La notizia dell'iniziativa del Comune sul rimpatrio volontario dei Rom rumeni ha fatto il giro della Toscana: anticipata da Pisa Notizie, è stata riportata sia dai quotidiani cittadini, sia dalle testate e dalle agenzie regionali.
Restano oscuri, tuttavia, i dettagli del progetto avviato dall'amministrazione e dalla Società della Salute. In una nota inviata nei giorni scorsi alla stampa, quest'ultima chiarisce che l'iniziativa è finalizzata «a far uscire i Rom dal grave disagio in cui vivono», e precisa che «la normativa prevede di poter organizzare i rimpatri volontari». Il Sindaco Filippeschi, dal canto suo, spiega che la possibilità di organizzare i rientri in Romania è «dettata dalle politiche dell'Unione Europea a beneficio delle famiglie».
Esiste in effetti un "fondo europeo per i rimpatri": si tratta però di una iniziativa rivolta ai cittadini extracomunitari, mentre i rumeni appartengono all'Unione Europea. I fondi per attuare il rimpatrio dei Rom rumeni non dovrebbero perciò rientrare in questo capitolo. Da alcuni mesi la Regione Toscana sta discutendo di un progetto per i rientri volontari, che però dovrebbe essere attuato in collaborazione con l'OIM, l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni: a Pisa, invece, sarebbe la Croce Rossa a gestire materialmente il trasporto e l'erogazione del contributo di 500/1.000 euro. Non è quindi chiaro da dove provengano le risorse che dovrebbero garantire il successo dell'iniziativa.
Per quanto riguarda i Rom rumeni, la normativa europea prevede il diritto alla libera circolazione: significa che queste persone possono in ogni momento entrare in Italia, e restarvi tre mesi. Così, la Società della Salute potrebbe finanziare il rientro in Romania, ma nulla impedirebbe agli interessati di tornare nel nostro paese. Anche su questo punto le dichiarazioni delle autorità locali sono vaghe: «la questione non è stata ancora affrontata», ha detto al Tirreno il direttore della Società della Salute Giuseppe Cecchi - «ma dovrà essere definita a breve».
I Rom rumeni, dal canto loro, rifiutano decisamente di tornare al loro paese. «Vogliamo rimanere in Italia», hanno spiegato nel corso dell'incontro con i Servizi Sociali. E un capofamiglia che abita in un campo ci dice: «il Comune vorrebbe aiutarci a tornare a casa, ma non interviene mai quando ci sono le ingiustizie: quando qualcuno si rifiuta di affittare una casa a un Rom, o quando uno viene licenziato perché abita in una baracca».
E le comunità Rom annunciano una iniziativa in vista della Pasqua: una iniziativa di pace e di dialogo - dicono - che vuole richiamare l'attenzione sui loro problemi. I cui dettagli verranno spiegati meglio nei prossimi giorni.
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