È stato un fine settimana sereno, quello trascorso dalle famiglie Rom rumene dell'insediamento di Ponte delle Bocchette: dopo il nubifragio che ha devastato le baracche del loro campo, e dopo l'occupazione dell'ex asilo a Ghezzano, i Rom hanno ricevuto dalle autorità, Sabato scorso, un tacito assenso a rimanere nella struttura occupata, in attesa della fine dell'emergenza maltempo.
Questo ha consentito di allestire l'ex-asilo, sia pure in via provvisoria, con il necessario per la permanenza: i volontari delle associazioni hanno portato materassi, coperte, vestiti per i bambini, generi di conforto; i Rom hanno pulito e organizzato le stanze.
Oggi, però, Prefettura e Comune di San Giuliano hanno fatto sapere - tramite la stampa locale - di non aver in alcun modo autorizzato l'occupazione dell'asilo: «I rumeni», dice il Sindaco della cittadina termale al quotidiano Il Tirreno, «non possono restare nell'edificio, che deve essere liberato il prima possibile: mi auguro che ciò accada volontariamente».
«Nessuno di noi», ribattono le famiglie sfollate, «pensa di rimanere nell'ex-asilo, dove non viviamo certo comodamente». «D'altra parte però», proseguono, «non vogliamo tornare a vivere in una situazione [quella del campo di Ponte delle Bocchette, ndr] che, anche senza piogge torrenziali, è caratterizzata dall'assenza delle più elementari condizioni di vivibilità: mancanza di luce, di acqua corrente, condizioni igieniche disastrose». Siamo disponibili a sgomberare l'asilo - dicono in sostanza le famiglie Rom - purché questo non significhi tornare in una situazione invivibile.
A sostegno della loro richiesta, i Rom hanno lanciato un appello pubblico, invitando ad aderire cittadini e associazioni. L'appello si firma tramite l'apposito sito internet.
Sergio Bontempelli
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