia così la lettera che un nutrito gruppo di genitori e insegnanti delle scuole ha inviato al Sindaco e agli Assessori, per protestare contro il prossimo sgombero del campo Rom di Coltano. Ci sono voluti anni - spiegano - per costruire nelle scuole una positiva convivenza con i bambini rom del campo, per vincere pregiudizi e stereotipi, per consentire l'inserimento scolastico. «Siamo riusciti», spiegano, «a stabilire un rapporto collaborativo con le famiglie del campo, che hanno cominciato a partecipare alle iniziative da noi proposte, a guardare con fiducia la scuola e a lavorare con i docenti».
Un lavoro lungo, spiegano ancora i firmatari dell'appello, che rischia di venire vanificato se il Comune procedesse allo sgombero: «dove andranno», si chiedono i genitori e gli insegnanti, «queste famiglie che ormai vivono a Pisa da tanti anni? I loro figli
frequenteranno un'altra scuola? Troveranno altrove qualcuno che
garantisca il loro diritto all'istruzione?». «Le famiglie dei nostri alunni», dicono ancora, «ci hanno riportato la loro angoscia per l'incertezza del loro futuro. Ci farebbe piacere poterle tranquillizzare. Poter garantire loro che il Comune della città in cui vivono da anni (alcuni da decenni) non li abbandonerà, non li scaccerà dal suo territorio, che continuerà ad accompagnare i loro figli nelle scuole. Purtroppo i segnali che vengono dall'amministrazione appaiono andare in tutt'altra direzione».
La lettera si conclude con la richiesta di un incontro al Sindaco e agli assessori competenti: «Sentiamo il dovere civico di portare la nostra solidarietà a queste famiglie e di farci portavoce, presso l'amministrazione, dei loro diritti».
Sergio Bontempelli
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