13/02/09 09:35 | autore: redazione pisanotizie e marcello c. foto video Stampa

Rimandato lo sgombero dell'ex asilo nido 0

Lunedì un incontro tra le famiglie rom e le istituzioni. Il sindaco di Pisa scrive al console rumeno.

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Una lunga giornata è stata quella di ieri all'ex-asilo di Ghezzano, conclusasi con la notizia di un rinvio dello sgombero al fine di individuare delle soluzioni per le famiglie rom che da alcuni giorni hanno occupato l'ex-plesso scolastico nel Comune di San Giuliano.

Prosegue il presidio, promosso dalla Assemblea anti-razzista e da altre reatà e associazioni, a difesa dello spazio e di chi vi si trova all'interno, in attesa dell'ufficializzazione di un calendario di incontri con le istituzioni che potrebbero già svolgersi nella giornata di lunedì.

Nel pomeriggio di ieri il sindaco Filippeschi ha scritto al console rumeno Gheordunescu: "L'intervento - ha scritto il sindaco - può contribuire a risolvere criticità altrimenti difficilmente risolvibili, data la pressione straordinaria che la città di Pisa e l'area pisana devono sostenere per la presenza già assai consistente sul territorio di cittadini di origine rom. Presenza oggetto di valide iniziative d'integrazione sociale e d'assistenza sanitaria, abitativa ed educativa, che però incontrano da tempo un limite oggettivo vista la sempre più grave sproporzione fra consistenza degli insediamenti e politiche effettuabili".

All'interno dell'ex-asilo le famiglie, circa 60 persone con una trentina di bambini, ribadiscono che non è loro intenzione rimanere a lungo nello stabile, ma chiedono che le istituzioni locali si impegnino a risolvere, almeno in modo provvisorio, l'emergenza umanitaria creatasi in seguito alla sopravvenuta inagibilità del campo di Cisanello dove risiedevano.

L'appello lanciato venerdì da Andrea Callaioli (avvocato del Foro di Pisa), Enzo Cerretini (presidente provinciale dell'Arci), Giorgio Gallo (docente dell'Università di Pisa) e Don Armando Zappolini (presidente della Consulta del Terzo Settore) sta raccogliendo ulteriori adesioni. Rimandato lo sgombero i firmatari rilanciano la richiesta "alle amministrazioni locali dell'area pisana, alla Provincia di Pisa, alla Regione Toscana, ai servizi sociali affinché si individui una soluzione di emergenza che consenta di avviare un confronto ed evitare dolorosi interventi di polizia, chiamando tutte le realtà della società civile a fornire un proprio contributo. I diritti umani ed i bisogni degli ultimi hanno bisogno di una salvaguardia tanto più forte quanto più è precaria la situazione di chi è in pericolo, anche nei momenti più difficili. Un giorno per riflettere e trovare una buona soluzione non è un giorno buttato via".

I Cobas chiedono che comuni, Provincia e Società della salute si facciano carico di questa emergenza umanitaria e sanitaria. "Cacciare gli occupanti dall'asilo di Ghezzano", dicono ancora i Cobas, "servirà a ripristinare formalmente ordine e legalità, ma li costringerà a vivere in condizioni di grave degrado e marginalità sotto il Ponte delle bocchette. Ciò che rappresenta una offesa a quella dignità umana che la nostra Costituzione ancora oggi tutela".

Ma sulla questione pesa anche l'ordinanza del sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, sullo sgombero dei campi nomadi abusivi nel territorio del Comune. La situazione appariva perciò senza sbocco, nonostante giovedì mattina si fosse svolto anche un incontro fra una delegazione delle famiglie occupanti e l'Assessore alle Politiche Sociali della Provincia, Manola Guazzini.

Bisogna ricordare che queste famiglie vivono nella nostra zona da un minimo di 4 anni ad un massimo di 7-8. Gli adulti lavorano qui da anni ed i loro figli frequentano le scuole della zona. "Fra l'altro, a causa della loro permanenza nei campi, non sono mai riuscite ad avere la residenza, e quindi sono escluse dai benefici legati all'accesso ai servizi sociali", ci dice Marta, dell'Assemblea Antirazzista.

I rom non sono per niente contenti di vivere nei campi." - aggiunge Marinella presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme - "Lo sgombero siamo perfino disposti a farlo noi se ci dicono dove andare. Purchè sia un luogo che permetta agli adulti di non perdere il lavoro e ai nostri figli di andare a scuola".

Intanto la società civile pisana si sta mobilitando per sostenere le loro richieste in un appello sottoscritto da molteplici sigle associative (Legambiente, ARCI Ragazzi, Cobas, Africa Insieme, Gruppi di Acquisto Solidale, Casa della Donna, Comitato genitori e insegnanti per la difesa della scuola pubblica, Circolo Agorà, Rebeldìa, Università 2.0, ecc.), da alcuni consiglieri comunali di Pisa e San Giuliano appartenenti all'opposizione di sinistra, da Padre Don Agostino Rota Martir, da anni impegnato nel lavoro di solidarietà e aiuto con la comunità Rom locale, e da molti singoli cittadini in cui si chiede "che sia attivato un meccanismo di protezione umanitaria".

 

 

Presidio contro lo sgombero dell'ex-asilo di ghezzano - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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