Si è indirizzata verso una soluzione positiva, la vicenda delle famiglie romene che avevano occupato un ex-asilo, in seguito all'alluvione delle baracche in cui abitavano.
Dopo una lunga trattativa, durata quasi 20 giorni, è stato infatti trovato un accordo con gli enti pubblici. Le famiglie verranno inviate in luoghi provvisori di accoglienza: ostelli, affittacamere, campeggi, e anche alcuni alloggi messi a disposizione dal volontariato. In questo modo, l'ex asilo di Ghezzano può essere sgomberato e restituito al proprietario. I romeni resteranno nelle nuove collocazioni di accoglienza per alcune settimane: nel frattempo, saranno mobilitati i Servizi Sociali e le cooperative, per cercare di trovare soluzioni di più lungo periodo.
È stato dunque superato quello che è apparso sin dall'inizio il principale ostacolo ad una soluzione pacifica: la proposta dei Servizi Sociali e del Comune di Pisa, di un'accoglienza limitata ai soli bambini, e per sole 72 ore. Una proposta non accoglibile dalle famiglie, che avrebbero dovuto lasciar soli i minori, e scarsamente praticabile: tutti gli adulti avrebbero dovuto tornare alle loro baracche, che però erano state travolte dall'alluvione.
A sbloccare la trattativa, sul versante istituzionale, sono intervenuti alcuni amministratori, in particolare l'Assessore alle Politiche Sociali della Provincia Manola Guazzini, la sua omologa al Comune di S. Giuliano Fortunata Dini, e il Sindaco della cittadina termale Paolo Panattoni. La loro richiesta di trovare forme di accoglienza temporanee, ma di più lungo periodo - e comunque non limitate ai soli bambini - ha permesso di arrivare alla soluzione. Una soluzione condivisa, oggi, anche dalla Società della Salute, che stamani ha partecipato alla conferenza stampa del Sindaco Panattoni.
«Il Comune di S. Giuliano», ha spiegato Panattoni, «si è mosso per rispondere ad un'emergenza reale, provocata dall'alluvione. Oggi, esprimiamo soddisfazione per aver evitato sbocchi traumatici a questa vicenda».
Durante la conferenza stampa, il Sindaco di S. Giuliano ha illustrato la strategia perseguita dalla sua amministrazione: «da un lato, abbiamo emanato un'ordinanza per lo sgombero dell'ex asilo, perché uno dei nostri obiettivi era il ripristino della legalità, violata con l'occupazione della struttura». «Dall'altro lato, però», ha aggiunto Panattoni, «si è dato risposta all'emergenza delle famiglie: nelle quali, è opportuno ricordarlo, ci sono anche molti bambini». «I risultati», ha concluso il primo cittadino, «mi paiono più che soddisfacenti».
Si dichiarano soddisfatte le cooperative sociali, che hanno aiutato il Comune di S. Giuliano a trovare i posti letto per le famiglie: si tratta della cooperativa "Il Progetto" di Pontedera, del "Cerchio" e del "Simbolo" di Pisa, che stamattina hanno accompagnato i Rom nei luoghi di accoglienza loro destinati. Tirano un sospiro di sollievo anche le associazioni e i cittadini che avevano sollecitato sin dall'inizio una soluzione pacifica: Africa Insieme, la Comunità di S. Egidio, l'avvocato Andrea Callaioli.
Dal canto suo l'«Assemblea Antirazzista» - il gruppo che ha condiviso con le famiglie romene l'occupazione dell'ex asilo - parla di un percorso «che può portare ad esiti positivi». Assemblea Antirazzista rivendica l'occupazione della struttura. «In questo percorso», dice il comunicato inviato oggi alla stampa, «due sono stati gli elementi centrali: la determinazione delle famiglie nel rivendicare il diritto ad una vita dignitosa, e il tessuto solidale che ha sconfitto non solo le posizioni razziste ma anche l'indifferenza delle istituzioni e il tentativo di criminalizzare chi si è schierato a fianco di quegli uomini, donne e bambini».
Sergio Bontempelli
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