10/04/09 15:47 | autore: redazione Pisanotizie Stampa

I Rom rumeni: "vogliamo vivere in pace con voi" 1

I Rom chiamano i giornalisti nei loro campi, e contestano il progetto di rimpatrio volontario del Comune

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«Vogliamo vivere a Pisa, lavorare, crescere i nostri figli». È una vera e propria "dichiarazione di pace", quella dei Rom rumeni: che, in occasione della Pasqua, hanno voluto parlare alla città, convocando una conferenza stampa "itinerante", e accompagnando cronisti e fotografi nei vari insediamenti "abusivi" della periferia.

L'iniziativa nasce dalla preoccupazione di molti Rom per i fatti di questi giorni. Lo spiega Laurentiu Patru davanti alle baracche sotto il Ponte delle Bocchette, lungo la Tosco-Romagnola: «il Comune vorrebbe darci qualche soldo per tornare in Romania», dice Patru, «ma noi con quelle somme non riusciremmo a vivere. Noi vogliamo restare qui, e chiediamo un aiuto per uscire dai campi, per trovare case in affitto, per mandare i nostri figli a scuola».
«Qualche giorno fa è venuta la Polizia Municipale», aggiunge una giovane donna, «e ci ha detto che dobbiamo andarcene dal campo. Ma dove andiamo? Perché diamo così fastidio?».

Le domande dei giornalisti danno voce ai dubbi di tanti cittadini: «perché vivete nelle baracche, e non trovate una casa come tutti?», «perché avete lasciato il vostro paese?», «perché non cercate un lavoro?». «Molti di noi lavorano», risponde orgoglioso un capofamiglia, che chiede di restare anonimo, «ma se si viene a sapere che viviamo in un campo ci licenziano subito, perché nessuno si fida degli "zingari". E quando andiamo a cercare una casa, ci rispondono che nessun proprietario è disponibile ad affittare a una famiglia Rom».

La conferenza stampa si sposta in un altro campo, a Putignano, dalle parti del cimitero. Qui, due famiglie hanno costruito le loro baracche sotto un ponte. I Rom fanno entrare i cronisti, rimediando qualche sedia e offrendo un po' di caffè. La bevanda è preparata secondo la ricetta balcanica, lasciando scaldare l'acqua e versandovi direttamente la polvere. «Ha un po' il sapore del caffè napoletano», si stupisce un giornalista.

«Sentiamo dire alla televisione», esordisce una giovane donna del campo, «che i Rom rubano, che commettono reati. Ma se uno fa delle cose sbagliate non è colpa di tutta la nostra comunità». «Ci sono anche gli italiani che rubano», aggiunge il marito, «ma noi non pensiamo che voi italiani siete tutti ladri. Ognuno è responsabile di quello che fa, e la colpa non può ricadere su tutto un popolo».

Intervengono anche i volontari di Africa Insieme, che hanno contribuito ad organizzare la conferenza stampa. «Il Sindaco», spiega Alice Ravasio, giovane attivista dell'associazione, «dice che i Rom rumeni sono troppi, e che il territorio non ce la fa a sostenere un impegno per tutti: in realtà, si tratta di circa duecento persone, ripartite in piccoli campi di due-tre famiglie, e arrivate a Pisa nell'arco di dieci anni. Vuol dire venti persone ogni anno. Non ci sembra una cifra insostenibile».

I Rom vorrebbero accompagnare la piccola delegazione anche negli altri campi. Ma l'ora è tarda e i giornalisti devono tornare al lavoro. «Scrivete quel che vi abbiamo detto», si congeda Laurentiu Patru, a nome di tutti, «è importante che la città conosca anche il nostro punto di vista».

 

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2009/04/11 11:04:54 Andrea Monticelli Secondo me, una soluzione temporanea per chi viene da fuori, potrebbe essere la sistemazione in casa popolare, ovviamente "a tempo". Se non riescono a trovare lavoro perchè vivono nel campo abusivo, potrebbe essere una soluzione dare loro una casa, così da trovare lavoro e trovare nel frattempo un'altra abitazione. La casa popolare sfitta, darla ad un'altra famiglia sempre a tempo e così via.

Poi se una persona non sta alle regole deve andare via. Se ci fossero regole ben definite e applicate, non ci sarebbero tanti pregiudizi sui rom e su altre popolazioni mal viste. I primi che ci rimettono di questa situazione, sono proprio gli onesti (sicuramente la maggior parte) di queste popolazioni bistrattate

"Fatti sentire, non farti strozzare. No all'usura" - di Chiara Martina

La Vignetta - Luca Ricciarelli

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